Come volevasi dimostrare......
mentre tutti si è intenti a disquisire di CCC (Calcio_Coree_&_Complotti.... ) un'altro dei più elementari diritti non ha più diritto di cittadinanza in Italia: per i prossimi 90 giorni, le "fastidiose_&_sicuramente_ingiustificate ( - arri: ) manifestazioni di piazza di:

senza casa

senza lavoro

e (cosa piu' ignobile) dei senz'acqua

sono risolte!!!


E' facile dire che questo non è fascismo.

Magari non lo è.

In ogni caso è il potere che una volta di più prevarica e offende.....

g.d.t.


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MARTEDÌ, 18 GIUGNO 2002
La Repubblica - Palermo

""Motivi di ordine pubblico"": la polizia dovrà tenere lontani i manifestanti dalle sedi istituzionali e dalla Cattedrale
Proteste vietate davanti ai Palazzi. Ordinanza del prefetto: per tre mesi stop agli assembramenti
di TANO GULLO

A pochi giorni dalla visita a Palermo del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, lo Stato mostra i muscoli ai disperati che da mesi assediano la città per chiedere una casa, un lavoro, l´acqua, l´assistenza.
Da ieri, e fino al 30 settembre, sono rigorosamente vietati «riunioni, sit-in e assembramenti di qualunque genere». Lo ha deciso il prefetto Renato Profili, dopo l´occupazione bis del Duomo normanno da parte dei senzatetto e l´assalto al municipio di un gruppo di precari. Il divieto riguarda tutti i palazzi delle istituzioni e le aree antistanti: Cattedrale, municipio, Villa Niscemi, presidenza della Regione, Ars e Provincia. L´ordinanza del prefetto si conclude con un incarico formale al questore Francesco Cirillo di fare rispettare le sue direttive.
La notizia del giro di vite arriva nel primo pomeriggio alle 22 famiglie che occupano il tempio.
L´effetto immediato è l´inasprimento della protesta. Così i quattro disperati che attuano da tre giorni lo sciopero della fame - Franco e Giuseppe Cecala, zio e nipote, Luigi Alaimo e Tony Pellacane - decidono di avviare oggi anche lo sciopero della sete, nonostante le loro condizioni comincino a destare preoccupazioni. «È un abuso di potere che azzera la democrazia - dice Pellacane, mentre Antonella Monastra, medico e consigliere comunale di Rifondazione, gli misura la pressione - [b]C'è la volontà politica di tappare la bocca a chi vive tra stenti e disagi». «Non si tratta di un provvedimento mirato alla visita di Ciampi - aggiunge Franco - qui hanno deciso di chiuderci nei ghetti. Se Ciampi passerà dal Cassaro, gli racconteremo la nostra disperazione».
Alaimo sta peggio di tutti: ha la pressione massima a 160 e la minima a 120. «Rischio l´ictus ma vado fino in fondo - dice, mostrando la scatola di un farmaco per la circolazione che ha volutamente interrotto - Così, quando finirò in ospedale, qualcuno comincerà a riflettere». Giuseppe, il più giovane, lamenta capogiri. «Non molliamo - dice - e vedremo come finirà. Tanto più scuro di mezzanotte non può fare».
La Curia stavolta non ha fatto montare il bagno ecologico in giardino («Anche la prefettura e la Croce rossa ci hanno detto no», denunciano gli occupanti) e i quattro, per andare in bagno al bar di fronte, chiedono di essere accompagnati dalle forze dell´ordine («come prova che non andiamo al caffè per mangiare»). «Siamo costretti a fare viavai dai bar della zona - dice Leo Pellacane - e di notte a fare pipì come i cani tra le aiuole. È umano tutto ciò?».
Alle 17 sale la tensione per cinque mezzi blindati con i carabinieri in assetto anti sommossa che perlustrano l´esterno della Cattedrale. Poi vanno via. Nello spiazzo serpeggia l´indiscrezione che sarebbe stata la Chiesa a chiedere il pugno duro. Salvatore Di Cristina, vescovo ausiliare, incontra i manifestanti e mostra un certo disagio: da un lato capisce le ragioni del prefetto, dall´altro si compenetra nelle sofferenze dei senzatetto. «Non penso che si ricorrerà all´uso della forza - dice - Tra l´altro, per intervenire nella Cattedrale occorrerebbe il parere positivo del Cardinale. Ci mancherebbe altro che la Chiesa dicesse: "Buttateli fuori a calci nel sedere"».
Alle 18 gli occupanti tengono un´assemblea. Con loro gli sloggiati di via Mozambico che vivono nelle tende e nelle auto in via Decollati e i poveracci cui è stata tolta l´assistenza continuativa. È una catena di storie disperate. Giuseppina Matranga, che dorme in un´auto, denuncia l´assegnazione di appartamenti in via Mozambico a due poliziotti che non ne hanno diritto.
Anche fuori dalla Cattedrale, il provvedimento del prefetto scatena una serie di reazioni negative. Franco Cantafia, segretario provinciale della Cgil, denuncia che «si vogliono trasformare i Palazzi delle istituzioni in Palazzi del potere come tante zone rosse», mentre le emergenze restano irrisolte. Ninni Terminelli, capogruppo dei Ds al Comune, sostiene che manifestare «è un diritto legittimo dei cittadini» e chiede un incontro col prefetto. «È frutto della logica della repressione voluta dal governo Berlusconi e dal ministro-sceriffo Scajola», afferma Rifondazione, che con il deputato Titti De Simone presenta un´interrogazione al ministro degli Interni.
Quando tutto sembra volgere al peggio, a tarda sera si apre uno spiraglio. Giusto Catania, segretario regionale di Rifondazione, incontra il prefetto con una delegazione degli occupanti e propone di utilizzare alcuni appartamenti di enti pubblici, già individuati, e di ricorrere al mercato immobiliare privato. Le convulse trattative con il Comune si protraggono fino a notte. Alla ricerca di una difficilissima soluzione. "