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Discussione: Sillogismo o....

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    Predefinito Sillogismo o....

    …fissazione quella di Giovanni Sartori.
    Che ancora seguita a ripetere, ora sul Corsera, che la popolazione mondiale sta esplodendo e ciò accade a causa dell’opposizione della Chiesa alla pillola. Più bpcche da sfamare e oiù esseri umani significano catastrofe alimentare e ecologica e la Chiesa è la responsabile della futura ecatombe planetaria.
    Vediamo insieme il problema, aiutandoci con studi e dati che invece dicono il contrario.

    Primo: non è vero che la crescita della popolazione mondiale sia fuori controllo. Sartori ragiona ipotizzando un tasso di prolificità costante e quindi 22 miliardi di persone già nel 2050, ma stando ai dati ufficiali quel tasso si è dimezzato in 40 anni e l’incremento della popolazione, che era del 2% negli anni 60, sarà dello 0,4% nel 2050. Massimo Livi Bacci spiega che pure nei paesi poveri tra il 1950 e il 2000 “il numero dei figli per donna si è ridotto a metà –da 6 a 3 – e la diminuzione ha assunto un andamento accelerato negli anni ’90, cosicché, nel 2050, con 9,3 miliardi di persone “il rallentamento demografico sarebbe nella fase terminale”.
    Si va dunque verso la stabilizzazione demografica e semmai sorgono problemi opposti di denatalità in paesi come l’Italia:”sotto il profilo economico sociale la bassa natalità pone problemi che pesano come macigni” dice Livi Bacci.
    Sartori , anzichè partire da quei dati di fatto, citava nel suo articolo sul Corriere l’incredibile scenario teorico che l’Onu fece dieci anni fa ipotizzando un tasso di prolificità costante (694 miliardi di persone nel 2150) e invece di riderne, di riflettere sull’assurdità di simili proiezioni e sui motivi di queste irresponsabili campagne apocalittiche, ne prende lo spunto per ripetere che la tragedia incombe.
    I dati sull’ultima conferenza su popolazioni e sviluppo della Nazioni Unite dimostrano che pure le previsioni catastrofiche degli ultimi trent’anni erano sbagliate. Cito dall’insospettabile L’Unità del 25 marzo scorso: La Notizia:”I calcoli si sono rivelati sbagliati. Il risultato è che le proiezioni sono state corrette per difetto, attestandosi attorno alla cigra di 9 miliardi di abitanti nel 2100”.

    Secondo. Paolo Mieli ha citato un’ampia casistica da cui si evince che non c’è alcuna relazione fattuale tra la morale sessuale della Chiesa cattolica e l’alta crescita demografica. Del resto è falso che, a partire dalla Humanae vitae di Paolp VI, la Chiesa si sia messa a prescrivere la riproduzione indiscriminata: insegna invece la procreazione responsabile anche attraverso l’uso dei metodi naturali di controllo delle nascite*.
    Sartori continua a citare l’America latina per accusare la Chiesa, ma bisognerebbe studiare i dati: per esempio, in Brasile, il più grande paese cattolico del mondo, negli ultimi 50 anni la fertilità è crollata passando da 6,15 figli per donna a 2,27.
    Padre Gheddo ha dimostrato, per esempio nel clamoroso caso dell’India, che proprio le regioni cristiane (dove le ragazze studiano e si sposano più tardi) sono quelle che hanno posto sotto controllo l’incremento demografico. Sartori cerca allora una via d’uscita polemica puntando il dito sull’atteggiamento della Chiesa negli organismi internazionali, attribuendo così alla santa Sede un potere politico che non ha.
    Del resto la Chiesa non fa che chiedere educazione e sviluppo come chiavi per controllare la demografia: si oppone (e giustamente)** alle sterilizzazioni di massa che hanno prodotto risultasti orribili.

    seguirà la seconda parte
    * servirebbe una verifica sull’efficacia e sulla “penetrabilità e facilità di insegnamento) nelle masse cattoliche.
    ** che ledono gravemente i diritti elementari e che esprimono politiche di violenza.

    saluti

  2. #2
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    Predefinito Re: Sillogismo o....

    [QUOTE]Originally posted by mustang
    [B]…fissazione quella di Giovanni Sartori.
    Che ancora seguita a ripetere, ora sul Corsera, che la popolazione mondiale sta esplodendo e ciò accade a causa dell’opposizione della Chiesa alla pillola. Più bpcche da sfamare e oiù esseri umani significano catastrofe alimentare e ecologica e la Chiesa è la responsabile della futura ecatombe planetaria.
    Vediamo insieme il problema, aiutandoci con studi e dati che invece dicono il contrario.

    Primo: non è vero che la crescita della popolazione mondiale sia fuori controllo. Sartori ragiona ipotizzando un tasso di prolificità costante e quindi 22 miliardi di persone già nel 2050, ma stando ai dati ufficiali quel tasso si è dimezzato in 40 anni e l’incremento della popolazione, che era del 2% negli anni 60, sarà dello 0,4% nel 2050. Massimo Livi Bacci spiega che pure nei paesi poveri tra il 1950 e il 2000 “il numero dei figli per donna si è ridotto a metà –da 6 a 3 – e la diminuzione ha assunto un andamento accelerato negli anni ’90, cosicché, nel 2050, con 9,3 miliardi di persone “il rallentamento demografico sarebbe nella fase terminale”.
    Si va dunque verso la stabilizzazione demografica e semmai sorgono problemi opposti di denatalità in paesi come l’Italia:”sotto il profilo economico sociale la bassa natalità pone problemi che pesano come macigni” dice Livi Bacci.
    Sartori , anzichè partire da quei dati di fatto, citava nel suo articolo sul Corriere l’incredibile scenario teorico che l’Onu fece dieci anni fa ipotizzando un tasso di prolificità costante (694 miliardi di persone nel 2150) e invece di riderne, di riflettere sull’assurdità di simili proiezioni e sui motivi di queste irresponsabili campagne apocalittiche, ne prende lo spunto per ripetere che la tragedia incombe.
    I dati sull’ultima conferenza su popolazioni e sviluppo della Nazioni Unite dimostrano che pure le previsioni catastrofiche degli ultimi trent’anni erano sbagliate. Cito dall’insospettabile L’Unità del 25 marzo scorso: La Notizia:”I calcoli si sono rivelati sbagliati. Il risultato è che le proiezioni sono state corrette per difetto, attestandosi attorno alla cigra di 9 miliardi di abitanti nel 2100”.

    Secondo. Paolo Mieli ha citato un’ampia casistica da cui si evince che non c’è alcuna relazione fattuale tra la morale sessuale della Chiesa cattolica e l’alta crescita demografica. Del resto è falso che, a partire dalla Humanae vitae di Paolp VI, la Chiesa si sia messa a prescrivere la riproduzione indiscriminata: insegna invece la procreazione responsabile anche attraverso l’uso dei metodi naturali di controllo delle nascite*.
    Sartori continua a citare l’America latina per accusare la Chiesa, ma bisognerebbe studiare i dati: per esempio, in Brasile, il più grande paese cattolico del mondo, negli ultimi 50 anni la fertilità è crollata passando da 6,15 figli per donna a 2,27.
    Padre Gheddo ha dimostrato, per esempio nel clamoroso caso dell’India, che proprio le regioni cristiane (dove le ragazze studiano e si sposano più tardi) sono quelle che hanno posto sotto controllo l’incremento demografico. Sartori cerca allora una via d’uscita polemica puntando il dito sull’atteggiamento della Chiesa negli organismi internazionali, attribuendo così alla santa Sede un potere politico che non ha.
    Del resto la Chiesa non fa che chiedere educazione e sviluppo come chiavi per controllare la demografia: si oppone (e giustamente)** alle sterilizzazioni di massa che hanno prodotto risultasti orribili.
    E si oppone a spendere miliardi per piani di diffusione della contraccezione anziché per politiche sociali. Carlo Urbani, di Medici senza frontiere, ha spiegato che “nei paesi in via di sviluppo, il 95% dei decessi sono dovuti a malattie infettive curabili. Un numero impressionante di bambini muore per disidratazione da diarrea. A salvarli basterebbe qualche bustina di Rso che costa 20 centesimi di dollaro”***.
    Si inviano nel terzo mondo quintali di preservativi e pillole, invece di quelle bustine che salverebbero milioni di vite umane. Dicono che lo fanno per combattere l’Aids, ma lo combattono con la pillola?. Questo “imperialismo contraccettivo” come lo chiama la Chiesa, ha un certo sapore colonialista, sebbene ammantato di preoccupazioni umanitarie o sanitarie.
    Chi è in buona fede e ha buone intenzioni, come Sartori, dovrebbe prendere atto che non c’è un nesso necessario e diretto fra crescita della popolazione e miseria, o fra miseria e densità di popolazione. Il XX secolo, quello in cui si è compiuta la vera, enorme esplosione demografica, è lo stesso secolo che ha visto – nella storia dell’umanità – la oiù grande crescita della ricchezza, della produttività, della salute, delle condizioni di vita e della speranza di vita e il più vasto arretramento della fame e delle malattie su tutto il pianeta (la popolazione è aumentata di quattro volte, ma il prodotto lordo mondiale è aumentato di diciassette).

    Un esempio che sfata il luogo comune: la prospera e pulita Olanda ha una densità di popolazione (386 abitanti per chilometro quadrato) immensamente superiore a Kenya e Zimbawe (52 e 30 abitanti). Giorgio Bianco propone il raffronto fra il Giappone, 126 milioni di abitanti e il Madagascar, un paese assai più grande (587 mila kmq contro 377 mila) dove vivono solo 15 milioni di persone. I giapponesi, che solo 60 anni fa erano usciti distrutti da una guerra perduta vivono in un paese molto povero di risorse naturali, hanno un reddito pro-capite fra i più alti del mondo, mentre i malgasci fanno letteralmente la fame. Insomma, la popolazione non è inversamente proporzionale allo sviluppo e alla ricchezza. Le cose sono più complesse. E poi gli uomini occupano sul pianeta solo quasi l’un per cento della terra emersa****.
    In Africa fame e miseria non sono dovuti al numero degli abitanti, ma al sottosviluppo. Di cui tutti portiamo un po’ la colpa(compresi i regimi e le guerriglie marxiste che hanno devastato il continente) ma le cui cause attuali sono anche culturali, come ha dimostrato Anna Bono in “La nostra Africa. Una catastrofe annunciata”. Per questo padre Gheddo continua a ripetere che ciò che serve al Terzo Mondo è anzitutto educazione, tecnologia, libertà politiche e economiche. Così accederebbero allo sviluppo nuovi popoli*****.
    Ma forse è proprio questa la paura di Sartori. Nei suoi interventi egli mescola infatti due diversi millenarismi. Il primo è quello maltusiano, il secondo è quello ecologista. Il primo – come ha notato l’Economist – si è dimostrato del tutto sbagliato. Basti ricordare che dal 1961 la popolazione mondiale è più che raddoppiata, mentre la produzione alimentare è più che triplicata, con il prezzo reale delle derrate che è crollato. Il secondo millenarismo martoriano recita: sviluppo=ecatombe.
    Ecco perché per Sartori anche lo stabilizzarsi della popolazione a 10-12 miliardi (in realtàle ultime proiezioni correggono al ribasso) significa la fine del mondo. Allora però Sartori dovrebbe dire chiaramente che il problema non lo risolverebbe una contraccezione più diffusa, si dovrebbe impedire ad alcuni miliardi di persone già nate di accedere allo sviluppo e addirittura sterilizzarle con la forza. Come si può pretendere l’appoggio della Chiesa?******

    Per fortuna dei 5-6 miliardi di potenziali condannati a morte l’equazione sviluppo- ecatombe è sbagliata. Antonio Gaspari nel libro “Da Malthus al razzismo verde” la rovescia e parla di “insostenibilità del sottosviluppo”. E’ infatti dimostrabile che è il sottosviluppo che crea l’inquinamento, mentre lo sviluppo produca benefici per l’ambiente. Non a caso ci sono oggi molti più alberi in Nord America di quanti ce n’erano al tempo di Colombo; mentre la percentuale di gas inquinanti nell’atmosfera negli ultimi venti anni nei paesi sviluppati è drasticamente crollata. Non solo. Le biotecnologie aumenteranno di molto la produzione alimentare, risolvendo la tragedia della fame, utilizzando meno terra coltivabile ed eliminando le gravi conseguenze tossiche dovute oggi all’uso della chimica in agricoltura.
    Sartori dovrebbe dare un’occhiata agli studi del professor Julian L. Simon o al recente volume collettivo “Rifinì the Next Wave” anziché agli scenari apocalittici del Word Watch Institute.
    Gli studiosi del Cato Institute hanno mostrato che TUTTE le previsioni contenute nei 17 rapporti annuali del WWI, dal 1974, si sono dimostrate erronee.
    “In risposta” scrive Gaspari “gli ecologisti hanno attaccato gli economisti del Cato Institute definendoli ‘right wing’ (di destra).
    La risposta pacata è stata semplicemente ‘right’, cioè nel giusto.


    *sarebbe interessante studiare e verificare quanto queste tecniche naturali incidano sul controllo delle nascite e sui metodi usati per incrementare la loro facilità di insegnamento nelle masse cattoliche.
    ** che ledono gravemente i diritti elementari e che esprimono politiche di violenza
    *** parrebbe quasi un invito a “non far figli, al limite anche abortendo”; comunque sembra stridere con il problema del controllo delle nascite.
    **** sarebbe interessante approfondire quanto abbiano influenzato detti problemi le diverse filosofie e religioni.
    ***** abbiamo già visto le sanguinose guerre con “armi” o con “danaro” per imporre le proprie ideologie socio-politico-religioso proprio dietro l’intervento “sociale” auspicato da P. Gheddo.
    ****** ma nemmeno la “severa chiusura” che la Chiesa oppone ad altre iniziative: possibile che non si riesca a trovare un punto d’incontro? O si spera in altri Hitler e Stalin?

    faticosamente e liberamente tratto dallo studio firmato Antonio Socci e apparso su Il Foglio di mercoledì 26 giugno.
    saluti

  3. #3
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