LA NUOVA SARDEGNA - Cultura e istruzione : «I precari insegnino sa limba»
29.09.2009
Il «Comitadu» composto da studiosi e cultori di sardo lancia una proposta al presidente della Regione
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CAGLIARI. Il problema dei precari della scuola può essere risolto grazie anche alla lingua sarda, secondo la proposta illustrata stamane a Cagliari da «Su comitadu pro sa Limba sarda», costituito di recente da studiosi e cultori del sardo. «Potremo pensare di formare i docenti rimasti senza cattedra in modo che abbiano gli strumenti per poter insegnare la limba negli istituti isolani almeno per i prossimi due anni», ha spiegato a nome di «Su Comitadu» Mario Carboni, durante una conferenza stampa. «Molti ragazzi e bambini non parlano nè capiscono il sardo, quindi per prima cosa occorrerebbe puntare sull’insegnamento della lingua a scuola». Secondo il professore universitario Francesco Cesare Casula, «già oggi il docente può decidere di impiegare il 20 per cento del monte ore per l’insegnamento della lingua sarda, ma questo avviene in rarissimi casi. Se fossero istituite cattedre di lingua e cultura della Sardegna, non solo si contribuirebbe alla promozione della nostra terra, ma nel giro di qualche anno si potrebbero ottenere migliaia di posti di lavoro». Per il Comitato, come suggerito da Diego Corraine, la promozione della lingua e della cultura sarda potrebbe passare anche «attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie come il digitale terrestre, con l’istituzione di canali dedicati». Sulla formazione degli insegnanti Michele Pinna ha sottolineato come «l’Università e la Siss abbiano ricevuto 50 milioni di euro stanziati proprio per l’istituzione di corsi di formazione sulla lingua e sulla cultura sarde che però non sono mai stati attivati». Il Comitadu ha inviato una lettera al presidente della Regione Ugo Cappellacci per chiedere un incontro e illustrare le proposte presentate stamane.
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