Nuove accuse dei pm alla polizia
"Falsificate le prove alla Diaz"
Si alleggerisce ulteriormente la posizione
dei 93 manifestanti arrestati alla Diaz


GENOVA - False prove, come bottiglie molotov, fabbricate per giustificare la sanguinosa irruzione nella scuola Diaz del 21 luglio del 2001, durante il G8, conclusasi con una sessantina di feriti e 93 arrestati. E' l'ipotesi formulata dai pubblici ministeri Enrico Zucca e Francesco Pinto e contestata oggi, durante cinque ore di interrogatorio, all' ex capo dell' antiterrorismo Arnaldo La Barbera. Ma l' accusa potrebbe estendersi ad altri funzionari e agenti di polizia indagati per il blitz.

Per il prefetto La Barbera, già indagato per concorso in lesioni e di omissione di controllo con l' aggravante di essere pubblico ufficiale, vengono ora ipotizzate anche le accuse di falso e calunnia. Al termine del blitz gli agenti sequestrarono due molotov, oltre a coltelli, spranghe e mazze. Nessun poliziotto si premurò di prendere le impronte digitali, in particolare sulle molotov. Di qui nacquero i primi sospetti nei magistrati. Le accuse di falso e calunnia riguardano anche il "caso Nucera", l' agente romano che raccontò di essere stato accoltellato ma che è stato poi smentito da una perizia dei carabinieri del Ris. Questa nuova accusa per i funzionari di polizia, e che potrebbe essere contenuta nei prossimi avvisi di garanzia nei confronti dei poliziotti, alleggerisce la posizione dei 93 manifestanti arrestati durante il blitz, per cui era già pronta comunque la richiesta di archiviazione. Cambierebbe solo la motivazione. La loro posizione potrebbe essere archiviata infatti non per mancanza di prove certe nei loro confronti, ma perchè le prove raccolte sarebbero state falsificate.

Il prefetto La Barbera, nel corso del lungo interrogatorio di oggi in procura, assistito dai suo avvocati, sul blitz alla Diaz ha ribadito quanto aveva detto davanti alla commmissione d'inchiesta. Solo sulla presunta falsificazione delle prove, La Barbera ha detto di non saperne niente e di essere venuto a conoscenza di questi sequestri solo nel corso di una conferenza stampa.
Sull' irruzione alla Diaz, il prefetto ha ribadito: "E' stato Canterini ad impartire ai poliziotti l' ordine di entrare nella scuola Diaz. Io quella sera gli avevo consigliato di rinunciare alla perquisizione, perché il clima era pesante e c' era in atto una sassaiola". "La decisione della perquisizione comunque - ha aggiunto - era stata presa nel pomeriggio da tutti i funzionari presenti in questura, alla notizia di una precedente sassaiola contro un' auto-civetta della polizia".

Al termine dell'interrogatorio, i suoi difensori hanno riferito che "La Barbera ha precisato anche quale è stato il suo ruolo, cioè di semplice alto dirigente incaricato del coordinamento e non di funzionario addetto a impartire ordini agli agenti".

La notizia dell'aggravamento della posizione dei poliziotti giunge nella giornata in cui il procuratore capo Francesco Meloni, che da domani sarà in pensione, ha sigillato l' addio alla magistratura dopo 47 anni di carriera inquirente. Meloni ha fatto il punto delle inchieste sui fatti del G8, affermando che "la commissione di reati da parte di alcuni appartenenti alle forze dell' ordine, sia di settori di manifestanti, non ha per noi mai comportato una colpevolizzazione generalizzata".

(19 giugno 2002)