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    Predefinito Chomsky sui Italia e USA

    Intervista a Noam Chomsky - Un caso chiave di controllo del pensiero
    Deterring democracy in Italy
    Noam Chomsky, intervistato da Domenico Pacitti, dice che le accuse a Silvio
    Berlusconi sono banali in confronto a quanto accade negli Stati Uniti e
    spiega che l¹Italia è stata l¹obiettivo principale degli sforzi Usa per
    sabotare la democrazia fin dalla Seconda Guerra Mondiale. Chomsky suggerisce
    come via da seguire le proteste organizzate a livello internazionale. Questa
    intervista è stata realizzata telefonicamente da Roma mentre il professor
    Chomsky si trovava nella sua casa nel Massachusetts, subito dopo le elezioni
    politiche italiane. Viene pubblicata da terrelibere per la prima volta.



    Pacitti: Silvio Berlusconi, plurimiliardario magnate dei media, ha vinto
    le elezioni italiane nonostante sia in balia delle accuse criminali e del
    conflitto tra affari ed interessi politici. Sembra che gli italiani siano
    meno interessati alla questione morale e più interessati a quello che Berlusconi
    possa fare per loro.

    Chomsky: Perché pensa che la situazione sia diversa in Gran Bretagna e negli
    Stati Uniti?

    Pacitti: È questo che spero che ci spieghi.

    Chomsky: La risposta è che non è diverso.

    Pacitti: Può elaborare il concetto?

    Chomsky: Alcuni mesi fa qui c¹è stata un'elezione. Ora, io non so in Italia,
    ma qui la popolazione è ³sondata² estensivamente, in modo massiccio, cosicché
    noi abbiamo una conoscenza abbastanza buona degli atteggiamenti pubblici.
    C'è, infatti, ad Harvard un progetto chiamato ³L¹Elettore che Svanisce²,
    che mi sembra molto significativo.
    Si occupa di analizzare nei dettagli i risultati elettorali per tentare
    di determinare perché gli elettori stanno perdendo interesse nelle elezioni
    da venti anni a questa parte. Una delle cose che viene misurata è il senso
    di ³helplessness², di impotenza cioè, ovvero si percepisce sempre di più
    che non è possibile fare niente che agisca sul processo politico.
    Il senso di impotenza ha colpito pesantemente quest¹anno, ben oltre ogni
    precedente.
    Di fronte all'elezione approssimativamente il 75% della popolazione ha percepito
    che non c'era alcuna competizione, che era solo una sorta di gioco tra sottoscrittori
    ricchi, ³boss² di partito ed i media.
    L¹industria delle relazioni pubbliche, della pubblicità, ha creato i candidati,
    addestrandoli ad usare certi gesti e determinate parole che i ricercatori
    di marketing indicavano come utili ai fini elettorali.
    Alla fine nessuno diceva ciò che pensava, nessuno capiva e molti pensavano
    che si trattasse di qualcosa privo di senso, solo una specie di gioco di
    marketing, di pubbliche relazioni.

    Pacitti: E pensa che ciò che sta accadendo in Italia sia simile?

    Chomsky: Posso dire che è molto simile, ma io non conosco l¹Italia come
    gli Stati Uniti. Questa è una tendenza che partì dagli Stati Uniti e dalla
    Gran Bretagna e che risale alla prima parte del secolo.
    Era naturale che dovesse nascere nei paesi più democratici. Negli anni ?20
    qui si capì subito ­ negli altri paesi più tardi ­ che non era più possibile
    controllare la gente con la forza.
    I paesi stavano diventando più democratici. Il diritto di voto si stava
    estendendo. Il Partito Conservatore britannico - abbiamo i loro verbali
    interni ­ all¹epoca della Prima Guerra Mondiale comprese che non c¹era più
    alcun modo di tenere la generalità della popolazione fuori del sistema elettorale.
    Compresero che si andava verso il suffragio universale e che dovevano perciò
    rivolgersi a quello che chiamarono ³guerra politica².
    Sono chiamate pubbliche relazioni, ma significa propaganda, cioè il tentativo
    di controllare gli atteggiamenti delle persone ed i loro pensieri dirigendoli
    verso altre preoccupazioni.
    Non potendo controllare il popolo con la mera forza, lo si tiene comunque
    fuori dall¹³arena politica². Lo stesso veniva fatto negli Stati Uniti. Infatti,
    si registrava una crescita enorme dell¹industria delle pubbliche relazioni.

    Nelle società più avanzate, più democratiche, c¹è da credere che appena
    una società ottiene più libertà, la propaganda sostituisce la violenza come
    mezzo di controllo del popolo.

    Pacitti: Berlusconi è stato imputato in una serie di processi penali in
    cui è stato condannato. Ma a causa della legge italiana sulla caduta in
    prescrizione dei reati, in effetti nessuna di queste sentenze è stata applicata.
    Un recente libro elenca quattordici imputazioni contro Berlusconi. Nell'ultimo
    decennio ha collezionato pene detentive per un totale di sei anni e cinque
    mesi per corruzione, finanziamento illegale e falso in bilancio.

    Chomsky: Per gli standard Usa si tratta di banalità.

    Pacitti: Nel 1990, Berlusconi fu condannato per spergiuro dopo aver negato
    la sua appartenenza alla loggia Massonica P2, una organizzazione anti-comunista
    che ha usato i servizi segreti per fini politici.
    La condanna di Berlusconi fu annullata da un'amnistia generale. Il sostegno
    degli Stati Uniti alla P2 sembrerebbe confermare quello che lei sta dicendo.

    Chomsky: Precisamente. L'Italia, come sappiamo, è stata il principale obiettivo
    degli Stati Uniti fin dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Lo scopo
    era quello di minare la democrazia in Italia.
    Negli anni ¹40, c'era la grande paura che la Sinistra vincesse un¹elezione
    democratica. In particolare, nel 1948 la Sinistra aveva un grande prestigio.

    Voglio dire che aver sostenuto la resistenza contro il Fascismo era un fatto
    molto importante in quel periodo, così come supportare i sindacati. Proprio
    mentre la Sinistra si apprestava a vincere le elezioni, gli Usa iniziarono
    a cospirare.
    Non so se a lei è noto, ma il primo piano del Consiglio di Sicurezza Nazionale
    [NSC1, si veda in proposito il memorandum in ³Storia del Consiglio di Sicurezza
    Nazionale 1947-1997": www.fas.org/irp/offdocs/NSChistory.htm ] riguarda
    l¹obiettivo di minare la democrazia in Italia.
    Questo era il problema dell¹epoca. E conclusero che potevano minare il processo
    democratico ricorrendo all¹arma degli aiuti alimentari ­ e non credo che
    ci sia bisogno di ricordarle che in quel periodo c¹era molta gente letteralmente
    affamata ­ alla reintegrazione della polizia fascista (cosa che fu effettivamente
    fatta) e ad altre cose del genere tra le quali il sabotaggio dei sindacati.
    Se tutto questo non fosse stato sufficiente e la Sinistra nonostante tutto
    avesse vinto, gli Stati Uniti avrebbero tentato la carta di una ³mobilitazione
    nazionale², appoggiando nel contempo una serie di attività paramilitari
    contro il governo.
    La politica del Consiglio di Sicurezza Nazionale prevalse, e continuò fino
    agli anni settanta e forse oltre. Voglio dire che le nostre conoscenze arrivano
    solamente fino agli anni settanta perché lì i documenti si fermano. Il sostegno
    alla P2 va inserito in questo contesto. In altre parole, lo sforzo di minare
    la democrazia italiana ha radici antiche.
    A confronto, Berlusconi non sta organizzando attività militari per rovesciare
    il governo. Ciò che accade oggi non è corretto, ma non è grave quanto quello
    che è accaduto in passato.
    Ed è lo stesso qui. A Clinton non è accaduto di avere molti processi per
    corruzione. Ma guardiamo il ³curriculum² di Reagan e di alcuni esponenti
    della sua amministrazione [1981-89].

    Pacitti: C'è più di un sospetto qui in Italia che Berlusconi abbia avuto
    un sostegno dalla Mafia siciliana alle elezioni nazionali.

    Chomsky: Sì, ma da dove venne la Mafia siciliana? Non nacque dal nulla.
    La Mafia, come lei sa, era stata distrutta da Mussolini. E come fu ricostituita
    la Mafia? Fu ricostituita quando gli eserciti americani e britannici sbarcarono
    prima in Sicilia e poi in Italia meridionale; e la stessa cosa accadde in
    Francia meridionale e la criminalità fu ricostituita come un¹³agenzia² per
    minare la resistenza e minare la Sinistra.

    Pacitti: Quindi, lei ha esaminato nei dettagli la vicenda italiana?

    Chomsky: Non ho fatto ricerche originali ma ho valutato la vicenda comparando
    diverse fonti. Quindi, per esempio, nel mio libro Deterring Democracy uno
    dei capitoli [capitolo 11: la Democrazia nelle Società Industriali], contiene
    dei riferimenti al principale progetto statunitense e britannico dopo la
    Seconda Guerra Mondiale: minare la resistenza contro il Fascismo e ripristinare
    il tradizionale sistema politico.
    C¹è un riferimento all¹Italia, che viene approfondito in un altro libro
    successivo, che si avvale di rivelazioni ulteriori. E sull¹argomento c'è
    un libro molto buono che ho recensito da qualche parte [World Orders, Old
    and New, Londra, 1997].
    Uno storico italiano [Federico Romero, The United States and the European
    Trade Union Movement 1944-1951, Nord Carolina, 1989-1992] giudica addirittura
    positivamente il fatto che gli alleati abbiano disarmato la resistenza e
    riportato il ³Comitato di Liberazione Nazionale² all¹ordine, perché i ³liberi
    movimenti politici e sociali da sempre ispiravano diffidenza agli Alleati²
    in quanto ³difficili da controllare².
    Romero descrive gli sforzi degli inglesi e degli americani finalizzati a
    minare i gruppi operai e la resistenza contro Fascismo in Italia settentrionale.
    Nonostante il giudizio positivo, la descrizione è di grande interesse in
    quanto molto accurata.

    Pacitti: E la base per questo processo fu posta subito dopo la Seconda Guerra
    Mondiale, giusto?

    Chomsky: Sì, e non solo per l'Italia. È stato un fenomeno mondiale. Lo stesso
    è avvenuto in Giappone.
    Uno studio notevole è appena stato pubblicato ­ ha vinto il premio Pulitzer
    [Hirohito and the Making of Modern Japan di Herbert P. Bix] - su come gli
    Stati Uniti riabilitarono l¹Imperatore Hirohito dopo la Seconda Guerra Mondiale
    come parte dello sforzo complessivo di sostenere il Fascismo e minare la
    Sinistra. È stato un fenomeno mondiale.

    Pacitti: Dunque, i casi italiani di corruzione risultano assai meno gravi
    della casistica americana?

    Chomsky: Menzionerò solo un altro esempio per convincerla. In Francia, proprio
    accanto l¹Italia, ci fu una grande resistenza anti-fascista e forti movimenti
    operai.
    Il sud della Francia fu colpito con intensità seconda solamente al caso
    italiano. L¹obiettivo era sempre il sabotaggio della Sinistra e dei sindacati.
    Così fu restaurata la Mafia corsa in Francia meridionale e quella è stata
    la fonte del traffico di eroina nel mondo.
    Per ripagarli dei ³servizi politici² gli americani consegnarono ai corsi
    il monopolio della produzione di eroina. E con questo siamo alla ³French
    connection², giusto? Così nacque il problema della droga nel dopoguerra.
    Queste sono cose importanti.
    Basta dare un¹occhiata al ³NSC1² che ho citato prima, il primo memorandum
    del ³Consiglio di Sicurezza Nazionale², così cruciale nel contesto, richiedeva
    se necessario, come dicevo, la coercizione. Diciamo in prima istanza il
    ricatto del cibo e - se non bastasse - il sabotaggio delle elezioni. Gli
    Stati Uniti avrebbero dovuto sobillare una ³mobilitazione nazionale², e
    quindi preparare la guerra e sostenere le attività paramilitari interne
    italiane.

    Pacitti: Da quello che lei sta dicendo deriva che Berlusconi sarebbe stato
    appoggiato fin dall¹inizio dalla Mafia, che a sua volta è stata spalleggiata
    dagli Stati Uniti.

    Chomsky: Sì, gli Stati Uniti avevano restaurato la Mafia, che in precedenza
    era stata distrutta.

    Pacitti: Quindi in Italia stiamo vedendo solo ³metà della storia². Posso
    chiederle qualcosa di più sul caso Berlusconi? So che non le piace dare
    consigli e senza dubbio non me ne darà alcuno. Ma molta gente radicale in
    Italia sta chiedendosi cosa fare. C¹è chi ha iniziato a scrivere libri che
    raccolgono i casi di corruzione e di ingiustizia, dalla Mafia a Berlusconi
    fino ai casi socialmente accettati di corruzione accademica.
    So che lei ha posto il problema all'interno di un contesto più largo, globale,
    ma c'è qualche cos¹altro che noi potremmo e dovremmo fare stando qui e che
    non stiamo facendo e che va oltre un contesto italiano?

    Chomsky: La risposta a queste domande è la stessa, al di là di quale sia
    il caso specifico. Non ci sono segreti che non siano stati scoperti negli
    ultimi duemila anni.
    Nello specifico italiano, tra ³Mafia connections², criminalità e così via
    i fatti dovrebbero essere sufficientemente conosciuti.
    Ma la domanda è un¹altra: a chi importa realmente? Per quanto posso capire,
    il vero problema è che in Italia la gente grosso modo sa, magari non i dettagli,
    ma effettivamente non gliene importa.

    Pacitti: E perché pensa che non ci sia interesse e coinvolgimento?

    Chomsky: Il popolo subisce una pressione tremenda, non solo in Italia ma
    in tutto il mondo. Il tentativo è quello di rimuovere la popolazione dall¹arena
    politica.
    Questo viene chiamato neo-liberismo, un modello che ha il suo zoccolo duro
    in Gran Bretagna e negli Stati Uniti - di nuovo i paesi più avanzati - ma
    che si espande ovunque, col risultato di invertire quello che accadde negli
    anni sessanta. Quello che accadde negli anni sessanta aveva terrorizzato
    le élite internazionali. Questo emerge in modo netto, e forse nel modo più
    netto, in The Crisis of Democracy, il più sorprendente documento sull¹argomento.


    Pacitti: Fu pubblicato nel 1975 ed era il primo studio della Commissione
    Trilaterale fondata da David Rockefeller. Giusto?

    Chomsky: Sì. La Commissione era una élite, una élite internazionale liberista,
    da Europa, Stati Uniti e Giappone. Ed era formata prevalentemente da persone
    dell¹amministrazione Carter, che erano quasi interamente ³liberal² nel senso
    americano del termine, cioè socialdemocratici ed internazionalisti.
    Tutta questa gente era profondamente turbata da quanto accadeva in tutto
    il mondo negli anni sessanta. Ciò che li turbava maggiormente era la crescita
    della democrazia, cioè la parte della popolazione ­ le donne, i lavoratori,
    le minoranze, gli anziani ­ solitamente apatica e passiva che entrava nell¹arena
    politica e tentava di imporre le proprie richieste. Stavano entrando in
    un territorio proibito. Iniziarono a pensare che il sistema politico fosse
    nelle mani delle tirannie private, di poteri privati, e stavano cominciando
    ad erodere proprio questi poteri.
    Quella è la crisi della democrazia secondo la ³Trilateral². Affermarono
    dunque che troppa democrazia non va bene, occorre più moderazione, era necessario
    riportare la gente all¹apatia ed alla passività.
    Affermarono di essere turbati e richiamarono le istituzioni responsabili
    dell¹indottrinamento ­ termine loro, non mio ­ dei giovani. Si riferivano
    alle scuole, ai funzionari, ai media, alle chiese che anziché indottrinare
    stavano diventando troppo indipendenti e ³pensanti², troppo attivi. Avrebbero
    dovuto agire per invertire appunto ³la crisi della democrazia².
    Ci sono stati da allora sforzi notevoli per riportare le persone alla marginalità,
    e questo tentativo assume molte forme.
    Una forma è la ³minimizzazione² dello Stato in chiave neoliberista. Sottrarre
    le decisioni all¹arena pubblica per portarle in mani private è un¹altra
    forma di privatizzazione.
    Un'altra forma è la centralizzazione delle autorità finanziarie. La Banca
    Centrale Europea ha autorità enorme e non è responsabile di fronte al parlamento.

    Ancora più importante è la liberalizzazione della finanza a partire dagli
    anni ?70, smantellando il sistema Bretton Woods. Questo crea ciò che gli
    economisti chiamano un parlamento virtuale, che deve dare retta agli investitori,
    altrimenti loro possono distruggere l'economia. Ciò restringe enormemente
    il raggio d¹azione dei governi.
    Ma ci sono anche dei gruppi di potere estremamente importanti che hanno
    in comune un accordo sostanziale sulla necessità della commercializzazione
    dei servizi. L¹idea dominante è quella di privatizzare i servizi, cioè tutto
    quello che lo Stato può garantire ­ istruzione, sanità, ecc. Liberalizzando
    si aprono i servizi alla competizione privata, e questo significa trasferirne
    il controllo ai privati.

    Pacitti: È precisamente quello che Berlusconi ha in mente.

    Chomsky: Precisamente. Ma è solo una componente di un processo mondiale,
    dovuta ai problemi che comporta la crescita del processo democratico. Si
    sta concretizzando ovunque come un tentativo di erodere la Sinistra.
    Non è più possibile in Occidente controllare il popolo con la violenza.
    Non lo puoi semplicemente sbattere in una stanza delle torture. Occorrono
    altri mezzi. Uno di questi è la propaganda. Un altro è un consumismo parossistico,
    che cerca di condurre la gente verso consumi sempre più massicci. Negli
    Stati Uniti l¹economia ha sofferto a causa delle politiche neoliberiste,
    come è stato il caso in tutto il mondo, tale economia essendo sostenuta
    in notevole misura dallo spendere dei consumatori.
    Il debito delle famiglie supera il reddito. E questo viene giudicato positivamente,
    perché intrappola la gente nel debito. Così hai solo da lavorare duramente
    e non pensare. Così fin dall¹infanzia i bambini sono inondati di messaggi
    che dicono: compra, compra, compra e così via.
    Lo stesso avviene a livello internazionale. Il Terzo Mondo è intrappolato
    nel debito imposto dall¹immensa propaganda del Fondo Monetario Internazionale
    e della Banca Mondiale. Sono congegni finalizzati a controllare le popolazioni
    e ad assicurare il potere alle tirannie locali. Questo è quello che avviene
    nell¹era della libertà.

    Pacitti: Pensa che l'unica cosa da fare qui in Italia sia tentare di svelare
    tutto questo?

    Chomsky: Occorre provare a spiegare alla gente cosa accade. Non è una questione
    di piccole corruzioni qui o lì. Questi sono fatti marginali. Le persone
    hanno ragione a non essere preoccupate di questo. Questo è corrotto, quello
    è corrotto. E allora? Ciò che è veramente importante sono i metodi profondi
    e sistematici di controllo della popolazione. Uno dei padri fondatori degli
    Stati Uniti, Alexander Hamilton, descriveva il popolo come una grande bestia
    che deve essere controllata. Come la mise il maggior compilatore della Costituzione,
    James Madison, i ricchi della nazione devono controllare ciò che accade.


    Pacitti: E pensa che noi dovremmo raccontare la verità continuando a scrivere
    libri ed articoli?

    Chomsky: Noi dobbiamo organizzare; dobbiamo organizzare le persone. Non
    servono i libri se sono letti solo da alcuni accademici. Le cose cambiano
    se essi riescono a raggiungere il grande pubblico e diventano così parte
    degli sforzi organizzativi; per esempio, quegli sforzi che sono riusciti
    finalmente a creare azioni di protesta a livello internazionale. E ciò emerge
    dalla organizzazione di massa. Non è sufficiente scrivere libri. Gli obiettivi
    della privatizzazione sono ovvi e non saranno fermati scrivendo libri. Saranno
    fermati da una resistenza unita su basi internazionali. Questa è la via
    per fermare il neoliberismo.

    Pacitti: Lei è d¹accordo che valga la pena scrivere sulla parte italiana
    del quadro per chiarirlo?

    Chomsky: Ne vale la pena se tale scrivere è parte di uno sforzo organizzativo.
    Se si scrive qualcosa per lettori accademici che leggono in una biblioteca,
    va bene.
    Ma scrivere serve davvero soltanto se qualcuno lo trasforma in azione. Ma
    la cosa essenziale è che le parole siano usate. Voglio dire, è come quando
    si fa scienza. Possiamo usarla per aumentare la comprensione e la ricerca,
    oppure in modo tale da beneficiare il popolo? Se è così, va bene.

    Pacitti: Molte grazie. Sono sicuro che i nostri lettori troveranno i suoi
    commenti, come sempre, illuminanti e stimolanti.

    ***

    Noam Chomsky, linguista, filosofo ed attivista politico statunitense, è
    considerato da molti il maggiore intellettuale al mondo e uno dei principali
    pensatori dei tempi moderni. Si definisce ³una specie di socialista anarchico²
    ed è da lungo tempo un instancabile sostenitore dei diritti umani.
    Ha scritto più di 30 libri ed innumerevoli articoli attaccando e smascherando
    la politica estera degli Stati Uniti. È generalmente ritenuto il fondatore
    della scienza linguistica moderna per aver trasformato lo studio del linguaggio
    e della mente oltre 40 anni fa.
    È docente al Dipartimento di Linguistica e Filosofia al Massachusetts Institute
    of Technology.
    http://web.mit.edu/linguistics/www/chomsky.home.html

    Domenico Pacitti è un giornalista internazionale e docente universitario.

    Come corrispondente per The Times Higher Education Supplement e per The
    Guardian di Londra e come redattore di World Parliamentarian in Bruxelles,
    ha scritto oltre 300 articoli contro la corruzione in Italia, soprattutto
    in ámbito universitario.
    Ha insegnato filosofia, linguistica e cinese nelle università nel Regno
    Unito ed in Italia. Attualmente insegna lingue e letterature inglese e americana
    all'Università di Pisa.
    http://www.humnet.unipi.it/~pacitti/

    Per altre interviste di Domenico Pacitti a Noam Chomsky, si vedano:
    A new twist in an old turn of phrase (The Times Higher Education Supplement,
    London: Mar 24 2000)
    Truth to tell (The Guardian, London: Apr 18 2000)
    Evolution of revolution: Chomsky¹s minimalism (EL Gazette, London: Jan 2000)

    Chomsky offers advice to teachers on the use of science (EL Gazette, London:
    July 2001)

    Si vedano inoltre:
    The face of revolution: an interview with Antonio Di Pietro (World Parliamentarian,
    Brussels: Feb 2001)
    Conflicting interests: an assessment of Silvio Berlusconi (World Parliamentarian,
    Brussels: May 2001)
    Dead souls: why the soul of Italian academia is dead (Parliament Magazine,
    Brussels: Mar 22 1999)
    Italy¹s numismatic Mr Prodi ­ guru or godfather? (Parliament Magazine, Brussels:
    May 17 1999)

  2. #2
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    Truman made additional structural changes in the NSC in late 1950 and in 1951. He directed the head of the newly-created Office of Defense Mobilization to attend NSC meetings and then made him a member of the Senior Staff. With the Mutual Security Act of 1951, the newly-created Director for Mutual Security (Harriman) became a statutory member with the right to appoint a Senior Staff member. The Bureau of the Budget sent a representative to some Senior Staff meetings. In 1951, the Psychological Strategy Board (PSB), made up of the deputies at State and Defense and the Director of Central Intelligence, was created to coordinate the response to Soviet unconventional Cold War tactics. The PSB worked closely with the NSC in managing America's covert psychological counterattack. In his retirement President Truman denied any responsibility for "cloak and dagger operations" but it was during his Presidency that covert intelligence operations in support of foreign policy objectives was undertaken on an ever broadening scale. The NSC's first action (NSC 1/1) authorized covert action in the Italian elections. The formal institutionalization of covert actions was established as NSC 4 in December 1947, and NSC 10/2 of June 1948.

 

 

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