Noooo!
Urbani, questo non ce lo puoi fare!
SALVIAMO IL PRESIDENTE SGARBI DALLA VENDETTA FARMACISTA
Sabato 6 Aprile 2002, 13:22
Urbani e Sgarbi verso la resa dei conti
ROMA - La misura sembra veramente colma. Dopo l'ultima plateale invettiva di Vittorio Sgarbi, questa volta rivolta contro il direttore della Biennale di Venezia Franco Bernabè, il ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani sembra veramente deciso a dare l'ultimatum al suo sottosegretario.
"Ha ragione Woody Allen a non voler partecipare, spero che la Mostra del cinema fallisca, Bernabè è una zucca vuota", aveva esternato, come al solito senza ombra di sfumature, il sottosegretario. E il ministro si è infuriato. Ira che questa volta tuttavia non verrà soffocata, né superata con un'alzata di spalle. "Pazienterò fino all'11 giugno. Aspetto la voce dell'organo più direttamente interessato, quella del Consiglio dei ministri". E proprio nel premier Urbani potrebbe trovare una sponda. Riferendosi al ministro dei Beni Culturali, Berlusconi, a Mosca, aveva ironizzato: "Gli abbiamo inflitto una pena quotidiana, si chiama Vittorio Sgarbi".
Fatto sta che il rapporto tra il ministro e il sottosegretario pare avviato al capolinea. In ballo c'è l'immagine, se non l'identità e la titolarità, del ministero. E' lo stesso Urbani, interpretando in tal modo un dubbio condiviso da moltissimi, a riconoscere che "qualcuno potrebbe chiedersi qual è la vera voce: una, l'altra o l'altra ancora". Certo, poi come sottolinea il ministro, alla fine parlano "gli atti amministrativi con cui parla il Governo", più delle dichiarazioni "vistosissime" e fuori dai ranghi del sottosegretario. Rimane il fatto però che quelle esternazioni attirano moltissimo l'attenzione, finendo per dare un'immagine "prismatica", come dice Urnabi, del ministero. La replica di Sgarbi è da copione. "Dimettermi? Rientrare nei ranghi? Non mi parre il caso". E per non smentire la sua fama, sul "casus belli" ricara la dose: "Tra me e Bernabè è guerra totale, non aspetto che le sue dimissioni, finché ci sarà lui per quanto mi riguarda la Biennale non avrà più una lira".
LDC
IN WANNA WE TRUST




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9</b><P></P></TD><TD align=right></TD></TR></TBODY></TABLE><TABLE border=0 cellPadding=5 cellSpacing=0 width=100%><TBODY><TR><TD vAlign=top><p align=left> </p><H2>Sgarbi "Licenziato" Da Sottosegretario, Urbani "Divorzio Inevitabile"</H2><img src=http://valeoggi.tiscali.it/news/200206/21/3d118f04008d8/_05.jpg align=left width=352 height=295 border=0>(AGI) - Roma, 20 giu - Il Consiglio dei Ministri ha espresso unanime avviso favorevole alla revoca della nomina di Vittorio Sgarbi a sottosegretario di Stato ai Beni culturali. Il Consiglio dei Ministri, sentito dal Presidente Berlusconi in ordine alla proposta di revoca di Sgarbi, ha collegialmente ritenuto che sono venute meno le condizioni per la permanenza dell'onorevole Sgarbi nella carica e nelle funzioni di sottosegretario di Stato. "C'erano tutti i presupposti per collaborare, e anche bene: purtroppo abbiamo dovuto verificare che la sua visione dei doveri di un amministratore pubblico non coincideva con la mia". Cosi' il ministro Urbani ha commentato la destituzione di Sgarbi, "a questo punto il divorzio era inevitabile". Quanto alla vendita di alcuni pezzi del patrimonio artistico italiano, Urbani ha spiegato che "saranno ceduti soltanto dei beni di importanza marginale, per poter avere le risorse necessarie a tutelare un patrimonio inestimabile". Sgarbi dal canto suo ha annunciato che lascera' il gruppo di Forza Italia, "tornero' nel gruppo misto, dove, prima di questa esperienza sono sempre stato". "Non vado a sinistra, ma mi distacco dalla destra, mi costringono a determinare una 'enclave' di autonomia di pensiero", ha aggiunto spiegando di immaginare "un movimento per la difesa della cultura e dell'ambiente, anche in vista delle elezioni europee; esiste una sensibilita' che non e' ne' di destra ne' di sinistra e sulla quale non ci dovrebbe essere lotta politica". (AGI)<p><FONT size=8><B><FONT color=#000066>LDC</FONT></B></FONT> <BR>IN WANNA WE TRUST</TD></TR></TBODY></TABLE></td></tr></table><p> </p>
