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La Banda musicale del Corpo della Guardia Pontificia
dal sito del Vaticano
La musica dell'attuale Inno Pontificio fu composto dal Gounod per devozione filiale al Papa in occasione dell'anniversario dell'incoronazione di Sua Santità Pio IX e la Marche pontificale venne eseguita per la prima volta nel pomeriggio dell'11 aprile 1869, in occasione del giubileo sacerdotale del Papa. Quel giorno, in Piazza San Pietro era convenuta una gran folla per ascoltare lo straordinario concerto che 7 bande musicali pontificie, appartenenti ad altrettanti corpi e reggimenti papalini di stanza in Roma (Gendarmeria Pontificia con il Maestro Roland, Reggimenti di linea con il Maestro Baffo, Cacciatori con il Maestro Pezzina, Zuavi con il Maestro Willimburg, Carabinieri esteri, Legione Romana con il Maestro Angelini, Reggimento Dragoni), con l'accompagnamento di un coro di oltre mille soldati, avrebbero dato in onore del Sommo Pontefice, dopo le solenni funzioni del mattino nella Basilica Vaticana. Applauditissima, la Marche pontificale del Gounod fu replicata più volte in quel fatidico pomeriggio, come scrisse L'Osservatore Romano del giorno seguente.
Per l'occasione, Pio IX che già aveva ricevuto gli auguri e le rappresentanze diplomatiche dei diversi Paesi, con una presenza di folla di circa cinquemila fedeli nella Basilica Vaticana, applaudito si affacciò alla loggia centrale di San Pietro per rispondere alle acclamazioni della popolazione che gremì la Piazza e per assistere al concerto. Le 7 bande schierate sulle gradinate, che all'apparire del Pontefice avevano suonato l'antica Marcia Trionfale dell'Hallmayr, l'inno ufficiale pontificio di ordinanza, dettero inizio al concerto seguendo quello che lo stesso giornale vaticano del giorno precedente aveva annunziato come "il nuovo inno scritto espressamente per la circostanza dal maestro Gounod, con riprese di coro eseguite da un migliaio di nostri soldati". Dire che il successo riportato dalla nuova composizione fu enorme è dire poco. L'organo vaticano del 12 aprile 1869 ci fa sapere che "la musica fu replicata più volte".
Venne suonata spessissimo anche in seguito e rimase celebre per la sua grandiosità e il suo andamento solenne e quasi liturgico, senza tuttavia diventare inno pontificio per 81 anni, sebbene ne fosse stata auspicata l'immediata realizzazione.
L'Inno Pontificio del Gounod, che alla vigilia dell'Anno Santo del 1950 venne ufficialmente adottato, è ben diverso da quello composto dal Hallmayer nello stile dell'epoca, con il suo ritmo vivace e brioso come un valzer. Pio XII stabilì di sostituire l'inno ufficiale usato fin allora con la mai dimenticata Marcia Pontificia del Gounod, con il suo tono religioso ritenuta più consona ai nostri tempi. La musica fu eseguita, in un'austera cerimonia il sabato 24 dicembre 1949, vigilia di Natale e dell'apertura dell'Anno Santo del 1950, per la prima volta come nuovo inno ufficiale pontificio, insieme con il vecchio inno quasi a volerne indicare il trapasso, dalla Banda musicale della Guardia Palatina d'Onore (che sarebbe poi stata sciolta, come noto, da Paolo VI, unitamente a tutti gli altri Corpi armati in Vaticano, esclusa la Guardia Svizzera Pontificia) schierata con tutti i suoi reparti nel Cortile di San Damaso, dopo la lettura di un ordine del giorno con cui veniva comunicata la sovrana disposizione circa la detta sostituzione.
Oggi, anche se ad eseguirlo non è più la gloriosa banda della disciolta Guardia Palatina d'Onore, pur essendo sempre gli stessi che compongono l'attuale banda civile, l'Inno Pontificio di Gounod, ormai noto in tutto il mondo, viene suonato nelle occasioni più solenni della vita dello Stato, durante cerimonie cui sia presente il Sommo Pontefice o un suo rappresentante.
L'Inno Pontificio viene inoltre intonato allorché la bandiera vaticana viene issata, in forma solenne ed è eseguito, per intero, solo alla presenza del Santissimo Sacramento, del Santo Padre o in occasione del ricevimento ufficiale di Capi di Stato esteri, unitamente all'inno nazionale dei rispettivi Paesi, nonché fuori del Vaticano quando il Papa si reca in Visita Apostolica ad una Nazione, o quando un Legato Pontificio viene ricevuto ufficialmente in un Paese estero. Solo le prime otto battute vengono suonate alla presenza della bandiera dello Stato. Quando gli onori poi sono resi da reparti armati, l'inno viene preceduto da tre squilli di attenti.
In ogni modo, sarà bene sottolineare che l'Inno Pontificio non può dirsi un inno nazionale: le parole del Maestro Antonio Allegra e del Maestro Raffaello Lavagna parlano al cuore di quanti in tutto il mondo vedono in Roma la sede di Pietro.
Le caratteristiche compositive e musicali che rendono così notoriamente suggestivo l'Inno Pontificio di Gounod, vennero descritte dal Maestro Antonino De Luca, Direttore della Banda Palatina, su Vita Palatina del febbraio 1950 con le seguenti parole: "La Marcia Pontifica di Gounod, che rivela la vigorosa personalità dell'autore del Faust, è una composizione di andamento maestoso. La prima parte, dal tono di fa maggiore, ha inizio con un indovinatissimo squillo di tromba, al quale si unisce il pieno di tutta l'orchestra, a significare e sottolineare l'atmosfera di serena grandezza. La seconda parte invece, è in contrasto con la prima: al centro di essa domina un nuovo sentimento profondamente religioso, che nasce da un senso di superiorità di spirito. La terza parte ha inizio con un fortissimo che segna quasi un imperioso distacco da ogni sollecitudine terrena".




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