Il presidente della Figc parlerà venerdì: alzerà la voce contro gli arbitraggi ma eviterà d'attaccare in maniera diretta la Fifa. E la federazione ecuadoriana minaccia querele.
MILANO - Venerdì sarà il giorno della verità di Franco Carraro. Il presidente della Figc, dopo l'eliminazione per mano coreana (e arbitrale), aveva annunciato: "Parlerò in Italia". Accadrà alle 13 in via Allegri, nella sede della Lega. L'attesa è grande, visto che in molti si sono chiesti il perché di questo silenzio del numero uno federale, rimasto muto per due giorni anche a fronte di critiche feroci.
Secondo alcune voci, Carraro sarebbe in grado di dimostrare la malafede dell'arbitro Moreno, che sarebbe stato pesantemente condizionato nella direzione di gara di Italia-Corea del Sud. Ma dossier in via Allegri pare non ce ne siano, né la Federcalcio sembra intenzionata a chiedere un'inchiesta alla Fifa. Carraro, insomma, dovrebe limitarsi ad alzare la voce, ma non andrà molto oltre: non parlerà contro la Fifa, ma contro la vergogna di un mondiale scippato dall'incapacità di un arbitro. Incapacità, non malafede. Poi inevitabilmente sarà costretto a dare una valutazione tecnica dell'avventura. E questo sarà un argomento interessante: perché al suo arrivo in Giappone, alla vigilia della gara con il Messico, il presidente federale ammise che il mancato passaggio del turno avrebbe significato che ''questa è una nazionale mediocre''. L'uscita di scena è avvenuta solo un turno dopo: sono discutibili i valori tecnici di questa squadra, o è davvero tutta colpa di un arbitro inesperto e ciccione? E se vale la prima ipotesi, come pensa la federazione di rilanciare una scuola in via di estinzione? Al di là del folklore dei dossier inesistenti, questi sono i veri interrogativi a cui Carraro sarà chiamato a dare una risposta.
Difficile, però, che tra le risposte ci sia il licenziamento di Giovanni Trapattoni. "Grazie signor Trapattoni, non è andata a finire bene ma non è colpa sua" ha infatti detto Carraro al cittì prima di salire sull'aereo che l'avrebbe riportato in Italia.
Intanto, le notizie riportate da alcuni giornali italiani hanno messo in movimento la federazione ecuadoriana, che non ha gradito quanto scritto dal Corriere dello Sport e ha annunciato una querela contro quotidiano sportivo per le accuse di corruzione nei riguardi dell'arbitro Byron Moreno. Il presidente incaricato della Fef, Carlos Villacis, ha indicato a 'Radio CRE Satelital' che la decisione di denunciare il quotidiano è stata presa dopo aver preso conoscenza dell'articolo in cui si sostiene che Moreno fu avvicinato e praticamente comprato da un responsabile asiatico prima di dirigere l'incontro che la nazionale italiana ha perso per 2-1 contro la Corea del sud.
"La Fef - ha spiegato Villacis - ha tutti i diritti di fare causa a questo giornale o alla persona che ha scritto l'articolo perché non abbiamo alcuna intenzione che si infanghi l'onore di Moreno che è nostro rappresentante".
Dopo aver chiesto che si presentino le prove a sostegno di tanto gravi accuse, il responsabile calcistico ecuadoriano ha anche indicato che la Fef chiederà una presa di posizione della federcalcio italiana e della federazione sudcoreana. "Che Byron Moreno stia tranquillo - ha concluso Villacis - perché noi della Fef ci batteremo a difesa del suo onore". L'interessato non pare turbato, e guarda avanti: "Il mio obiettivo? Partecipare ai Mondiali 2006". Tocchiamo ferro.
Saluti Romani
Daniele - IRRIDUCIBILI




Rispondi Citando