I tedeschi soffrono, il portiere Kahn paratutto e a segnare è Ballack: 1-0. In semifinale troveranno la vincente di Spagna-Corea. Gli Stati Uniti lasciano il mondiale a testa alta e reclamano un rigore non dato.

ULSAN – Anche la più brutta Germania che la storia ricordi ai Mondiali è pur sempre la Germania. Solo così si può spiegare l’immeritata vittoria per uno a zero sugli Stati Uniti, che regala a Voeller e alla sua raccogliticcia truppa una semifinale che alla vigilia della manifestazione sembrava fantacalcio. Dominati a livello di gioco dagli uomini di Arena, i tedeschi sono comunque riusciti a essere concreti sottoporta con Ballack, chiudendosi poi in affannosa difesa. Da segnalare il solito Kahn stratosferico e anche l’ennesimo grave errore arbitrale, con un rigore negato a inizio secondo tempo agli Usa, per un chiaro fallo di mano sulla linea. Avanti così, facciamoci del male. Ma gli Stati Uniti ormai sono una realtà, nei prossimi anni faranno sempre più paura. La Germania ha timbrato il suo cartellino, con questa fortuna può anche diventare campione del mondo.

Gli Stati Uniti a livello tattico sono gli assoluti dominatori del primo tempo (e non solo, come vedremo), anche se nel calcio non esiste la vittoria ai punti. Forti nei contrasti e veloci nelle ripartenze, gli uomini di Arena spaventano a ripetizione la balbettante difesa a tre tedesca. Al 2’ Donovan viene fermato per un fuorigioco inesistente, solo davanti a Kahn. Un cross di Lewis dalla sinistra, al 12’, crea un mischione in area tedesca che solo il santo protettore della Germania ai Mondiali (raramente si dimentica della sua squadra) neutralizza. La prima vera prodezza di Kahn al 17’: Donovan parte dalla destra, si accentra facendo un tunnel a Kehl, salta anche Linke, e si esibisce in un sinistro a girare sul palo lungo, che solo la bravura del portiere del Bayern Monaco, in totale allungamento, riesce a deviare in angolo.

A centrocampo Mastroeni O’Brien continuano a recuperare palloni che Reyna trasforma subito in lanci pericolosi: da uno di questi, al 30’, Donovan viene messo solo davanti a Kahn, che è bravissimo a non abboccare alle finte, ipnotizzandolo e parando il suo sinistro ravvicinato. Fuga di McBride sulla sinistra al 36’, palla rasoterra in mezzo tenuta viva dall’invasato Donovan e destro di Lewis dal limite, sul quale Kahn ha di nuovo il riflesso giusto.

Nel miglior momento americano arriva il primo segnale di vita della Germania. E purtroppo per Friedel questo segnale è un gol. Punizione dalla tre quarti destra, batte Ziege a girare, e dalla foresta umana in area di rigore spunta la testa di Michael Ballack, che batte sul tempo il suo marcatore Sanneh e segna il secondo gol del suo Mondiale, con Friedel che riesce solo a sfiorare. Al 43’ potrebbe già arrivare il colpo del k.o. con il velocissimo Neuville che dalla sinistra effettua un cross dei suoi: Klose si coordina come solo lui sa fare, e in perfetta elevazione schiaccia il pallone vicino al secondo palo. Troppo vicino, perché il pallone si stampa proprio su quel palo. Uno a zero, la Germania può ringraziare la sorte, Kahn e Ballack.

Gli americani partono alla carica anche nel secondo tempo, e al 4’ anche il signor Dallas aggiunge il suo contributo all’elenco delle nefandezze arbitrali di questi Mondiali. Cross di Reyna dalla destra, in mezzo all’area Berhalter irrompe in spaccata di sinistro. Sembra un gol già fatto, ma Kahn ha un altro riflesso ai confini della realtà. La palla schizza però verso la porta tedesca, dove sulla linea c’è appostato Frings: il tocco con il braccio sinistro, ad evitare il gol, dal vivo sfugge ai più, ma dal replay televisivo è più che evidente. Addirittura i giocatori degli Usa invocano il gol, sostenendo che il pallone abbia varcato la linea. L’impressione è che non sia gol, ma rigore sì, al cento per cento.

Gli Usa continuano comunque ad attaccare, anche se fino al 19’ Kahn è impegnato solo in interventi di routine. Al 19’ sembra di routine anche un rinvio di testa, in uscita al limite dell’area, ma il rinvio del portiere viene agganciato quasi a metà campo da Reyna, che prova un colpo alla Maradona. Destro al volo, cinquanta metri di traiettoria con palla fuori di qualche metro.

Il tema della partita non cambia, anche se gli Stati Uniti sono sempre più stanchi. La grigia Germania riesce più o meno sempre a sparacchiare il pallone in avanti e ad evitare di esaurire i miracoli a disposizione di Kahn, anche se al 44’ l’ottimo Sanneh riesce solo a mandare sull’esterno della rete, di testa, su cross di Mathis. Gli Stati Uniti finiscono in avanti, ed escono dal Mondiale in mezzo al rispetto di tutti.

Saluti Romani
Daniele - IRRIDUCIBILI