Con un golden gol al 4' del primo tempo supplementare la Turchia vince 1-0 e centra per la prima volta le semifinali mondiali: mercoledì prossimo affronterà il Brasile. L'Africa si ferma a un passo dalla storia.

L’arbitraggio di Senegal-Turchia è stato di buon livello, e questa è una notizia quasi al pari di quella dello storico passaggio alle semifinali mondiali della Turchia, che così avrà la possibilità di vendicarsi sul campo, contro il Brasile, dei torti e della sconfitta subiti nel girone di qualificazione. Una partita partita ben giocata tatticamente da entrambe le squadre, con il Senegal che è uscito a testa alta, forse con il rimpianto di avere un po’ snaturato le sue caratteristiche nella partita della vita.


La Turchia sceglie di lasciare al Senegal l’iniziativa, e gli africani non si fanno pregare, anche se all’inizio quasi ogni azione si infrange sulla difesa turca. Poi le misure ad Alpay e Bulent vengono prese, e le occasioni fioccano. Al 19’, dopo una rovesciata mancata da Diouf, Fadiga tira dal vertice dell’area piccola quasi a colpo sicuro, ma il gol viene evitato incredibilmente da un suo compagno, Henry Camara, che quasi senza accorgersene respinge sulla linea, oltretutto trovandosi in fuorigioco. Al 23’, dopo un’azione insistita e un rimpallo vinto su Bulent, Fadiga scaglia il suo sinistro sull’esterno della rete. Fadiga ancora in cattedra al 25’, quando battendo un calcio di punizione mette Diatta solo davanti a Rustu, anche se il difensore manca la deviazione.


Gli uomini di Gunes si riorganizzano, e Tugay incomincia a distribuire il gioco in maniera decente. Al 27’ Hasan Sas dalla sinistra crossa rasoterra per Sukur, che sbaglia il controllo in maniera imperdonabile. Tugay al 38’ azzecca un lancio di 50 metri, trovando l’inserimento di Ergun sulla sinistra: cross rasoterra con il tempo giusto, e Sukur manca la deviazione-gol di un niente. Senegal alla corde, con reparti sfilacciati e disimpegni difensivi sempre da brivido. E al 44’ Sylva sembra dover capitolare: Hasan Sas dà dentro una palla morbida per Basturk, che di testa anticipa il portiere. La sfera sta scivolando verso il gol, quando sulla linea con una prodigiosa scivolata Daf spazza via.


La reazione senegalese arriva nei minuti di recupero, quando Camara con un destro tagliato serve in area Diouf, che avrebbe tutto lo spazio per tirare, ma si incarta miseramente, consentendo il tackle decisivo di Alpay. Un primo tempo straordinario per intensità ed emozioni finisce zero a zero.


Nel secondo tempo, al 7’, Diouf prova a rompere il suo digiuno di gol (che qualcuno del suo clan dice dipendere da una specie di fattura di un marabut, una sorta di consigliere spirituale) battendo una punizione dal limite, ma il suo destro finisce alto di poco. Due minuti dopo gli risponde Basturk, che va via a Malick Diop sulla destra, si accentra, e si vede negare il gol solo da un recupero di Diatta.


La paura di perdere incomincia a prevalere sulla voglia di vincere, anche i senegalesi evitano di attaccare in massa. Al 23’, con molto coraggio, Gunes, toglie il logoro capospogliatoio Sukur e butta nella mischia Mansiz. Le squadre rimangono corte, e dalla tonnara di centrocampo raramente nasce un’illuminazione. Anche se la Turchia sembra più fresca, oltre che pronta a ribaltare il gioco. A forza di non rischiare non si tira mai in porta (anche se Camara nel recupero almeno scalda le mani a Rustu con un destro dal limite) e si va ai supplementari con poche recriminazioni, per entrambe le squadre.


Chi segna vince, segna e vince la Turchia. Al 4’ del primo tempo supplementare l’ormai ex milanista Umit Davala crossa dalla destra per Mansiz, che lascia rimbalzare il pallone e gira di destro anticipando Diatta e mettendo il pallone nell’angolino lontano. Imprendibile per Sylva. La Turchia vince la semifinale con il Brasile, il Senegal il rispetto di tutto il mondo.

Saluti Romani
Daniele - IRRIDUCIBILI