Dalla mailing FP CGIL:
Roma, 19 giugno 2002
A Tutte le Strutture
Loro sedi
Care/i compagne/i,
nella giornata di ieri si è svolto il previsto incontro Governo parti sociali sul Documento di Programmazione Economica e Finanziaria. L’Esecutivo non ha fornito alcuna cifra, né alcun altro elemento di conoscenza. Le linee guida illustrate dal Presidente del Consiglio e dal Ministro dell’Economia sono state così vaghe e prive di contenuto da non rendere possibile un giudizio di merito da parte della Cgil. Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ha concluso la riunione proponendo il calendario dei lavori dei tavoli di confronto aperti.
La riunione conclusiva del tavolo sul lavoro, a cui la Cgil non partecipa, è stata concordata per il giorno 20 giugno p.v.. Hanno trovato così conferma le voci circolate con insistenza sin dalla mattinata di ieri in ambienti giornalistici, secondo cui il giorno 20 si stipulerà un accordo tra Governo, Confindustria, CISL e UIL sulle modifiche da apportare all’art.18 dello Statuto dei lavoratori. Il giorno 25 giugno è invece convocata la riunione conclusiva del tavolo per il Mezzogiorno, mentre il 26 quello del fisco e del sommerso. Il Sottosegretario Letta ha infine comunicato che la riunione plenaria in cui si tireranno le somme dei diversi tavoli e sarà illustrato il DPEF è calendarizzata per il 2 luglio. Il DPEF sarà approvato dal Consiglio dei Ministri il 4 o il 5 luglio con uno slittamento di data rispetto al 30 giugno dovuto agli impegni internazionali del Presidente del Consiglio. Rispetto a quanto concordato e verbalizzato nell’incontro del 31 maggio, la novità emersa ieri attiene dunque proprio al calendario. E’ stata infatti impressa una forte accelerazione alla chiusura dell’accordo separato che non è prevista più per il 31 luglio, ma per il 2 luglio (nei fatti per il 20 giugno, data fissata per concordare le modifiche dell’art. 18). L’obiettivo che si pone questa accelerazione dei tempi è chiaro: cercare di depotenziare gli scioperi indetti dalla Cgil. Si tratta di un calcolo sbagliato perché i lavoratori italiani continueranno a battersi senza tentennamenti contro qualsiasi tipo di manomissione dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori.
Achille Passoni




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