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  1. #1
    I Have a Dream
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    Predefinito Satira, Conflitto d'Interessi e Pluralismo: dalla teoria alla pratica.

    "Biagi e Santoro via dalla Rai? Comprensibile"


    Da Siviglia Berlusconi conferma l'uscita dei due conduttori dal palinsesto autunnale. "Nulla di personale, è una scelta di linea editoriale".


    Santoro, Luttazzi, Biagi, Gad Lerner e chissà quanti altri giornalisti meno famosi sono disoccupati per motivi politici... E questa sarebbe Democrazia???

    Vergogna!
    Se vuoi amarmi, amami per null'altro che l'amore stesso.
    Non dire mai " io l'amo per il suo sorriso, il volto, il modo di parlare " perchè queste cose col tempo possono cambiare, o cambiare per te.

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  2. #2
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    Non ho capito qual'è il quesito che gli è stato posto in confereza stampa.
    http://www.artonline.it/img/large/i14g-073.jpg

  3. #3
    I Have a Dream
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    Non era un quesito, veniva richiesto un solo commento...

    Complimenti al Cda di Garanzia.... Semplicemente Vergognoso.
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  4. #4
    I Have a Dream
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    ROMA - ''Gentile presidente, gentile direttore, gentili consiglieri, da quando il presidente del Consiglio, nello scorso aprile, ha espresso l'avviso che la Rai debba privarsi del mio apporto, a meno che io cambi registro, sono stato sottoposto, da parte dell'azienda, a un bombardamento di richiami, censure e avvertimenti, dei quali ho avuto notizia dai giornali - scrive il conduttore di Sciuscià - Ho così appreso che l'Azienda mi fa carico di gravi inadempienze, tali da giustificare il licenziamento, come ha detto il Direttore Generale davanti alla Commissione di Vigilanza, che la Rai ha consultato prestigiosi studi legali i quali mi avrebbero ritenuto meritevole di sanzioni più o meno gravi, che il mio modo di condurre i programmi contrasta con le regole della democrazia, che Sciuscià è stato cancellato dal palinsesto e via dicendo''.

    ''Ieri ho letto sul Corriere della Sera - aggiunge Santoro - che, secondo il Direttore Generale, è venuto meno il mio apporto di lealtà e di fiducia verso la Rai e che i pareri di fior fior di giuristi, 'per spiegare il vulnus all'Azienda' immaginano una soluzione estrema, ovvero risolutiva. Dallo stesso giornale ho appreso che anche secondo il Presidente Baldassarre, come già anticipato dal Presidente del Consiglio, in Azienda ci sarà posto per me se non farò 'come mi pare e piace in spregio dei principi democratici'. Da un dispaccio di agenzia ho avuto notizia che Antonio Marano, Direttore di Rai Due, intende negarmi l'autonomia prevista dal mio contratto e che egli aspetta che il Cda si pronunci su eventuali sanzioni a mio carico''.

    "Vi sottopongo questo parere perché possiate confrontarlo con quello degli illustri giuristi che Vi assistono, augurandomi che ciò Vi aiuti a superare perplessità e Vi induca a chiarirmi, nella debita forma, le Vostre intenzioni. Sono a Vostra disposizione per un confronto e mi riservo ogni diritto. Con i migliori saluti''.



    Licenziato per motivi politici! Lui e chissà quanti altri giornalisti... Complimenti.
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  5. #5
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    Allora, innanzitutto Berlusoni è un politico e ha espresso un parere che dal suo punto di vista è del tutto condivisibile dato che questi personaggi hanno avuto un atteggiamento di palese ostilità nei confronti del leader dell'opposizione e del CentroDestra in generale quando a dirigere la baracca era l'imparziale Zaccaria, cioè durante i cinque anni di Governo dell'Ulivo.

    Seconda considerazione: a me risulta che il commento si riferisse non all'uscita dei suddetti personaggi dalla RAI ma alla cancellazione di "Sciuscià" e "Il fatto" dai palinsesti del servizio pubblico e questo è tutto un altro paio di maniche anche perchè, ti ricordo, Berlusconi con i palinsesti ha qualche familiarità.

    Per quanto riguarda il programma di Biagi la cancellazione o lo spostamento dalla fascia preserale (che negli ultimi anni si è allungata sino alle 21) è dovuta al fatto che il programma ha superato la corazzata di Striscia la Notizia soltanto 4 volte in tutta la stagione(!) e questo è tuttaltro che un successo per la rete ammiraglia del servizio pubblico.
    Le striscie preserali hanno la funzione di traino per il programma di prima serata (dalle 21 alle 23): quando il traino manca o è insufficiente è meglio sostituirlo.
    Non teniamo poi conto del fatto che a guardare il programma di Biagi sono in prevalenza gli over60, con pesanti ricadute sia sulla racolta pubblicitaria che sull'immagine della rete.
    Ho comunque letto che sembra lo si voglia collocare dopo il Tg delle 13.30.

    Per quanto riguarda “Sciuscià-edizione straordinaria” il discorso è leggermente diverso, perché la formula si protrae ininterrottamente da una quindicina d’anni, pur con dei titoli diversi: Samarcanda, Il rosso e il nero, Moby Dick, ecc…
    Ebbene, come tutte le cose della vita anche i Format televisivi sono soggetti ad usura e il programma di Santoro, soprattutto nell’ultima stagione ha dimostrato tutta la sua obsolescenza per cui fanno benissimo i vertici dell’azienda a prefigurare per l’anchorman un nuovo programma.

    Luttazzi e Lerner non lavorano in RAI da almeno due anni, per cui sono stati inclusi nell’elenco soltanto strumentalmente: il primo comunque è meglio che vada mangiare merda su Italia7.

    A proposito, come mai nessuno ricorda un grande professionista come Giovanni Minoli, scomparso dalla Tv pubblica proprio durante l’imparziale dirigenza ulivista?


    http://www.artonline.it/img/large/i14g-073.jpg

  6. #6
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    Allora, innanzitutto Berlusoni è un politico e ha espresso un parere che dal suo punto di vista è del tutto condivisibile dato che questi personaggi hanno avuto un atteggiamento di palese ostilità nei confronti del leader dell'opposizione e del CentroDestra in generale quando a dirigere la baracca era l'imparziale Zaccaria, cioè durante i cinque anni di Governo dell'Ulivo.

    Seconda considerazione: a me risulta che il commento si riferisse non all'uscita dei suddetti personaggi dalla RAI ma alla cancellazione di "Sciuscià" e "Il fatto" dai palinsesti del servizio pubblico e questo è tutto un altro paio di maniche anche perchè, ti ricordo, Berlusconi con i palinsesti ha qualche familiarità.

    Per quanto riguarda il programma di Biagi la cancellazione o lo spostamento dalla fascia preserale (che negli ultimi anni si è allungata sino alle 21) è dovuta al fatto che il programma ha superato la corazzata di Striscia la Notizia soltanto 4 volte in tutta la stagione(!) e questo è tuttaltro che un successo per la rete ammiraglia del servizio pubblico.
    Le striscie preserali hanno la funzione di traino per il programma di prima serata (dalle 21 alle 23): quando il traino manca o è insufficiente è meglio sostituirlo.
    Non teniamo poi conto del fatto che a guardare il programma di Biagi sono in prevalenza gli over60, con pesanti ricadute sia sulla racolta pubblicitaria che sull'immagine della rete.
    Ho comunque letto che sembra lo si voglia collocare dopo il Tg delle 13.30.

    Per quanto riguarda “Sciuscià-edizione straordinaria” il discorso è leggermente diverso, perché la formula si protrae ininterrottamente da una quindicina d’anni, pur con dei titoli diversi: Samarcanda, Il rosso e il nero, Moby Dick, ecc…
    Ebbene, come tutte le cose della vita anche i Format televisivi sono soggetti ad usura e il programma di Santoro, soprattutto nell’ultima stagione ha dimostrato tutta la sua obsolescenza per cui fanno benissimo i vertici dell’azienda a prefigurare per l’anchorman un nuovo programma.

    Luttazzi e Lerner non lavorano in RAI da almeno due anni, per cui sono stati inclusi nell’elenco soltanto strumentalmente: il primo comunque è meglio che vada mangiare merda su Italia7.

    A proposito, come mai nessuno ricorda un grande professionista come Giovanni Minoli, scomparso dalla Tv pubblica proprio durante l’imparziale dirigenza ulivista?


    Riguardo a Giovanni Minoli, personaggio che io non conosco, ma del quale non metto in dubbio la bravura, è comunque un problema passato e che quindi andava discusso quando era ora è tempo...

    Tanto per chiarire, non faccio confroti tra Sinistra e Destra, mi limito a prendere atto dell'attuale situazione...

    Chiarito ciò due parole sulle tue argomentazioni: dico due perchè spero ti renda conto da solo che tutto il tuo ragionamento giustificativo, non regge...

    Tanto per iniziare Berlusconi non è un politico, ma in questo momento è il capo del governo e svolge quindi un ruolo istituzionale che dovrebbe porlo al di sopra delle parti: precisamente, così per ricordartelo visto che mi sembri avere una memoria un po' vacillante, Berlusconi e la sua maggioranza hanno scelto Casini e Pera che hanno provveduto a nominare l'attuale cda Rai...

    Sul fatto che Berlusconi abbia qualche familiarità con i palinsesti, mi trovi completamente d'accordo; il problema è che forse ne ha troppa essendo Capo del Governo...

    Per quanto riguarda Il Fatto, è vero che ha subito costantemente Striscia, ma è anche vero che prima di Biagi nessuno aveva ottenuto quei ascolti in quella fascia oraria; anche questo te lo sei dimenticato. Per chiarire, non si tratta di uno spostamento di fascia oraria, ma il programma è stato Cancellato e a Biagi non è stato proposto nessun altro tipo di incarico.

    Dato che però la Cancellazione del programma di Santoro non la si può imputare ad una mancanza di ascolto, visto che purtroppo aveva costantemente lo share più alto, prendi a pretesto problemi di format, che naturalmente si risolvono cancellando la trasmissione e tenendo fuori dai palinsesti anche Santoro.

    Riguardo a Lerner e Luttazzi guarda caso che sono due nomi che gli ascolti li hanno sempre fatti, non trovano una Tv che gli dia spazio... Poi vai a guardare e vedi che il resto della Tv è Mediaset che è di proprietà dell'attuale premier e che il 2 % medio dello share lo fa La7 che è di proprietà di Tronchetti che forse non ha tutta questa voglia di fare il paladino del pluralismo e schierarsi contro l'imperatore Silvio...

    Ma al di là di questi nomi più eclatanti, mi chiedo cosa debbano subire i nomi meno famosi del giornalismo italiano, quanta voglia avranno gli stessi di continuare a mare un informazione libera, completa ed imparziale...

    Ma si che Luttazzi stia a casa sua o vada a riempire i teatri, per mangiar merda...

    Siamo un popolo di italiani me lo ero dimenticato: siamo tutti pluralisti, profondamente democratici e soprattutto Liberali, specie quando stiamo all'opposizione... Poi capita che si vincano le elezioni e ci si dimentichi di applicare, quello che avevamo ribadito per cinque anni. Siamo tutti italiani, compresi Silvio Berlusconi e la sua Maggioranza. Buon Sabato Sera.
    Se vuoi amarmi, amami per null'altro che l'amore stesso.
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  7. #7
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    Di Santoro, Biagi e compagnia mi frega meno di niente. Il vero problema è l'esistenza di una (anzi tre, anzi sei, anzi dieci contando anche le radio) emittenti pubbliche. Di cui dobbiamo sostenere, nostro malgrado, i costi. Affido il mio pensiero al grande, mitico, immenso Diego Gabutti del Nuovo.

    ---

    Qualunque cosa se ne dica, soprattutto a sinistra, non c'è niente di nuovo sotto il sole dei palinsesti Rai. Siamo sempre lì, al candeggio e al controcandeggio dei cervelli, come si usa da noi, in questo eterno 1984 dei poveri che l'Italia televisiva era e rimane. Perché è senz'altro scandaloso che Santoro e Biagi siano stati giubilati, insieme a Fazio e agli altri impavidi eroi dell'ultima campagna elettorale, affinché nessuno osi più tirare la volata al centrosinistra in diretta tivù, ma non è un nuovo scandalo, come pretendono Fassino e Rutelli: è sempre lo stesso scandalo, soltanto cambiato di segno.

    Diciamo le cose come stanno: una Rai senza Biagi e Santoro non è diversa da una Rai con Biagi e Santoro. Sempre d'una Rai prepotente e sbilanciata si tratta, che oggi si schiera in difesa del centrodestra eliminando il controcanto dei programmi proulivisti così come ieri, mandando in onda sotto elezioni la più sfacciata propaganda rutelliana, si schierava a fianco del centrosinistra. Una televisione così dà il voltastomaco.

    Non è soltanto "deficiente", come diceva tempo fa la signora Ciampi, ma è così deficiente da pensare che i deficienti siano gli altri, cioè noi, il suo pubblico. Persegue un solo scopo: indottrinarci, come se fosse facile, e come se i signori della politica e dei palinsesti, con quelle facce da pubblicità del dopobarba, avessero qualche dottrina (anche vaga) da inculcarci. È una tivù pubblica senza più un pubblico al quale rivolgersi: una finestra aperta sul nulla. È una Rai penosa e gaglioffa, dove ci si scanna per il controllo dei palinsensti nell'illusione che Biagi, Santoro, Fazio e Luttazzi (per non parlare dei politici ospiti di Bruno Vespa, di Mussi e di La Russa, di Angius e di Gasparri) siano dotati d'un tale fascino e d'un tale potere di persuasione che, non appena uno di loro sorride alle telecamere, l'Italia intera cade in ginocchio lanciando strilli e strappandosi i capelli, come i fan delle rock band.

    Con o senza Santoro, con o senza Fazio e Biagi, la tivù pubblica mette in scena esclusivamente l'Italia di lorsignori: l'Italia ufficiale e incravattata del jet set parlamentare, l'Italia del potere e dei politici senz'arte né parte. Gli eredi del comunismo, gli ex dc sempre in pista quando c'è una causa illiberale da difendere e i liberaldemò da barzelletta estendono il loro dominio sull'intera programmazione televisiva, dai telegiornali ai programmi di varietà. Sono convinti di tenere così il paese in pugno.

    Ma si sbagliano di grosso. C'è qualcosa di patetico e di puerile nella guerra per il controllo di "Satyricon" e del "Maurizio Costanzo Show". Viene infallibilmente voglia di passare la serata al cinema o in birreria ogni volta che Fazio e Santoro e tutti gli altri grugni televisivi aureolati chiamano la società civile a mobilitarsi per difendere i loro stipendi miliardari spacciati per libertà di stampa e d'opinione. Per adesso si mangia, ma se per caso dovesse mancarci il pane, state sicuri che l'Italia buonista e politicamente corretta, l'Italia ingioiellata del parterre televisivo, il paese dei cachi e del cerone e dei girotondi, non avrebbe esitazioni: c'inviterebbe a mangiare brioche.

    http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0...139937,00.html

  8. #8
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    Santo cielo, ma pretendi veramente che la RAI stipuli un nuovo contratto con Lerner e Luttazzi, che sono usciti dall'azienda ben prima della debacle ulivista alle elezioni) solamente perchè l'attuale vertice aziendale è stato nominato da Pera e Casini?
    http://www.artonline.it/img/large/i14g-073.jpg

  9. #9
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    Santo cielo, ma pretendi veramente che la RAI stipuli un nuovo contratto con Lerner e Luttazzi, che sono usciti dall'azienda ben prima della debacle ulivista alle elezioni) solamente perchè l'attuale vertice aziendale è stato nominato da Pera e Casini?
    Questo hai voluto trarre dal mio intervento e questo ti lascio credere: del resto anche i cavalli passano una vita con i paraocchi.

    Saluti Berlusconiani.
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  10. #10
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    Il vero problema è l'esistenza di una (anzi tre, anzi sei, anzi dieci contando anche le radio) emittenti pubbliche.
    Permettimi di sottolineare, come l'attuale situazione sia molto grave anche perchè l'unica alternativa alla Tv pubblica è rappresentata da mediaset che è di proprietà del Premier...


    Saluti Liberali.
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