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Scontro sul mancato versamento del finanziamento pubblico
"Rutelli ci frega i soldi, noi non ci stiamo"
Mastella: "L'Udeur
lascia la Margherita"
La replica: "Affermazioni false, ecco i bonifici"
ROMA - Lo strappo, secco ma non inatteso, si consuma davanti alla platea del consiglio nazionale dell'Udeur: il partito del Campanile lascia la Margherita. "Abbiamo deciso di scindere le nostre responsabilità dalla Margherita e in Parlamento nasceranno gruppi differenziati" scandisce dal palco Clemente Mastella. Più in basso, in platea, troneggiano una serie di cartelli che danno il senso della rottura. Che si è consumata su una questione che si trascina da mesi: la ripartizione dei finanziamenti elettorali. Mastella, in sintesi, accusa Francesco Rutelli, il leader dell'Ulivo, di non aver mantenuto i patti, di non aver versato nelle casse del Campanile i soldi che gli spettavano. "E' una vergogna - tuona Mastella - Un leader politico non ti frega i soldi. Non vorrei che la differenza fra Rutelli e Berlusconi fosse solo che Berlusconi i soldi te li dà perché ne ha tanti, Rutelli te li frega". Chiaro, diretto, tagliente. In puro stile mastelliano che queste cose le ripete da mesi. Da quando questione finanziaria e linea politica si erano unite in un mix inscindibile che aveva alzato un muro tra l'Udeur e il leader della coalizione. Non a caso Mastella si è sempre rifiutato di partecipare ai vertici dell'Ulivo finché non fosse stata definita la questione dei finanziamenti. E oggi, a Roma, si palesa la mossa finale di quel lungo conflitto: "Se Rutelli rimane leader della coalizione di centrosinistra, noi non ci stiamo" è l'annuncio del segretario del Campanile.
Dunque, il primo passo della rottura più volte annunciata tra Udeur e Margherita è l'ingresso dell'Udeur nei gruppi misti con 5 senatori (tra questi l'ex azzurro D'Ambrosio) e 6 deputati. In futuro si vedrà. Mastella, per ora, garantisce "fedeltà" al centrosinistra e ritaglia per il suo partito un ruolo fondamentale "per drenare voti al centrodestra". Ma con Rutelli è guerra aperta. "La Margherita ha tentato di affamarci, di emarginarci dalla scena politica e invece che combattere ne paese sembra abbia l'unico obiettivo di combattere noi" attacca il segretario.
Mastella si fa forte dei risultati ottenuti nelle ultime amministrative. "Ci hanno votato perché rappresentiamo una forza di frontiera. Per questo siamo decisivi per la vittoria della coalizione. Si pone attenzione al Prc o a Di Pietro, ma il rapporto tra noi e Prc, dove siamo stati presenti, è di 2 a 1, e con Di Pietro di 5 a 1". E se questo è lo stato delle cose, il leader dell'Udeur usa una metafora calcistica e rivendica per il partito un ruolo pari alla Corea o al Senegal della coalizione: "Giocatori non fortemente pagati, anzi ai quali i soldi vengono negati, ma che vincono per il loro entusiasmo, che hanno un ruolo insostituibile al centro, come Zambrotta, che nessun altro può svolgere".
A stretto giro di posta arriva la replica della Margherita che rigetta le accuse al mittente parla di affermazioni "calunniose", esibendo le fotocopie dei versamenti fatti all'Udeur, più di tre miliardi di vecchie lire. L'ultimo atto di uno strappo insanabile fatto di cifre a sei zeri.
(27 giugno 2002)
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