Nella finale per il 3° posto Corea del Sud battuta 3-2. Sukur segna dopo 11 secondi il gol più veloce della storia dei mondiali, pari di Lee, doppietta di Mansiz e nel recupero i padroni di casa accorciano le distanze.

La più amara delle partite è stata vinta, contrariamente al solito, dalla squadra più delusa, cioè la Turchia. Che però nel caso in questione era anche molto più forte di avversari arrivati troppo in alto per le loro qualità. La Corea chiude il Mondiale al quarto posto, che per millenni rimarrà il suo miglior risultato calcistico. Nessun rimpianto per gli uomini di Guus Hiddink, che fra poco tornerà nella sua Olanda (lo aspetta il PSV Eindhoven, la squadra nella quale la sua carriera ha preso il volo), qualcuno invece per Gunes. Se nella semifinale contro il Brasile avesse schierato insieme fin dal primo minuto Hakan Sukur e Ilhan Mansiz forse il risultato sarebbe stato diverso: l’intesa fra i due attaccanti, ritenuti uno l’alternativa dell’altro, è apparsa perfetta, al di là dei tre gol segnati. Ma anche per la Turchia questo risultato rimarrà nei libri di storia: la nazionale è comunque il vertice di un movimento comunque di buon livello.


Rendere memorabile una finale per il terzo posto è davvero difficile, ma la Turchia ci riesce, segnando il gol più veloce nella storia dei Mondiali. Calcio d’inizio coreano, passaggio all’indietro verso l’anziano Hong Myung-Bo, che inciampa sul pallone e subisce il pressing di Mansiz, che fa schizzare il pallone verso Sukur, che aggancia di destro e di sinistro batte Lee Woon-Jae. Tempo trascorso: undici secondi. Primo gol nei Mondiali del trentunenne attaccante del Parma, finora mai convincente nella manifestazione ma titolare per diritto divino, ai danni del più fresco Mansiz. Stadio gelato, e Turchia che sfiora il raddoppio al 7’, quando Emre mette fuori di poco un sinistro su punizione.


I due Paesi (720 soldati turchi morirono durante la guerra di Corea, combattendo dalla parte di quella del Sud) e le due squadre si rispettano molto, le marcature non sono certo rigide. Arriva al 9’ il pareggio della Corea, senza aiuti arbitrali. Punizione dal limite dell’area turca, in posizione perfetta per un mancino. Battuta di Lee Eul-Yong e gol: imparabile per Rustu. La Corea si butta in avanti, sulle ali dell’entusiasmo, con la sua manovra avvolgente (entusiasmante il modo nel quale tutti con il movimento cercano di offrire diverse opzioni di passaggio ai compagni), ma viene subito punita. Al 13’ Basturk lancia bene Sukur, che si defila sulla sinistra e mette in mezzo rasoterra: Mansiz è prontissimo ad anticipare la scivolata di Lee Min-Sung e a segnare il due a uno.


Altra reazione coreana. Al 21’ il perugino (ancora per poco) Ahn dribbla Bulent, e scaglia un destro potentissimo che Rustu para con un gran riflesso. Il superiore livello tecnico della Turchia trova un altro sbocco al 32’, quando Mansiz prende palla sulla tre quarti, chiede il triangolo a Sukur, attorniato da tre difensori, lo ottiene, e di destro con un colpo sotto, anticipa l’intervento del portiere realizzando il suo secondo gol personale, il terzo del suo Mondiale.


La squadra di Hiddink si disunisce un po’, e al 37’ la Turchia potrebbe fare quattro, con Sukur, che di testa impegna Lee Woon-Jae. Pochi minuti dopo Sukur ha un’altra palla buona, ma l’uscita del portiere è pronta e coraggiosa.


Nel secondo tempo Hiddink fa il fenomeno, come di consueto: umilia il capitano Hong Myung Bo sostituendolo proprio nell’ultima partita in nazionale della sua carriera. Entra Kim Tae Young, uno dei migliori del Mondiale, tenuto inspiegabilmente in panchina. Ma ormai in Corea Hiddink è quasi una divinità, anche se l’addio è vicino. Sukur è scatenato, e prova in tutti modi a segnare il secondo gol. Non ci riesce, e con il passare dei minuti il ritmo complessivo cala. Seol è come al solito vivace, ma è Cha Doo-Ri, il figlio del grande Cha Bum-Kum, ada andare più vicino al gol. Un altro brivido lo regala Ahn: il suo destro, al 38’, viene deviato da Alpay e manca il gol di pochi centimetri. La Corea chiude all’attacco il suo Mondiale, e al 48’ Song Chong-Gug pesca il jolly, con un diagonale di destro da fuori che sorprende Rustu. Tre a due per la Turchia, che finisce terza. I giocatori dell due squadre si abbracciano e salutano insieme il pubblico. Qualcuno piange, il diciassettesimo Mondiale sta finendo.

Saluti Romani
Daniele - IRRIDUCIBILI