In un solo anno Big Tremonti ce l'ha fatta: ha riportato la pressione fiscale italiana sopra la media UE.
D'altronde, se abbiamo tanti amici che ci mangiano sopra, mica le possono abbassare, le tasse.
Corriere della sera, 27.6.02
E i magistrati contabili avvertono:
pressione fiscale oltre la media Ue
Il debito italiano pari a circa un quarto di quello totale dell’Unione europea
ROMA - La Corte dei Conti punta il dito contro la spesa sanitaria, tra i «buchi neri», insieme con la previdenza, del bilancio dello Stato, e si schiera a favore della reintroduzione dei ticket. Ma il governo frena: domani in consiglio dei ministri passerà solo la revisione del prontuario farmaceutico per «lasciare spazio a farmaci innovativi» ha spiegato il ministro della Salute, Girolamo Sirchia. In attesa dell’incontro con le Regioni fissato per giovedì prossimo, è polemica tra gli schieramenti politici sulla gestione dei bilanci regionali.
I NUMERI - E’ netto il giudizio della Corte dei Conti sul rendiconto dello Stato per il 2001. La pressione fiscale si è ridotta solo dello 0,1%, tornando a un livello (42,4%) superiore a quello medio europeo anche a causa della forte espansione dell’Irpef e dell’Irpeg. Il debito pubblico è ancora aumentato (di circa 43 milioni di euro) con un’incidenza sul Pil solo marginalmente ridotta, in contrasto con gli obiettivi programmatici che proponevano una flessione di circa 4 punti percentuali sul 2000. A questo punto lo stock del debito italiano, avendo superato i 1.330 miliardi di euro, rappresenta quasi un quarto del debito pubblico dell’area dell’euro.
Intanto il ritardo nella ripresa condiziona il rispetto degli obiettivi di finanza pubblica per il 2002 e accentua il rischio di uno scostamento nel 2003. In più le riforme previdenziali e fiscali rischiano di pesare sui conti pubblici. Critico il giudizio anche sui «provvedimenti di natura temporanea e dall’efficacia non pienamente prevedibile», come la cartolarizzazione, «destinati a incidere sulle prospettive future». Allarme infine per le neonate società Patrimonio e Infrastrutture spa, circa una possibile «diluizione della trasparenza» nella gestione dei beni dello Stato.
questo grafico è vecchio, bisogna aggiornarlo.
Ora siamo tornati sopra la UE





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