IL SITO PER NON DIMENTICARE LE VITTIME DEI CAMPI DI STERMINIO SOVIETICI

Nell'immediato dopoguerra, nell'aprile del 1919, furono organizzati i primi lager sovietici, i gulag, che nei decenni seguenti divennero la tomba di un numero impressionante di persone. Tra le vittime ci furono anche molti italiani, ed è proprio in loro memoria che è nato il sito gulag-italia, una banca dati telematica sulla storia dei campi di sterminio russi e le vicende di centinaia di italiani che qui vi trovarono la morte.

I gulag ebbero una funzione non solo di isolamento e annientamento di veri o presunti oppositori del regime, ma rivestirono anche un ruolo economico. I prigionieri erano impiegati nella costruzione di strade, ferrovie (un esempio è la tratta Bajkal-Amur), canali (come il canale Mar Bianco - Mar Baltico) centrali idroelettriche (quella del Dnepr'), per l'estrazione di minerali, l'ammasso del legname, la costruzione di impianti industriali, di edifici civili, ponti e porti e altre svariate attività.

Era proprio il lavoro ad occupare quasi totalmente l'esistenza dei deportati (dalle 12 alle 15 ore al giorno), costretti a vivere in baracche (con temperature che arrivavano a -40°) infestate da cimici e pidocchi. Lottavano quotidianamente contro la fame, il gelo, la sporcizia, le malattie e la violenza di guardiani e secondini che infliggevano loro trattamenti disumani.

Nel corso degli Anni Trenta la repressione esercitata da Stalin colpì molto duramente non solo gli oppositori politici ma anche le comunità straniere presenti nell'ex Unione Sovietica. Con l'accusa di attività contro il regime e spionaggio, moltissime persone furono fucilate in seguito a processi sommari o dovettero subire la deportazione nei gulag.

Dal '92, grazie alla possibilità di accedere agli archivi russi, si è potuto lavorare a una ricostruzione completa delle vicende delle vittime italiane dello sterminio staliniano. Una ricerca che ha incluso discendenti di nostri connazionali che emigrarono nella Russia zarista del XIX secolo, cittadini dell'impero austro-ungarico di nazionalità italiana, emigrati durante gli Anni '20 e '30 costretti ad assumere cittadinanza sovietica, sovietici arrestati in base a legami di parentela con italiani e soldati dell'Armata Armir. Tutto il materiale raccolto è conservato a Milano, dalla Fondazione Feltrinelli.

Iniziata nel 1956 e tutt'ora in corso, la riabilitazione di alcuni prigionieri ha reintegrato in molti casi persone già decedute. Come Francesco Allegrezza, nato in provincia di Ancona, emigrato in Russia nel 1937 e fucilato l'anno successivo con l'accusa di organizzazione terroristica controrivoluzionaria. Fu riabilitato nel 1956, troppo tardi.





http://www.gulag-italia.it/