Senza nani e ballerine (per non parlare dei PAGLIACCI) il Circo delle Impunità non va avanti e, come prevedibile.......
Sgarbi: "Nessuna rottura con la Cdl"
L'ex sottosegretario ai Beni culturali ha trascorso un'ora a palazzo Grazioli col premier: "Sono stato allontanato dal consiglio dei ministri solo per un problema di forma. Berlusconi ha difeso il più debole, Urbani".
ROMA - Un'ora di colloquio a quattr'occhi tra Silvio Berlusconi e Vittorio Sgarbi, per chiarire di persona gli eventi che hanno portato il consiglio dei ministri a revocare l'incarico di sottosegretrio ai Beni culturali al critico d'arte. Non ne sono emerse "rotture politiche", ma solo "problemi di forma".
"Mi ha chiamato Berlusconi - racconta Sgarbi - perché non avevo alcun motivo di andare io di mia iniziativa. Lui mi ha spiegato che il Consiglio dei Ministri ha dovuto votare all'unanimità la revoca della mia funzione, perché formalmente non si può ammettere che un sottosegretario scavalchi il proprio ministro. In un certo senso è stata una prova ulteriore della magnanimità di Berlusconi: tra Sgarbi e Urbani, ha scelto di difendere il più debole, cioé il ministro, perché sa che tanto io me la cavo sempre".
Sull'emendamento Vizzini al decreto salva deficit, la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso, Sgarbi ha detto che non si sono verificate rotture politiche col Governo: "Quel provvedimento - racconta ancora l'ex sottosegretario - era stato accettato da tutta la maggioranza. E siccome anche Tremonti mi ha confessato che era favorevole a quell'emendamento, ma che ne faceva solo una questione di tempi tecnici per l'approvazione della legge, che altrimenti avrebbe rischiato di non passare, a contrastare quella posizione è rimasto solo Urbani".
(28 GIUGNO 2002: ORE 213)




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