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  1. #1
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    Predefinito Il governo fa il procacciatore d'affari per le comunità terapeutiche

    Per quanto tempo abbiamo sentito dire che al ministero della Sanità bisognava metterci i medici (alla De Lorenzo, per intenderci)?

    Ecco i risultati.


    Droga, comunità private equiparate a quelle statali


    29 giugno 2002

    di Giacomo Galeazzi


    ROMA Libertà di scelta nella cura delle tossicodipendenze: i SERT statali equiparati alle comunità private. Con il decreto Sirchia entrato in vigore ieri, il governo rivoluziona i servizi di assistenza anti-droga. «Non si penalizza, né si agevola nessuno, si aumenta solo la libertà di scelta e si garantisce più serenità, soprattutto alle famiglie - spiega il sottosegretario al Welfare Grazia Sestini -.Il decreto del ministro della Salute Sirchia equipara i servizi pubblici gestiti direttamente dallo Stato e quelli non gestiti dallo Stato». Fino ad oggi chi ha la certificazione di tossicodipendenza dell’ASL viene affidato al SERT, che decide se mandarlo o no in comunità. Ora al percorso terapeutico pubblico si affianca quello privato. Non saranno più soltanto le ASL ma pure le «altre strutture non statali» a rilasciare la certificazione di tossicodipendenza che dà avvio alla terapia. La riforma si compone di due parti. Una, appena pubblicata, traccia gli indirizzi senza stanziare risorse economiche.

    «Quelle ci sono già nel fondo nazionale per le politiche sociali - precisa il viceministro Sestini - 57 miliardi di vecchie lire per la sola quota di spesa a livello centrale e 171 miliardi per le regioni». La seconda parte del decreto, non ancora pubblicata, prevede una convenzione che il ministero della Salute farà con le Regioni per l’attuazione delle linee-guida. Un dipartimento avrà il compito di monitorare il fenomeno nel contesto delle problematiche giovanili e delle altre forme di dipendenza (alcol, disturbi dell’alimentazione, della personalità, relazionali). «È una scelta precisa - evidenzia Grazia Sestini -: spesso i ragazzi arrivano alla droga per una serie di problemi che in apparenza con la droga non hanno niente a che fare».

    Il servizio include interventi di prevenzione, cura, riabilitazione e accoglienza dei tossicodipendenti, definizione di programmi terapeutici, inserimento in comunità, assistenza medico-legale, consulenza psicologica e sociale, trattamento di alcune patologie correlate alla tossicodipendenza. Sulla riforma dei SERT la maggioranza ha trovato un punto di contatto sulla necessità di anteporre la prevenzione e il recupero della persona all’attuale funzionamento delle strutture statali, criticate da più parti per distribuire metadone a mantenimento e cronicizzare di fatto la tossicodipendenza.

    La svolta, però, che provoca forti reazioni nel mondo politico e tra gli operatori del settore. CittadinanzAttiva boccia il decreto Sirchia, perché «delegittima il servizio pubblico, mentre la collettività attende da tempo un suo potenziamento: invece di mettere mano ai centri statali per migliorarli, non si fa altro che dare legittimazione a privati spesso inadeguati rispetto ai compiti che ci si prefigge». Il presidente dell’associazione Saman, Achille Saletti bolla il decreto come «una riforma che ci fa tornare indietro di molti anni, in quanto penalizza le strutture del privato sociale che si sono professionalizzate, equiparando l’autorizzazione al funzionamento all’accreditamento».

    Un decreto-bluff che distrugge i SERT, umilia i giovani e non stanzia un euro, dice Giuseppe Fioroni della Margherita. «La decisione del governo - afferma - risponde a un’unica logica, quella del mercato. I privati faranno la parte del leone e il pubblico scomparirà definitivamente». Secondo il responsabile dell'AN per le politiche della famiglia Riccardo Pedrizzi, chi critica il decreto è animato da un odio ideologico verso le comunità di recupero, dove la tossicodipendenza si combatte e si sconfigge e il danno della droga non si riduce ma si elimina. «Non saranno smantellati i servizi pubblici - assicura Pedrizzi - né vogliamo mettere in contrapposizione il modello dei SERT con quello della comunità. Intendiamo solo garantire parità di trattamento fra pubblico e privato, e riconoscere libertà di scelta al tossicomane, bloccando i finanziamenti a pioggia».

    Disco verde alla riforma pure dal presidente della FICT, la federazione delle realtà anti-droga, don Egidio Smacchia: «da tempo portiamo avanti la linea dell’integrazione tra pubblico e privato sociale: questa è la strada giusta». Quanto all’accesso alle comunità, per il presidente della FICT, «la decisione spetta al cittadino e a un gruppo misto diagnostico pubblico-privato sociale». A favore pure don Benzi, Andrea Muccioli, don Mazzi, Alessandro Diottasi della Comunità Nuovo Mondo, don Chino Pezzoli della Comunità Promozione umana e l’ANGLAD, che raccoglie oltre 50 associazioni di famiglie di ex tossicodipendenti.


    Dalla Stampa

  2. #2
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    Predefinito Re: Il governo fa il procacciatore d'affari per le comunità terapeutiche

    Originally posted by Jan Hus
    Per quanto tempo abbiamo sentito dire che al ministero della Sanità bisognava metterci i medici (alla De Lorenzo, per intenderci)?

    Ecco i risultati.


    Droga, comunità private equiparate a quelle statali

    Daranno i buoni ai tossicodipendenti da spendere alle private? :O

    Altri soldi che se ne vanno... Ma chi aveva cominaito ad equiparare il privato al pubblico, finanziandolo?

    Cmq, qui in Veneto abbiamo gia' raccolto le firme per il referendum abrogativo della elgge dei buoni scuola. In Emilia non e' passa ta per un soffia, almeno una ne va bene ogni tanto...

    Lo sapevamo che dietro Moratti, Gasparri e il Cdx ci sono Muccioli, la compagnia delle opere e altri. Dovranno pure ripagare i debiti elettorali, no?

  3. #3
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito Re: Re: Il governo fa il procacciatore d'affari per le comunità terapeutiche

    Originally posted by yurj


    Daranno i buoni ai tossicodipendenti da spendere alle private? :O

    Era per ricordare chi ha aperto alle privatizzazioni dei servizi, rinunciando a una cultura del pubblico.

  4. #4
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    Predefinito Re: Re: Il governo fa il procacciatore d'affari per le comunità terapeutiche

    Originally posted by yurj
    Altri soldi che se ne vanno... Ma chi aveva cominaito ad equiparare il privato al pubblico, finanziandolo?
    Immagino che il ragonamento si applichi anche ai centri asociali, che spesso sono finanziati con denaro pubblico, pur essendo eminentemente privati.

    Il punto è che non si può, però, far decidere al privato se lo stato debba finanziarlo.

  5. #5
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito Re: Re: Re: Il governo fa il procacciatore d'affari per le comunità terapeutiche

    Originally posted by Jan Hus


    Immagino che il ragonamento si applichi anche ai centri asociali, che spesso sono finanziati con denaro pubblico, pur essendo eminentemente privati.

    Il punto è che non si può, però, far decidere al privato se lo stato debba finanziarlo.
    Allora facciamo cosi': tu stai dalla parte della Moratti, di Formigoni e Castagnetti, io dall'altra. Almeno cosi' c'e' chiarezza.

    Tu non hai ancora identificato il significato di privato e pubblico. Questa mancanza di cultura politica che domina i partiti "di sinistra" del centrosinistra, tranne alcuni, mi preoccupa.

    Avete aperto le porte al privato, e poi vi lamentate di Berlusconi.

    Lo dimostra l'insulto verso i centri sociali., chiamati addirittura asociali. Ma la tua socialita' borghesee la conosciamo bene, legata al principio del portafoglio gonfio e della rispettabilita' nella piazza del paese.

  6. #6
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Il governo fa il procacciatore d'affari per le comunità terapeutiche

    Originally posted by yurj



    Tu non hai ancora identificato il significato di privato e pubblico. Questa mancanza di cultura politica che domina i partiti "di sinistra" del centrosinistra, tranne alcuni, mi preoccupa.
    Per evitare che ci pensi troppo, c'e' il privato senza scopo di lucro, e quello per il profitto. Indovina di chi si parla nell'articolo che posti?

    Sono stato alla fiera del terzo settore, so benissimo che significa intervento del privato (non a scopo di lucro) nel sociale, realta' gia' affermata *anche per merito del Csx* e alla quale molti di noi partecipano.

    Se non ci si sforza di leggere la differenza, di non identificare in "privato" tutto e il contrario, come si puo' migliorare la propria cultura politica?

  7. #7
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Il governo fa il procacciatore d'affari per le comunità terapeutiche

    Originally posted by yurj


    Per evitare che ci pensi troppo, c'e' il privato senza scopo di lucro, e quello per il profitto. Indovina di chi si parla nell'articolo che posti?

    Sono stato alla fiera del terzo settore, so benissimo che significa intervento del privato (non a scopo di lucro) nel sociale, realta' gia' affermata *anche per merito del Csx* e alla quale molti di noi partecipano.

    Se non ci si sforza di leggere la differenza, di non identificare in "privato" tutto e il contrario, come si puo' migliorare la propria cultura politica?
    =========
    PER IL SEMEPLICE FATTO CHE IL PRIVATO E IL VOLONTARIATO SVOLGONO LO STESSO LAVORO, SPESSO, DELLE STRUTTURE PUBBLICHE, MA CON STIPENDI DIMEZZATI O QUASI.......
    QUINDI CCONDIZIONI DA CITTADINI DI SERIE B PER I PRESTATORI D'OPERA ...... E OLIGARCHIE BEN FORAGGIATE ORGANICHE AI GOVERNI PER I DIRIGENTI ED I PROPRIETARI DELLE STRUTTURE E DELLE ORAGNIZZAZIONI.......
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

 

 

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