La Padania, 3.5.1998
http://www.lapadania.com/1998/maggio/03/030598p04a2.htm
Sempre il 22 gennaio, l'onorevole Giuseppe Pisanu, sottosegretario (democristiano) al Tesoro, si dimette dopo essere stato chiamato in causa nella vicenda del dissesto del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi (foto sopra). Cos'era accaduto? Vediamo: «Sollecitato dal suo protetto Flavio Carboni, il sottosegretario al Tesoro Giuseppe Pisanu si interessa attivamente, e senza averne alcuna autorità istituzionale, della vicenda Calvi-Ambrosiano. L'onorevole Pisanu incontra privatamente Calvi per ben quattro volte, sempre accompagnato da Carboni. L'ultimo incontro col banchiere è del 22 maggio 1982 (20 giorni prima della morte di Calvi), quando Pisanu vola a Milano utilizzando l'aereo di Carboni e, scortato dal faccendiere sardo, incontra Calvi a Drezzo, residenza privata del banchiere piduista. Il 6 giugno 1982 il sottosegretario al Tesoro risponde in Parlamento ad alcune interrogazioni sull'ormai drammatica situazione dell'Ambrosiano, ma a detta dell'onorevole Pisanu la situazione della banca piduista è pressoché normale, né accenna alla gravissima situazione debitoria del Banco Andino. Testimonierà Angelo Rizzoli: a proposito dell'Andino, Calvi disse a me e a Tassan Din che il discorso dell'onorevole Pisanu in Parlamento l'aveva fatto fare lui. Qualcuno mi aveva detto che per quel discorso Pisanu aveva preso 800 milioni da Flavio Carboni». (Tratto da: atti della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla P2, volume 3°, tomo 13, pagina 478 e pagine 314-315 di Trame Atlantiche, libro sulla P2 scritto da Sergio Flamigni). Oggi Giuseppe, detto Beppe, Pisanu è capogruppo di Forza Italia alla Camera. Sic transit fortuna mundi per lui evidentemente non ha valso.
I commenti insultanti e diffamatori non sono ammessi. Sono state riportate delle dichiarazioni rilasciate in una Commissione Parlamentare, non sentenze passate in giudicato. La tecnica di scambiara l'accusa con il giudizio, molto diffusa in certi ambienti, non evita l'integrazione di ben precisi reati, con i correlati rischi per il sito. Non è possibile sulla base di dichiarazioni e accuse esprimere giudizi perentori di tale tenore. Per il resto ognuno valuterà gli elementi portati dal signor Brunik liberamente. Invito tutti al rispetto delle regole, comprese quelle della buona creanza : Pieffebi.




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Nobis ardua