Saggio di E.Kinkley: L’Arte e l’oscurantismo borghese.
Consideriamo per un attimo di quali misere idee siano infarciti i convenzionalismi classici del mondo dell’arte e come di volta in volta, vengano riadattati alle mutate idee correnti.
Nata genuinamente come espressione figurativa del pensiero umano attraverso le pitture rupestri e conseguentemente come lavorazione della materia nelle costruzioni megalitiche, l’arte è stata poi quasi immediatamente svilita nella sua intima natura con l’avvento nella società antica del vil denaro. Grazie al sistema monetario infatti si è assistito purtroppo ad una vera e propria rivoluzione socioculturale che ovviamente ha investito pienamente la neonata scienza umanistica dell’arte fino all’asservimento completo della stessa alle esigenze delle classi più abbienti.
Si può insomma dire senza tentennamenti che l’arte (quella vera, quella nata dal popolo) è stata verosimilmente “ammazzata” o perlomeno “ritardata” nella sua libera espressione fino ai giorni nostri dalla dracma: la prima unità di valuta apparsa sulla terra antica.
Dall’evo antico con l’avvento della civiltà greca al medio evo ecco giungere per l’arte un periodo buio e di puro oscurantismo che potremo dividere in tre fasi:
1° la depressione artistica della civiltà neoclassica
2° l’oscurantismo clerico nobiliare del primo e tardo medio evo
3° il classicismo libertino e decò del primissimo evo moderno
Quando le rivoluzioni dei diritti e dei lavoratori hanno reimpostato una società allora consumata dalla corruzione e dalle incoerenze di classe ecco che l’arte ha saputo ritrovare naturale libertà di espressione e sfondando vecchi convenzionalismi borghesi e neologismi atavici di natura clericale ha dato il via a un avanguardismo di portata eccezionale!
Un periodo che potremo definire:
Periodo dell’arte alternativa
Continua....


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