«Gli appelli della Caritas potrebbero configurarsi come una vera e propria istigazione a delinquere. Ancor più grave, per lo meno sul piano morale, quando a farlo è un esponente della Chiesa, qual è il direttore della Caritas, monsignor Vittorio Nozza che ieri ha annunciato azioni di boicottaggio nei confronti della legge Bossi-Fini».

Lo ha detto Federico Bricolo, vicepresidente della Lega Nord in riferimento ad alcune dichiarazioni rese note, ieri, dall'agenzia Dire. «La Caritas continua la sua politica di intolleranza nei confronti dello Stato - prosegue il parlamentare - Dopo aver manifestato, l'anno scorso a Genova a fianco di coloro che hanno messo a ferro e a fuoco la città, oggi invita i cittadini italiani a disobbedire ad una legge dello Stato, contravvenendo all'articolo 414 del codice penale sull'istigazione a delinquere. Se la Caritas non smentirà ufficialmente queste sue intenzioni fuorilegge dovremo ripensare a tutti i finanziamenti che quest'associazione riceve dallo Stato. La Caritas dimostri coerenza: se non accetta le leggi dello Stato allora rifiuti anche i cospicui finanziamenti che dallo stesso riceve».

«Ricordiamo - conclude Bricolo - infine a Nozza, le parole di Pio XII: "bisogna aver riguardo non solo agli interessi degli immigrati ma anche al bene del Paese". Inoltre lo invitiamo a rivedere il concetto di carità che l'associazione di cui è direttore sostiene. Ci chiediamo, infatti, che tipo di carità sia quella che porta nel nostro Paese i clandestini per scaricarli nelle strade nell'indigenza e a spese di tutta la collettività. La nuova legge sull'immigrazione, invece, garantisce, prima di tutto, dignità agli immigrati che potranno entrare nel nostro Paese con un posto di lavoro».



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