Alexander Cockburn
Proprio sulla scia dell'esplicita richiesta da parte del leader della maggioranza alla camera Dick Armey di deportare due milioni di palestinesi dalla West Bank, da Gerusalemme Est e da Gaza, ecco che arriva un altro di quei lodevoli articoli che accusano di antisemitismo una vaga entità chiamata "sinistra".
Si tratta di un articolo pubblicato da Salon, da parte di un certo Dennis Fox, che si qualifica come professore associato di studi legali e psicologia all'Università dell'Illinois. Non lasciando nulla al caso, Salon ha titolato il contributo di Fox "La vergogna della sinistra filopalestinese: ignoranza ed antisemitismo delegittimano dal punto di vista morale i critici di Israele".
Durante gli ultimi 20 anni ho avuto modo di capire quanto Israele si stia comportando male. E ora si sta verificando qui da noi un brusco incremento nel numero di articoli che accusano la "sinistra" di antisemitismo. Questi articoli adottano diverse strategie. Particolarmente contorto, sebbene credo ben intenzionato, era un recente trafiletto di Naomi Klein che scriveva "E' proprio perché l'antisemitismo è usato da quelli come Sharon che occorre lottare contro di esso". La Klein sta forse dicendo che il movimento contro la globalizzazione ha dimenticato come si combatte l'antisemitismo? Non penso si tratti di questo. Forse tutte le denunce rivolte al governo di Israele dovrebbero essere precedute da energiche affermazioni esprimenti solidarietà per il popolo semita?
Se è questo il caso, allora anche noi potremmo chiedere a coloro che puntano l'attenzione su un presunto silenzio della sinistra in fatto di antisemitismo, che dimostrino la loro buona fede denunciando il comportamento di Israele contro i palestinesi. Klein l'ha fatto, ma la maggior parte di loro no.
In un recente pezzo del New York Times, Frank Rich è riuscito a scrivere un'intera colonna riguardante, presumibilmente, l'esagerata reazione degli ebrei qui da noi a notizie provenienti da Israele, senza neanche un fugace riferimento al fatto che i servizi giornalistici potrebbero basarsi su fatti reali quando mettono in cattiva luce Israele e i suoi leader, ma trovando ugualmente lo spazio per coprire di insulti l'"imperdonabile" Arafat. Secondo il parere di Rich, Sharon non è forse "imperdonabile"?
Così la sinistra si becca le uova marce e quelli che gliele tirano per lo più non ritengono necessario ammettere che Israele sia uno stato razzista il cui intento ovvio e dimostrabile è rubare la terra Palestinese, opprimere i palestinesi, radunarli in zone isolate sempre più piccole e con ogni probabilità condurli infine verso il mare, il Libano, il Giordano, o Dearborn o tra la terza e la quarta pista dell'aeroporto di Dallas/Forth Worth (l'audace piano di Armey).
Così inizia l'articolo di Fox per Salon: ' "Torniamo indietro" ha insistito mia moglie quando ha visto lo striscione vicino a lei che recitava: "Israele è uno stato terrorista!". Eravamo alla marcia di Boston del 20 Aprile contro l'incursione nella West Bank. Così abbiamo rallentato per restare indietro, trascinando con noi i nostri amici, in modo da lasciare uno spazio vuoto tra noi e la bandiera anti-israeliana.' L'illazione di Fox è: la bandiera è grottesca, con ogni probabilità antisemita. Ma ci sono molti solidi argomenti dal punto di vista palestinese per affermare che Israele è davvero uno stato terrorista, e anche se non lo fosse, l'affermazione non sarebbe di per se evidenza di antisemitismo. Solo se lo striscione avesse recitato "Tutti gli ebrei sono terroristi" Fox avrebbe avuto ragione.
Naturalmente lo stratagemma retorico è confondere "Israele" o "lo stato d'Israele" con "Ebrei" e dare ad intendere che siano sinonimi. Ergo, criticare Israele significa essere antisemiti. A parte il fatto che molte delle critiche più articolate ad Israele sono ebree, e sono onorevolmente impegnate per la causa di una giustizia in medio oriente che contempli tutti i popoli; il punto è che a molti ebrei non piace proprio sentir dire brutte cose su Israele, nello stesso modo in cui da queste parti non piace loro leggere articoli sulle lobby ebree. Provate ad accennare alle lobby e qualcuno come Fox si precipiterà a pubblicare denunce contro coloro che "si divertono a mettere in giro la vecchia falsa notizia antisemita che gli ebrei controllano la stampa".
In questi giorni non si può neppure dire che il New York Times è di proprietà di una famiglia ebrea senza rischiare di essere accusato di parlare come Goebbels. Anch'io ho ricevuto accusa di antisemitismo l'altro giorno per aver detto che gli ebrei hanno fondato Hollywood, cosa che hanno certamente fatto, come è raccontato in un divertente saggio nel 1988: 'An Empire of Their Own: How the Jews Invented Hollywood'(Un impero tutto loro: come gli ebrei hanno inventato Hollywood) di Neal Gabler.
I giornalisti sono così intimiditi (ed è naturalmente questa la causa prima di queste accuse di antisemitismo) che, anche dopo che il congresso statunitense ha recentemente votato una piena approvazione di Sharon e Israele, con i soli voti contrari di due senatori e 21 rappresentanti statunitensi (escludo l'idiota che ha votato "presente"), è difficile trovare un quotidiano di grande diffusione pronto ad analizzare le sorprendenti dimostrazioni di potere dell'AIPAC e di altre organizzazioni ebree, della destra cristiana e del complesso industriale americano che, tra l'altro, fa enormi profitti con gli aiuti militari ad Israele da quando il congresso ha approvato una legge in proposito, secondo la quale è stato pattuito con Israele che il 75% dei rifornimenti deve essere acquistato da ditte statunitensi, come Raytheon e Lockheed-Martin.
Il fatto incoraggiante è che nonostante gli sforzi del Southern Povery Law Center di ottenere fondi sbraitando che i nazisti stanno per marciare sulla Main Street, l'antisemitismo, compresa quella forma particolare di interiorizzazione dell'odio da cui talvolta gli ebrei stessi non sono immuni, è piuttosto raro negli Stati Uniti e praticamente inesistente, per quanto io sappia, nella sinistra americana, che è ovviamente ben fornita di ebrei non-antisemiti. E' comico vedere coloro che attaccano la sinistra andare a ripescare in tutti i modi Leroi Jones e gli anni 60 per tirare fuori le necessarie malignità antisemite. Il fatto meno incoraggiante è che non c'è assolutamente abbastanza dissenso contro l'atroce condotta di Israele nei confronti dei palestinesi, in particolare nella fase attuale in cui sta sondando il terreno da queste parti in relazione all'idea di una maggior pulizia etnica dei palestinesi, come quella richiesta da Armey.
Concludendo, perché gente come Fox non denuncia i terrificanti commenti di Armey (che tra l'altro sono stati smentiti dalla Casa Bianca) invece di provare a cambiare argomento tirando fuori assurdità sull'antisemitismo? Non è antisemita denunciare una pulizia etnica, una strategia che in accordo con recenti sondaggi, circa la metà degli ebrei israeliani ora appoggia completamente. In questo caso la sinistra non ha veramente nulla di cui scusarsi, ma quelli che l'accusano di antisemitismo sicuramente si. Devono scusarsi per delle politiche messe in atto da gente razzista, gente che, come Sharon, si dedica alla pulizia etnica; devono scusarsi per una guerra indiscutibilmente criminale che dovrebbe essere sul banco degli imputati per la sua condotta.
Counterpunch 18 Maggio 2002


Rispondi Citando

. l'autodefinirsi semiti (senza alcuna legittimazione antroplogica e storica e profittando dell'ignoranza comune) lascia intendere che gli ebrei-individui provengano geneticamente dalla Palestina.
l problema esiste,innegabilmente.
). Tale e quale a quello che Israle è per gli "ebrei". Per me, di fronte alle richieste di Obl due calci sui denti e via a casa, ma per voi sostenitori di Israele?

