Il vice presidente della Commissione Vigilanza, Caparini, boccia l'apertura del presidente al conduttore di Sciuscià. E al Nuovo confessa: "Tenerlo è un rischio".
di Gianluca Roselli

MILANO - "Baldassarre deve attenersi al suo ruolo e non deve invadere l’area di competenza dei direttori di rete e di testata". L’apertura del presidente della Rai nei confronti di Michele Santoro non è piaciuta alla Lega. E la risposta è venuta per bocca del vice presidente della Commissione di Vigilanza Davide Caparini, nemico di vecchia data del conduttore di Sciuscià.

Secondo la Lega, Baldassarre avrebbe fatto un’uscita fuori luogo poiché non spetta al presidente occuparsi di programmi e palinsesti.
Mi sembra che da parte di Baldassarre ci sia una continua ingerenza nel lavoro dei direttori di rete che invece dovrebbero godere di ampia autonomia - continua Caparini - spero solo che queste ‘preoccupazioni’ presidenziali non si trasformino in pressioni o diktat su questo o quel direttore o sulla messa a punto dei palinsesti. E questa apertura verso Santoro mi sembra del tutto fuori luogo. D’altronde lo stesso Baldassarre va dicendo che bisogna liberare la Rai dalla politica: ecco, allora questa mi sembra l’occasione giusta.

Insomma, Caparini, Santoro proprio non le va, vero?
In questi anni ha dimostrato di essere fazioso e parziale. Le sue non sono trasmissioni politiche, ma pura propaganda. Sono convinto che Santoro per la Rai non sia una risorsa, come sostiene qualcuno, ma bensì un continuo problema, quindi ne farei volentieri a meno: lo vedrei bene a La 7 dove farebbe sicuramente meno danni. E mi sorprende che l’ordine dei giornalisti non sia mai intervenuto a sanzionare i suoi comportamenti.

E invece sembra che Saccà e Baldassarre lo vogliano tenere spostandolo a Rai Tre.
Sarà a loro rischio e pericolo. Se il direttore di Rai Tre lo vuole, se lo prenda pure. Una cosa è certa: se rimane in Rai, qualcosa dovrà pur fare visto i suoi compensi economici. Ma, ripeto, non dovrebbe occuparsi di politica.

E dell’accordo raggiunto con Biagi che ne pensa?
Il caso Biagi, a differenza di Santoro, non è mai esistito: il contratto per realizzare ‘Il fatto’ era scaduto, quindi la soppressione della trasmissione era del tutto legittima. Ora vedo che gli si vuol dare la conduzione di un programma in prima serata oppure alcuni ‘speciali’ su Raiuno: va bene, purché non si metta a fare concorrenza a Bruno Vespa che invece ha dimostrato con la sua imparzialità e gli ascolti di meritarsi il posto.

La dirigenza Rai sembra invece dell’idea che l’azienda non possa rinunciare a simili professionalità…
Guardi, gli italiani dalla nuova Rai vogliono un forte segnale di cambiamento: chi ha votato la Casa delle Libertà si aspetta un nuovo volto della televisione pubblica. Questo continuo gioco delle parti con Biagi e Santoro da parte della dirigenza non contribuisce a chiarire quale sarà la linea editoriale della prossima stagione a viale Mazzini. I nostri elettori si aspettano un forte segnale di cambiamento.

A leggere i nomi della prossima stagione televisiva i personaggi di sinistra abbondano: Sabina Guzzanti, Roberto Benigni…
Questo vuol dire che noi siamo pluralisti e puntiamo alla qualità. Però, ripeto, dobbiamo anche dare un segnale di cambiamento, altrimenti la gente non capirebbe.

L’ipotesi di una rete federalista sembra quasi tramontato...
No, anzi, il progetto continua. Raidue avrà programmi legati al territorio e si stanno potenziando i Tg3 regionali. E verrà finalmente sfruttata la potenzialità del centro di produzione Rai di Milano. Ma, come sempre, quando si sottraggono competenze a Tizio per darle a Caio, si incontrano delle resistenze. E di resistenze a viale Mazzini ce ne sono parecchie.

(5 LUGLIO 2002, ORE 19:25)