Ebbene si, le mia mano destra sino a poco fa era macchiata di sangue. Ho ucciso. In realtà non so perchè l'ho fatto, mi ronzava intorno fastidiosa, è vero, ma senza pungermi. Faccio parte di quella categoria privilegiata di persone che repelle perfino alle zanzare: non mi pungono nemmeno se stanno morendo di fame, preferiscono infastidire il gatto che me.
Eppure stasera, la disgraziata, si è venuta a posare sul dorso della sinistra e stava per infilare il pungiglione. Ci ho pensato un attimo, un attimo soltanto, prima di prendeerla precisamente tra i polpastrelli del pollice e dell'indice e stritolarla tra le mie dita.
E 'morta così, non ci ho nemmeno pensato, ho lavato via con sapone il piccolo corpo dalla mia pelle e mi è venuto in mente che da qualche parte, in uno dei miei viaggi a scrocco in libreria, ho letto una strana storia che faceva risalire l'etimologia della parola "estro" alle pulci. Non so a chi o cosa si riferisse la leggenda, non so nemmeno se leggenda davvero fosse, quella che voleva che Omero in realtà fosse una donna e che scrisse l'Iliade o l'Odissea perchè, tormentata dalle pulci, non riusciva a dormire. Io, intanto, ho ammazzato una zanzara perchè non riesco a dormire, la storia delle pulci, forse, me la sono inventata o l'ho letta davvero, non lo so. Forse la morale della favola è che tra estro e poesia c'è spesso una zanzara che ronza, anche se non morde. O forse la morale è che l'estro è una zanzara che succhia il sangue, o un pidocchio o una pulce, appunto, e la poesia è, allo stesso modo, l'uccidere o il farsi dissanguare.




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purchè non rimangano appiccicate ai muri!
