Luglio 2002. Il governo tenta di far passare una scandalosa legge sull'immunità totale ai parlamentari, in barba a qualsiasi principio di civiltà, e il presidente fantoccio della Rai dice di volere riscrivere la storia monopolizzata dai comunisti". E cosa ci dicono i media?
Semplice, distolgono l'opinione pubblica parlando di una siccità che non
c'è, e presentando il governo come colui che riporta l'acqua agli assetati.
Ma la verità è un altra, e per fortuna ci sono programmi come Sciuscià che
non la nascondono. La siccità siciliana non c'è. O meglio, sono almeno 20
anni che nelle case di molti siciliani manca l'acqua, sono 20 anni che le
dighe sono piene di acqua.
La mafia controlla le dighe, piene di acqua (la Sicilia non è l'arida Puglia
o la Basilicata, di acqua nell'isola ce ne è più che in molte zone del
nord). L'acqua non viene mai convogliata nelle tubature, e quando supera il
livello di guardia nei bacini viene letteralmente buttata in mare. Questo
perchè la stessa mafia controlla un gigantesco traffico di autobotti
irregolari, che riforniscono a caro prezzo (7 euro al metro cubo) le
cisterne poste sul tetto dei condomini di tanti quartieri delle città
siciliane.
E, per farsi pagare, viene sfacciatamente apposto un foglio sul portone con
scritto "il giorno X il signor Y verrà a ritirare le cifre dovute per il
rifornimento di acqua". Questi signori X sono quasi sempre pregiudicati. E i
cittadini cosa fanno? Dicono che gli esattori "è gente per bene", che "ci
fanno un gran servizio" e altre dimostrazione di omertà. Alla domanda
rigurdante le colpe del mancato funizionamento degli acquedotto, viene
sempre risposto "la colpa è dei politici...". Mai una volta vine nominata la
mafia. Alla precisa domanda è risposto "Non lo so", come nei film sulla
mafia.
Le uniche vittime, gli agricoltori, fanno manifestazioni di protesta,
presidi e blocchi stradali, ma sono soli. Neanche un cittadino comune che
partecipi alle loro sacrosante rivendicazioni.
E cosa si vuole fare in seno al governo siciliano (di FI)? Togliere il
controllo delle dighe alla mafia? No, si propone di installare degli inutili
dissalatori, costo 280 miliardi pubblici. Questo quando la sola operazione
tecnica necessaria, ovvero riparare le condutture, costerebbe 20 miliardi,
cioè dieci volte di meno.
Oltre a ciò occorre dire che i dissalatori danno anche scarse garanzie di
funzionamento, oltre ad avere costi stratosferici.
Costi stratosferici, opere inutili, denaro pubblico buttato via, affari alla
mafia, gli stessi discorsi fatti per il ponte, e di cui anche gente che si
dice si sinistra come Salvo non si rende conto.
Insomma, a dieci anni dalla morte di Falcone e Borsellino, che vengono
giudicati dagli stessi siciliani come degli "sconfitti e perdenti", la mafia
in Siclia è onnipotente, tanto da costringere la gente a pagare il racket
per un bene irrinunciabile come l'acqua.
Riusciranno i siciliani a recuperare quella dignità che permise dopo le
stragi del 92 di infliggere dei colpi tremendi a cosa nostra e che oggi
sembra persa completamente?
Personalmente penso che solo
loro, smettendo di fare del vittimismo e di autocommiserarsi, e prendendo
coscienza delle ingiustizie a cui sono sottoposti e dei loro diritti,
possono battere la mafia.
Sempre che lo vogliano.




Rispondi Citando
, nel tuo scritto hai c'entrato in peino il bersaglio, è ora di smetterla con questo assistenzialismo forsennato, anche perchè continuando a elargire contributi sappiamo benissimo a chi vanno in tasca.....
