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Discussione: I volti di Belmez

  1. #1
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    Predefinito I volti di Belmez

    Nel 1971, in una casa del villaggio spagnolo di Belmez, sul pavimento della cucina comincia ad apparire uan strana macchia. Con il passare dei giorni, questa macchia comincia ad assumere contorni più netti, fino a diventare un volto umano. Inquietato dall'apparizione, il capofamiglia decide di distruggere la parte di pavimento sulla quale l'immagine è apparsa, e la ricostruisce nuova. Ma la storia è tutt'altro che finita.



    Qui un link esauriente (purtroppo in inglese):

    http://www.leftfield-psi.net/ghosts/belmez.html
    Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
    ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
    Racconti senza fine di gente che ha pagato
    non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
    La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.

  2. #2
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    Predefinito

    Questo è uno dei più bizzarri casi di "riproduzione di immagini", rimasto a tutt'oggi irrisolto.
    In Spagna, nell'agosto del 1991, strani volti iniziarono a comparire in una piccola casa del villaggio di Bélmez. Maria Pereira, casalinga, scoprì che una faccia femminile si era "modellata" sulla pietra del focolare della sua cucina. Cercò di cancellare il viso, ma la sensazione era che si formasse direttamente dal cemento. Fece allora ricoprire la faccia con un secondo strato di cemento, ma emerse di nuovo. Poi le facce cominciarono ad apparire sul pavimento della cucina, certe volte scomparendo nell'arco della giornata. I coniugi Pereira spaventati avvertirono le autorità civili e religiose locali.
    L'eminente parapsicologo tedesco dott. Hans Bender, dell'Università di Friburgo, decise in collaborazione con il collega spagnolo dott. German de Argumosa, di interessarsi personalmente della cosa.
    Le facce furono sottoposte ad un metodo sperimentale: venne fissata una lastra di plastica al pavimento della cucina e venne tolta solo quando sotto vi si condensò dell’acqua. Le facce continuarono a formarsi. Comparirono ininterrottamente per tutto il 1994. Il dott. Argumosa assistette di persona alla materializzazione di un volto il 9 Aprile e lo fotografò. Numerose perizie vennero fatte per escludere la possibilità che i volti fossero dipinti con colori artificiali. I risultati dell’analisi chimica furono pubblicati nel novembre del 1996 sullo Schweizerisches Bulletin fur Parapsychologie, e non rivelarono nulla di sospetto.

    La cosa incredibile fu che, quando furono condotti scavi sotto la cucina, si trovarono resti che permisero di risalire a un cimitero di martiri cristiani uccisi nell’undicesimo secolo dai Mori. (Dal sito www.kimerik.it)


  3. #3
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    Predefinito

    Madrid, 1 agosto 2004 - La Casa delle facce: ecco il nome del misterioso edificio di Belmez de la Moraleva, in Andalusia, dove da 33 anni si verificano strani fenomeni di apparizioni, che ne hanno fatto la meta prediletta di studiosi del paranormale e “cacciatori di fantasmi”.

    Pochi giorni fa la proprietaria, Maria Gomez Camara Pereira, è morta e i ghost hunter di tutta Europa sono pronti a partire per cercare di capire quello che ormai è entrato nella storia come il fenomeno paranormale più duraturo finora registrato.

    Il timore diffuso tra gli esperti è che il figlio della defunta, Miguel, possa decidere di vendere la casa. O, peggio, che le autorità locali la demoliscano. Intanto, in una continua sfida tra scienza e parascienza, la piccola abitazione spagnola continua ininterrottamente a sfornare i suoi fantasmagorici volti sui pavimenti di cemento, senza che né la giuria di popolo, né gli esperti siano ancora riusciti a capire se la vicenda abbia del miracoloso o sia una colossale truffa.

    Tutto cominciò il 23 agosto del 1971, quando il primo viso apparve sulle piastrelle rosa della cucina di Maria Gomez Camara Pereira, un volto dai lineamenti turbati, infinitamente triste. Quando la donna cercò di cancellare il volto, rimase inorridita nel vedere che, anzichè sparire, gli occhi si facevano sempre più grandi. Allarmato e stupito, il marito di Maria fece a pezzi il lastricato e lo sostituì con uno strato di cemento. Ma tre settimane dopo, una seconda faccia si impresse spontaneamente sul pavimento.

    Della Casa delle facce cominciarono ad occuparsi le autorità spagnole locali: diedero ordine di sollevare una parte della pavimentazione dove erano apparsi i volti umani e di scavare il terreno. Vennero così riportati alla luce i resti di un antico cimitero medioevale.

    Le perplessità degli esperti, accorsi numerosi nel tentativo di spiegare le misteriose apparizioni che nel frattempo si erano succedute, aumentarono quando vennero esaminate le testimonianze raccolte da microfoni ultrasensibili sistemati nella piccola casa di Belmez. I suoni captati, non udibili dall'orecchio umano, dimostravano l'esistenza di voci che parlavano uno strano linguaggio e gemiti di dolore che ben si addicevano alle espressioni tormentate dei visi impressi sul pavimento.

    A tutt'oggi, circa un migliaio di facce sono apparse nelle diverse stanze della casa: uomini e donne, giovani e vecchi, anche molti bambini. Qualche immagine appena accennata, altre precise in ogni particolare. Alcuni volti sono poi spariti, altri si sono trasformati in croci, o hanno assunto tratti animaleschi, o forma di nudi femminili. (Fonte: Il Resto del Carlino)

    Le singolari apparizioni sono state documentate fotograficamente nel 1989 per conto della "Società Parapsicologica" di Puerto Real, e da un gruppo di ricerca di parapsicologi guidato dal gesuita Josè Maria Pilon nel 1990. Le analisi condotte dall'alto consiglio spagnolo per la ricerca scientifica non hanno evidenziato tracce di pittura. Insomma, un vero e proprio enigma, dibattuto tra chi sostiene che i fantasmi non possono esistere e chi, invece, afferma addirittura di poterli catalogare e catturare.




 

 

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