Risultati da 1 a 9 di 9
  1. #1
    Omo de Panza
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    Predefinito La donna che puliva i vetri alle 3 di mattina

    Una dolce notte romana che il ponentino rischiarava come fosse una luce e il cielo era rosso fuoco allegro che il nero cupo se l'era mangiato e non mi riesce di dormire, una dolce notte romana mi alzo dal letto, saranno state le due e mezza, e vado alla finestra che da sulla piazza. Do un'occhiata al "popolo dei balconi", come lo chiamo io, che, a quell'ora, conta solo due e tre insonni dalle persiane illuminate ad intermittenza, che certe volte riesco ad intuire su che canale stanno, se ho la tv davanti. Fumo una sigaretta lasciando gli occhi vagare sulle case lontane. Stavo per tornare a dormire quando vedo una luce che apre e una donna, in vestaglia, che porta con se una piccola scala. La donna esce sul terrazzino, poggia la scala e vi sale su, con un panno in mano. Quindi inizia a pulire le finestre. Nemmeno a dirlo mi parve un'apparizione metafisica. Che ci faceva una giovane donna a pulire i vetri alle due e mezzo di mattina, in vestaglia? Rimasi a guardarla un bel po'. Che avesse appena saputo che il giorno seguente, di primissimo mattino, avrebbe ricevuto una visita importante e voleva far trovare la casa in ordine? Ma sarebbe bastato alzarsi un poco prima, e poi i vetri! Capirei se fossero state le stoviglie o il pavimento. Che fosse un fioretto? Tra l'altro da quello che riuscivo a vedere l'interno della casa era ordinatissimo. Arrivai a pensare che fosse mezza matta e andai a dormire. La mattina dopo, però, chiamai ad una mia amica, ritenendola più ferrata sull'usanze anacastiche femminili e le raccontai la storia della donna che, a notte tarda, puliva i vetri. Lei mi ascoltò e poi disse: ma è evidente perchè puliva i vetri!...

    (perchè puliva i vetri?)

  2. #2
    spacca
    Ospite

    Predefinito Re: La donna che puliva i vetri alle 3 di mattina

    Originally posted by Pentothal
    Una dolce notte romana che il ponentino rischiarava come fosse una luce e il cielo era rosso fuoco allegro che il nero cupo se l'era mangiato e non mi riesce di dormire, una dolce notte romana mi alzo dal letto, saranno state le due e mezza, e vado alla finestra che da sulla piazza. Do un'occhiata al "popolo dei balconi", come lo chiamo io, che, a quell'ora, conta solo due e tre insonni dalle persiane illuminate ad intermittenza, che certe volte riesco ad intuire su che canale stanno, se ho la tv davanti. Fumo una sigaretta lasciando gli occhi vagare sulle case lontane. Stavo per tornare a dormire quando vedo una luce che apre e una donna, in vestaglia, che porta con se una piccola scala. La donna esce sul terrazzino, poggia la scala e vi sale su, con un panno in mano. Quindi inizia a pulire le finestre. Nemmeno a dirlo mi parve un'apparizione metafisica. Che ci faceva una giovane donna a pulire i vetri alle due e mezzo di mattina, in vestaglia? Rimasi a guardarla un bel po'. Che avesse appena saputo che il giorno seguente, di primissimo mattino, avrebbe ricevuto una visita importante e voleva far trovare la casa in ordine? Ma sarebbe bastato alzarsi un poco prima, e poi i vetri! Capirei se fossero state le stoviglie o il pavimento. Che fosse un fioretto? Tra l'altro da quello che riuscivo a vedere l'interno della casa era ordinatissimo. Arrivai a pensare che fosse mezza matta e andai a dormire. La mattina dopo, però, chiamai ad una mia amica, ritenendola più ferrata sull'usanze anacastiche femminili e le raccontai la storia della donna che, a notte tarda, puliva i vetri. Lei mi ascoltò e poi disse: ma è evidente perchè puliva i vetri!...

    (perchè puliva i vetri?)
    cancellava le tracce di sangue

  3. #3
    Attenti.... o sparo!!!
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    Predefinito Re: Re: La donna che puliva i vetri alle 3 di mattina

    Quante volte mi sono ritrovata di notte alla finestra a guardare i vicini... scommetto che l'abbiamo fatto tutti, e poi per chi va a dormire tardi come me, è quasi una consuetudine... Soprattutto d'estate, come ora, spegni le luci, spalanchi le finestre di casa, e ti affacci per prendere un po' di frescura (la casa è un forno, dopo il sole che ha preso durente tutto il giorno...). Ti accendi una sigaretta, e se riesci butti un occhio per aria, su quel cielo che non hai guardato tutto il giorno. Poi stai lì e cominci a vedere che succede di fronte...
    Non ho quasi mai visto scene erotiche, e poi forse le scene più belle sono proprio quelle di vita quotidiana, quando ti accorgi che il vicino fa le stesse cose tutte le sere, quando anche se non ci hai mai parlato ne conosci le più personali abitudini...
    Perchè la pentothal-vicina puliva i vetri? Mah, io la vedo così: le donne che non dormono la notte sono attive, se non prendono sonno si alzano dal letto e cominciano a fare cose che magari di giorno non farebbero mai, come pulire quei cazzo di vetri sporchi. Chissà quante volte ha rimandato per via del caldo che c'è di giorno... E così potresti vederle che stirano (sempre approfittando della frescura notturna), o che rassettano casa, piegano i vestiti, in un certo modo si portano avanti per la mattina seguente.
    Poi ci sono anche quelle che, come me, se ne fottono dei vetri, e che se non riescono a dormire, o si buttano su un libro, o molto meglio, sul frigorifero!

  4. #4
    Omo de Panza
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    Predefinito

    In effetti entrambe le possibilità hanno una loro ragion d'essere (al sangue non avevo pensato, a dire il vero, ma al fatto che potesse approfittare dell'ore meno calde si: ma alle 3 di mattina?)

  5. #5
    Nihil.
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    E' sempre meglio pulire i vetri di notte.
    Di giorno, col sole che picchia, rimarrebbe l'alone.

    Parola di casalingo.
    tsk... tsk..

  6. #6
    ninfea76
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    Una giornata pesante passata a prendersi cura di due bambini. Li ha fatti giocare, mangiare e li ha ascoltati. Ha ascoltato un marito stanco e preoccupato dal lavoro e lo ha consolato. E' stata un'ora al telefono con una vecchia zia che si lamentava di tutte le malattie di questo mondo. Ha accudito la madre che non riesce più a fare le scale, ed l'ha ascoltata. Ecco arriva l'ora di andare a dormire. La donna si accorge che quel giorno non ha pensato neppure per un attimo.

    Allora,invece di andare a letto, prende una scala e va sul balcone, e comincia pulire i vestri.

    Mentre toglie lo sporco, gioisce del pulito che appare. Quei gesti automantici delle mani liberano la sua mente che finalmente può concentrarsi su qualcosa di suo.
    La trama del nuovo romanzo che sta scrivendo, ad esempio, che pian piano prende forma mentre il panno scivola sul vetro.

    Una volta che la donna in vestaglia avrà finito di lavare i vetri avremo un nuovo capolavoro. Un'altra emily bronte.

    che scusa incredibile sonno i vetri certe volte...


    però ho una vicina che usa la scusa di lavare i vetri per spiare nelle case degli altri, dall'alto di una scala si vede meglio, e ci si dà un tono...

  7. #7
    Omo de Panza
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    La tua spiegazione, ninfea, mi piace mooolto i più di quella della mia amica

  8. #8
    Imperturbabile
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    Quella donna alle tre di notte non dormiva, doveva essere qualcosa di più di una semplice insonnia. L'insonne occasionale legge, mangia, guarda la televisione, fa cose che cerchino di distrarlo e tranquillizzarlo, che concilino il sonno.
    Non doveva neppure essere una che approfittava della notte per pulire, perchè per non avere tempo di farlo il giorno, vuol dire che di giorno lavora o ha da fare.
    Probabilmente l'insonnia è dovuta al nervosismo. Un nervosismo che non è placabile in quel momento se non attraverso il compimento di un'azione, un'azione che la distragga dal suo pensare ossessivo. Pulisce, quasi come se con quel gesto, simbolicamente, volesse eliminare delle macchie, fare chiarezza, alle tre di notte...quello che deve essere successo non è una tragedia, altrimenti sarebbe a piangere, con la testa fra le mani. O forse ha già pianto e adesso deve trattarsi di un dolore freddo, rabbia, magari, rabbia che rende esausti se fomentata dal flusso di pensieri che si rincorrono, rabbia che è stata assunta e consapevolizzata, ma ancora fresca, che ancora ferisce e fa male.
    Pulisce per passare la nottata.
    Chissà cosa accadrà l'indomani, quando entrerà la luce attraverso quelle vetrate limpide.

    L'altra variante dei fatti è che la donna sia una disordinata cronica, di quelle che non hanno tempo per pulire, che semplicemente se ne dimenticano, che alla ragnatela pendula nell'intersizio tra le tende e i vetri, semplicemente non fanno caso.
    Magari ha passato tutto il restante pomeriggio a pulire il resto della casa, avrà riposto i libri, avrà rassettato i panni stesi, avrà pulito le piastrelle della cucina e passato l'aspirapolvere pure sotto il tappeto, perchè l'indomani arriva, forte di starle per fare una magnifica sorpresa, la suocera, la mamma, la zia d'America, l'anacastico della sua vita/settimana/pomeriggio, che dopo averla abbracciata e salutata, si fiondano immediatamente a passare il dito sui mobili per vedere se rimane l'impronta...in questo caso, l'indomani il sole entrerà davvero nella sua casa, ci saranno abbracci e baci e "Come stai, ti vedo bene", e poi, immancabilmente, gli sbertucciamenti dell'ospite venuto da lontano...non si pulisce mai abbastanza, ma almeno ci ha provato

  9. #9
    Omo de Panza
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    Le macchie sui vetri, quale migliore matafore delle macchie interiori: pulite quelle, sterminate senza pietà, tutto torna limpido, e trasparente, e a prova di sonno tormentato.

 

 

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