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  1. #1
    Imperturbabile
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    Predefinito Se una sera d'estate, quasi mattino, una cosa chiamata poesia...

    Nella mia stanza, l'unica cosa in ordine sono i libri. Ho libri di tutti i generi, i più disparati, e sono affezionata ad ogni singola pagina, soprattutto quelle ingiallite, perchè i libri sono l'unica linea di continuità nella mia vita, insieme alle matite 1b.
    Posseggo testi che sono paradossalmente inutili, come un breve saggio di fonetica macedone comprato da un libraio ambulante per 2mila lire, o un libro di racconti illustrato in giapponese e una raccolta di litografie in in estone di un pittore sconosciuto in Italia, tale Wirault. Voglio bene e sono affettivamente legata ai miei libri "introvabili", non li leggo quasi, raramente li sfoglio, ma quando per caso accade, mi sembra sempre di poterci trovare una frase, un segno, una nota che in qualche modo cercavo.
    C'è un poeta praticamente sconosciuto, olandese credo. So poco di lui, perchè morì giovane, una ventina di anni fa, secondo la breve nota biografica, attraversando la strada. Il suo nome è Jackob R. Muhliun.
    Ho un libro di sue poesie tradotte in inglese e stampato da una piccola casa editrice estone, impaginato poveramente tipo i libretti a mille lire di stampa alternativa.
    Questa sera, per caso, mi è capitato tra le mani, l'ho aperto e volevo farvi leggere queste, la traduzione, alla meno peggio, è mia :


    LATTICINI Y SOLEDAD

    Il nulla non produce
    latticini
    o bisbocce
    ma un vuoto
    pneumatico
    spinto
    che si sfalda
    in isteria
    galleggiante
    sospesa
    nel tempo
    come una vecchia scarpa



  2. #2
    Imperturbabile
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    Predefinito

    il rumore te lo stai inventando tu

    Una stella
    p i a n g e n t e
    sopra
    un
    salice
    che
    c
    a
    d
    e

  3. #3
    Imperturbabile
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    Predefinito

    l'hai imbracciato dalla parte sbagliata

    fulmineo
    spara
    il fucile
    e
    proiettili
    di sogni
    ti ricadono
    addosso
    come
    piccoli
    sputi




  4. #4
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    Predefinito Re: Se una sera d'estate, quasi mattino, una cosa chiamata poesia...

    Originally posted by Unheimlich
    Nella mia stanza, l'unica cosa in ordine sono i libri.
    E lo ammetti con questo candore? Ma non prendertela... Continua così e, fra qualche decennio, saprai cosa vuol dire essere davvero disordinati... Forse...

    Posseggo testi che sono paradossalmente inutili, come un breve saggio di fonetica macedone comprato da un libraio ambulante per 2mila lire, o un libro di racconti illustrato in giapponese e una raccolta di litografie in in estone di un pittore sconosciuto in Italia, tale Wirault.
    Accidempoli... Anche a me è venuta voglia di classificare i miei libri insoliti... Sfido chiunque, giusto per citarne uno, a possedere roba tipo L'opificio della polvere pirica in Rometta, grondante deliziosa impopolarità già dal titolo...



    Ciao.

  5. #5
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    Predefinito Re: Se una sera d'estate, quasi mattino, una cosa chiamata poesia...

    Originally posted by Unheimlich
    Nella mia stanza, l'unica cosa in ordine sono i libri.
    Ohibò, Imperturbabile, questa imprudentissima ammissione di debolezza è un clamoroso passo falso che – forse (e a meno di una repentina, ma a questo punto assai ardua, marcia indietro da parte tua…) – ti costerà l’alloro della vittoria nell’appassionante gara di disordine fra due titani

    Posso confermare, infatti, che il nostro Torquy ha un’avversione atavica e profonda per il volgare ordine, ma così profonda che anche i suoi adorati libri versano in un perenne stato di caos allucinante, inimmaginabile perfino per il più volenteroso di noi, insignificanti, mediocri estimatori del focolare ordinato…
    Avendo stipato tutto lo stipabile, e anche di più, nella pur capiente libreria, da anni gigantesche montagne di libri (in costante, vertiginoso aumento...) giacciono pericolosamente sul pavimento, occupando tutto l’occupabile, col rischio continuo di rovinosi crolli e rendendo inevitabile, nel malaugurato caso si rendesse necessario il rinvenimento di quel determinato volume (sic!), il ricorso a veri e propri scavi archeologici, che a volte proseguono senza sosta per intere settimane…

    Per non parlare del pericolo che incombe incessantemente sull’ignara signora del piano di sotto, che potrebbe un giorno o l’altro vedersi recapitare, per via aerea, il nostro caro oscuro, solennemente scortato da qualche tonnellata di amatissimi libri e dalle nobili macerie di un ex pavimento…

  6. #6
    Imperturbabile
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    Predefinito Le parole sono gabbie lessicali...

    Cari Oscuro e svolazzante azzurrata Silvia,
    siete carini a sbertucciare sull'aggettivo "ordine" da me usato e sperare così in un vano tentativo di distorsione dell'opinione pubblica in merito alla verità dei fatti, senonchè, e l'Oscurissimo lo sa bene, ho già specificato altrove come il mio concetto di ordine, in merito ai libri, altro non sia che espressione della mia vena creativa che gli altri, solo gli altri, tipo mia madre e un anacastico cui generalmente mi accompagno, chiamano disordine.
    Mi stupisco anzi dell'Oscuro perchè, come si fa a chiamare disordinato uno che tiene i libri impilati sul pavimento?
    Egli è piuttosto un divoratore assiduo e appassionato di carta stampata, così appassionato che non può sopportare di riporre in angusti scaffali e bacheche i propri tesori, ma vuol sempre usufruirne, in punto di colpo d'occhio e disponibilità e prontezza di lettura.
    E' per questo che, devoto, li implila secondo il proprio personale gusto e preferenza, e codesto esperimento, egli lo chiama "ordine".
    Gli altri, i profani, non capiscono l'arte di disposizione sparsa, il feng-shui diffuso del sapere, l'aria che permea lo spazio riempito dalla materia, e dicon di lui, volgarmente, "disordinato".
    Oscuro, dimmi che convieni con me: i disordinati sono gli altri, i catalogatori delle geometrie regolari! Noi siamo i legislatori non riconosciuti della geometria del ragionamento differenziale e ferventemente credenti nel fatto che lo spaziotempo sia una curva...e mia mamma continua a non capire....
    Per la questione della ghirlanda di alloro, puoi anche intrecciarla in modo irregolare, ovviamente...

  7. #7
    Ad Majora
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    Predefinito Re: Re: Se una sera d'estate, quasi mattino, una cosa chiamata poesia...

    Originally posted by Silvia


    Ohibò, Imperturbabile, questa imprudentissima ammissione di debolezza è un clamoroso passo falso che – forse (e a meno di una repentina, ma a questo punto assai ardua, marcia indietro da parte tua…) – ti costerà l’alloro della vittoria nell’appassionante gara di disordine fra due titani

    Posso confermare, infatti, che il nostro Torquy ha un’avversione atavica e profonda per il volgare ordine, ma così profonda che anche i suoi adorati libri versano in un perenne stato di caos allucinante, inimmaginabile perfino per il più volenteroso di noi, insignificanti, mediocri estimatori del focolare ordinato…
    Avendo stipato tutto lo stipabile, e anche di più, nella pur capiente libreria, da anni gigantesche montagne di libri (in costante, vertiginoso aumento...) giacciono pericolosamente sul pavimento, occupando tutto l’occupabile, col rischio continuo di rovinosi crolli e rendendo inevitabile, nel malaugurato caso si rendesse necessario il rinvenimento di quel determinato volume (sic!), il ricorso a veri e propri scavi archeologici, che a volte proseguono senza sosta per intere settimane…

    Per non parlare del pericolo che incombe incessantemente sull’ignara signora del piano di sotto, che potrebbe un giorno o l’altro vedersi recapitare, per via aerea, il nostro caro oscuro, solennemente scortato da qualche tonnellata di amatissimi libri e dalle nobili macerie di un ex pavimento…
    Beh, cavoli, questa è proprio bella!

    Lo scritto di Silvia assomiglia in maniera incredibile a quello che madre e moglie dicono di come sono organizzati miei libri e, più in generale, della mia idea di ordine, salvo la signora di sotto, che non ho

    Ho sempre pensato che il concetto di ordine sia assolutamente soggettivo. D'altra parte penso che il discorso su ordine e disordine da voi intavolato su questo ed altri thread sia, oltre che gustoso, anche molto interessante.

    Per esempio, assodato(?) che quello di ordine sia un concetto soggettivo, sarebbe interessante sapere, secondo voi, che cosa sia più importante: se l'aspetto esteriore, formale delle cose "in ordine" oppure il loro ordine "logico", a discapito del primo.

    In pratica: meglio una libreria (e/o il pavimento ) con tutti i libri "allineati e coperti", per usare una espressione militare, belli in fila, raggruppati per dimensione (altezza) e/o spessore del dorso (detto per inciso questa follia sarebbe oltremodo gradita a qualcuno di mia conoscenza ...) oppure avere i libri ordinati, che so, per frequenza di consultazione o per argomento ecc, senza badare all'estetica della cosa?

    Ed infine: perché, almeno secondo la mia esperienza (che non si limita all'aspetto domestico, avendola vissuta e vivendola anche in ufficio), questa dell' "estetica dell'ordine" è una prerogativa soprattutto femminile?

    Cordiali saluti

  8. #8
    Omo de Panza
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    Predefinito

    Tutta femminile non direi, caro F.B.: anche a me talvolta vengono botte micidiali di "anacastismo estetico" e devo ammettere di aver provato anche io a riporre i libri in maniera "ordinata" (ecco in estrema sintesi: scaffali "hard cover" allineati in modo decrescente per altezza; scaffali "paperback" allineati allo stesso modo, scaffale "da leggere", scaffalae "saggi", scaffale "old books").
    Un particolarissimo "bug" di codesto sistema di catagolazione detto "anacastico estetico" si manifesta in presenza di volumi dalla forma "non standard", per esempio dalla altezza inferiore ad altri ma dalla prominente "profondità". Sono il mio tormento. Dove metterli? Prima di libri molto più alti ma meno "profondi", o tra i libri della stessa altezza, con conseguente bitorzolone proprio in mezzo ad una fila di libri ordinati? Nessuna soluzione è soddisfacente, ma ho optato per la soluzione numero uno, anzi di solito li metto primi così non mi disturbano la vista sensibbbbile.
    Il punto è che questa oscillante equilibrio di forme regge poco, e alla prima consultazione si riproduce l'entropia.
    Anacastia ed entropia sono i limiti del pendolo, altro che Focault.

  9. #9
    Imperturbabile
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    Predefinito Re: Re: Re: Se una sera d'estate, quasi mattino, una cosa chiamata poesia...

    Originally posted by F.B.


    Beh, cavoli, questa è proprio bella!

    Lo scritto di Silvia assomiglia in maniera incredibile a quello che madre e moglie dicono di come sono organizzati miei libri e, più in generale, della mia idea di ordine, salvo la signora di sotto, che non ho

    Ho sempre pensato che il concetto di ordine sia assolutamente soggettivo. D'altra parte penso che il discorso su ordine e disordine da voi intavolato su questo ed altri thread sia, oltre che gustoso, anche molto interessante.

    Per esempio, assodato(?) che quello di ordine sia un concetto soggettivo, sarebbe interessante sapere, secondo voi, che cosa sia più importante: se l'aspetto esteriore, formale delle cose "in ordine" oppure il loro ordine "logico", a discapito del primo.

    In pratica: meglio una libreria (e/o il pavimento ) con tutti i libri "allineati e coperti", per usare una espressione militare, belli in fila, raggruppati per dimensione (altezza) e/o spessore del dorso (detto per inciso questa follia sarebbe oltremodo gradita a qualcuno di mia conoscenza ...) oppure avere i libri ordinati, che so, per frequenza di consultazione o per argomento ecc, senza badare all'estetica della cosa?

    Ed infine: perché, almeno secondo la mia esperienza (che non si limita all'aspetto domestico, avendola vissuta e vivendola anche in ufficio), questa dell' "estetica dell'ordine" è una prerogativa soprattutto femminile?

    Cordiali saluti
    Il disordine è ordine logico! E' questo che sto predicando da anni, da quando ero nel box precisamente, con fatti e parole, e nessuno mi da relazione!
    E credo che l'estetica sia soggettiva così come il criterio di scelta del modo di categorizzare le proprie cose all'interno dello spazio.
    Il fatto è che il disordinato, ma forse sarebbe meglio dire l'estroso, è considerato alla stregua di un matto solo perchè la sua logica interna non è immediatamente percepibile.
    E' chiaro che il giudizio di conformità tra aspetto esteriore di una stanza e il modello tipico di stanza reclamizzato dagli arredatori è chiaramente discriminatorio rispetto alle esigenze di uno spirito iindomito: certe cose è possibile tenerle in ordine solo pagando il prezzo di non usarle.
    Io, naturalmente, chiamo il mio disordine, "ergonomia", quindi, secondo me, tutto dipende da come si vivono le cose nel proprio spazio.
    Quanto all'ordine come caratterisitica femminile, beh...io sono disordinata e sono donna, il caro Pentothal qua sopra, invece è addirittura preda di raptus anacastici...
    Gabbie lessicali, appunto...

  10. #10
    Ad Majora
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Se una sera d'estate, quasi mattino, una cosa chiamata poesia...

    Originally posted by Unheimlich

    Il disordine è ordine logico! E' questo che sto predicando da anni, da quando ero nel box precisamente, con fatti e parole, e nessuno mi da relazione!
    E credo che l'estetica sia soggettiva così come il criterio di scelta del modo di categorizzare le proprie cose all'interno dello spazio.
    Il fatto è che il disordinato, ma forse sarebbe meglio dire l'estroso, è considerato alla stregua di un matto solo perchè la sua logica interna non è immediatamente percepibile.
    E' chiaro che il giudizio di conformità tra aspetto esteriore di una stanza e il modello tipico di stanza reclamizzato dagli arredatori è chiaramente discriminatorio rispetto alle esigenze di uno spirito iindomito: certe cose è possibile tenerle in ordine solo pagando il prezzo di non usarle.
    Io, naturalmente, chiamo il mio disordine, "ergonomia", quindi, secondo me, tutto dipende da come si vivono le cose nel proprio spazio.
    Quanto all'ordine come caratterisitica femminile, beh...io sono disordinata e sono donna, il caro Pentothal qua sopra, invece è addirittura preda di raptus anacastici...
    Gabbie lessicali, appunto...
    Come non essere d'accordo?

    Condivido in toto. Seppure io non mi ritenga affatto creativo, tanto meno estroso (mi definirei soggettivamente ordinato ) sono costantemente confrontato con il fatto che il mio ordine interno all'esterno sia percepito come caos. Nulla di preoccupante, beninteso... ci ho fatto il callo, come suol dirsi, e lascio che certi sfoghi verbali a me rivolti passino ed io possa ritornare a contemplare il mio ordine

    Originally posted by Pentothal


    Tutta femminile non direi, caro F.B.: anche a me talvolta vengono botte micidiali di "anacastismo estetico" e devo ammettere di aver provato anche io a riporre i libri in maniera "ordinata" (ecco in estrema sintesi: scaffali "hard cover" allineati in modo decrescente per altezza; scaffali "paperback" allineati allo stesso modo, scaffale "da leggere", scaffalae "saggi", scaffale "old books").
    Un particolarissimo "bug" di codesto sistema di catagolazione detto "anacastico estetico" si manifesta in presenza di volumi dalla forma "non standard", per esempio dalla altezza inferiore ad altri ma dalla prominente "profondità". Sono il mio tormento. Dove metterli? Prima di libri molto più alti ma meno "profondi", o tra i libri della stessa altezza, con conseguente bitorzolone proprio in mezzo ad una fila di libri ordinati? Nessuna soluzione è soddisfacente, ma ho optato per la soluzione numero uno, anzi di solito li metto primi così non mi disturbano la vista sensibbbbile.
    Il punto è che questa oscillante equilibrio di forme regge poco, e alla prima consultazione si riproduce l'entropia.
    Anacastia ed entropia sono i limiti del pendolo, altro che Focault.
    Devo confessarlo, caro Pentothal (ma anche Unheimlich): anche io mi sono ritrovato (molto raramente però) a svolgere azioni che potevano essere scambiate per "micidiali botte di anacastismo estetico". Non erano, però, farina del mio sacco, quanto piuttosto amore del quieto vivere... ebbene si: talvolta ho dovuto cedere alle lamentele ed agli sfoghi verbali di cui qui sopra. Il problema, in queste occasioni, era di resistere alla "furia iconoclasta" di mia madre la quale, donna di polso (che mai ( ) mi permise di chiudere a chiave la mia camera), a volte minacciava l'eliminazione fisica del mio "archivio". Dei due mali, quindi, meglio il minore: meglio "mettere in ordine" che non aver più nulla da "riordinare".

    Mi tolga una curiosità: dal suo post credo di capire che quella di "ordine" non sia la condizione "normale" della sua libreria o almeno così mi pare di capire dal suo "anche a me talvolta". Che cosa la spinge? Voglia di rientrare nella comune definizione di "ordine"? Nasce in conseguenza di ricerche (vane: ho letto il suo thread "incavolato" sul fondo) di documenti/libri?

    Lieto, comunque, di constatare che la mia impressione sulla femminilità di certe visioni sia infondata.

    Cordiali saluti

 

 
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