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Discussione: Il web è libero?

  1. #1
    Lucius in fabula
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    Question Il web è libero?

    Il concetto di internet è naturalmente associato, nell' immaginario collettivo, all' idea di libertà.
    Ecco perchè il tentativo di controllo da parte dello stato (v. oscuramento di siti considerati offensivi) genera stupore e indignazione.
    Il web è però una realtà complessissima.
    Una prima riflessione doverosa è sulla sua stessa natura: si tratta semplicemente di computer collegati fra di loro. Dunque la libertà non è intrinseca al sistema, quanto piuttosto deriva dalla difficoltà di un controllo su di esso. Va infatti ricordato che ogni computer collegato è univocamente identificato in tutto il mondo, e che i computer risiedono fisicamente in un paese.
    Dunque non sfugge alla normale legislazione, o quanto meno, non dovrebbe. Lo fa perchè è una realtà troppo estesa per essere controllata. La rete unisce infatti tutto il globo, e la legislazione nazionale non è un mezzo sufficiente per controllarla.
    Quale diritto ha l'Italia, ad es.,su un computer dall' altro capo del mondo? E se quel computer è utilizzato da un Italiano il quale compie un reato, attraverso quel computer, in Italia? Il problema è complessissimo ed apparentemente irrisolvibile. Però si corre ai ripari. E se qualcuno conosce la legislazione internazionale in questo senso, è caldamente invitato a spiegarmi come funziona.
    Ad ogni modo, la rete resta in linea di principio controllata dallo stato. E se quest' ultimo ogni tanto riesce ad esercitare un controllo su di essa, viene normalmente avvertito, quanto meno da un libertario, come un sopruso. Si dimentica però che il problema è a monte, che caso mai è la legge che nega la libertà di opinione. D'altronde non si può giustificare la libertà di espressione in senso assoluto. E' ad esempio illecito diffamare od offendere qualcuno. Ed è considerato normale che un tale atteggiamento venga perseguito. Crea scandalo se ciò avviene sul web. Perchè?
    Non si è forse creato un mito su questa tecnologia?

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  2. #2
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    Predefinito Re: Il web è libero?

    Originally posted by lucius
    E' ad esempio illecito diffamare od offendere qualcuno. Ed è considerato normale che un tale atteggiamento venga perseguito. Crea scandalo se ciò avviene sul web. Perchè?
    per i libertari la diffamazione o l'offesa non e' un reato, ne abbiamo gia' discusso in questo 3d http://www.politicaonline.net/forum/...e&pagenumber=1

  3. #3
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    Come avrai avuto modo di vedere io sono dell'opinione che sotto determinate condizioni offesa e calunnia possono diventare reati, ma non si deve esagerare... Nel particolare porca..donna.com non raccontava cose false su nessuno e soprattutto non offendeva nessuno a meno che non si ammetta che lo stato debba diventare credente e quindi tutelare il buon nome della Santa Madonna. La differenza poi tra Internet e un altro mezzo di comunicazione è data dal fatto, che quel sito poteva essere obiettivamente consultato solamente da chi ne andava in espressa ricerca e che quindi già manifestava marcati orientamenti religiosi. In sintesi: una bestemmia urlata in Tv o un programma blasfemo potrebbe anche offendere chi credente, si imbatte in questo tipo di trasmissioni, ma sul web questo è molto più difficile, quindi la censura risulta essere ancora più immotivata

    Cordialità.
    Se vuoi amarmi, amami per null'altro che l'amore stesso.
    Non dire mai " io l'amo per il suo sorriso, il volto, il modo di parlare " perchè queste cose col tempo possono cambiare, o cambiare per te.

  4. #4
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    io non ricordo come fosse fatto il sito. ma, credo, sisteva una prima pagina abbastanza neutra e solo da quella si poteva entrare nel *vero* sito. In questo caso non dovrebbe esserci reato.

  5. #5
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    le offese PERSONALI potrebbero rientrare nei reati punibili anche nel web, ma con moderazione.
    Invece ogni altra ESPRESSIONE, sebbene "forte" e fin'anco offensiva per CATEGORIE generiche di persone (non so, i cattolici, gli ebrei, i mussulmani, i meridionali, ecc...) NON può ne deve essere perseguita. La web deve rimanere quello spazio libero di espressione di ogni idea ed opinione espressa in qualunque parte del globo. Per certi aspetti è l'unico angolo rimasto veramente libero in un mondo sempre più soffocante ed intollerante, schiacciato sotto il peso del pensiero unico e dei fondamentalismi.
    Difendiamo la libertà nella web!

  6. #6
    Alessandra
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    L’articolo 6 comma secondo del codice penale stabilisce che il reato si considera commesso nel territorio dello Stato, quando su di esso si sia verificata, in tutto, ma anche in parte, l’azione o l’omissione, ovvero l’evento che ne sia conseguenza. Si ha cioè la c.d. *teoria della ubiquità* in base alla quale il giudice italiano conosce il reato sia nel caso in cui sul territorio nazionale si sia verificata la condotta, sia nell'ipotesi in cui sul territorio nazionale si sia verificato l’evento. Pertanto, secondo la Cassazione, nel caso di un iter criminis iniziato all’estero e conclusosi (con l’evento) nel nostro Paese, sussiste la potestà punitiva dello Stato italiano. Poichè si è ritenuto che il reato di diffamazione commesso tramite internet si consuma non al momento della diffusione del messaggio offensivo, ma al momento della percezione dello stesso da parte di soggetti che siano terzi rispetto all’agente ed alla persona offesa, se la percezione avviene in Italia ecco che è competente il giudice italiano. Non solo, l’utilizzo di internet integra una delle ipotesi aggravate di cui dell’articolo 595 codice penale comma terzo: *offesa recata ... con qualsiasi altro mezzo di pubblicità*.

    ** Non appartengo a quella categoria di persone che ritiene il web una sorta di campo sottratto a qualunque tipo di normativa in nome di una libertà che è solo presunta quando questa lede terze persone. Anzi, la sottrazione per molto tempo di internet a qualunque disciplina ha portato la maggioranza delle persone a considerarlo una giungla fatta di non regole. E si sa che l'uomo è davvero uomo quando intende vivere i propri rapporti, anche sociali, attraverso regole ben definite, generali ed astratte e quindi valide erga omnes. La pretesa libertà della rete può rimanere solo una pretesa laddove non vi siano regole da rispettare. Pensiamo per un attimo alla netiquette, norma consuetudinaria che il navigatore ha inteso darsi fin da subito. Il problema è che proprio perchè per molto tempo la rete è stata una giungla, adesso ha gli occhi puntati e si rischia di esagerare in senso opposto. Di sicuro perchè uno dei principali motivi è che fa notizia.

    Saluti.

  7. #7
    Lucius in fabula
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    In primo luogo ringrazio Alessandra dell' informazione.
    Poi vorrei sottolineare quanto ho già espresso, cioè che il web non è LIBERO di per sè. E non deve dunque sfuggire alla legge in altri ambiti applicata. Ad esempio se stampassi e distribuissi nelle edicole una rivista con i contenuti di P*****a.com, anche se mettessi in copertina una pagina di disclaimer che avvisa l'eventuale lettore sui contenuti, sarei perseguito ugualmente (per quanto uno acquisti la rivista per sua scelta).
    Bisogna dunque rendersi conto che il web non è una realtà a parte e dunque non sfugge al controllo dello stato. (In fondo, in molti casi giustamente, vista la possibilità di delinquere che esso offre).
    Vorrei inoltre ricordare, Alessandra correggimi se sbaglio, che un computer collegato in rete è legalmente considerato come il domicilio reale, cioè se violo un computer da internet, l'atto è punibile anche in relazione alla violazione di domicilio prevista dal codice penale.
    Dunque perchè continuiamo a interrogarci su quanto sia giusto controllare o meno sul web, invece di chiederci se non siano alcuni punti della legge italiana a dover essere modificati, ad es. quelli eventualmente ledenti la libertà espressiva?
    Saluti atei a tutti

  8. #8
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    il web non deve essere un territorio di nessuno. dicevo *non dovrebbe esserci reato* nel senso che la legge dovrtebbe permetterlo. Ma le bestemmie sono ancora reato?

  9. #9
    Lucius in fabula
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    Mi pare di ricordare che le bestemmie siano passate da penale a civile recentemente, ma non vorrei dire idiozie.
    Poi vorrei che tu argomentassi la frase "il web non deve essere proprietà di nessuno".
    Non fraintendetemi, anch' io trovo vergognosa la chiususra di p****a.com.
    Però insisto, il web non c'entra. Se lo stato non avesse diritto sul web, non potrebbe neanche perseguire tutti coloro che vi esercitano dei crimini (pedofilia, terrorismo, mafia, etc. etc. etc). E poi scusa, se io e te ci colleghiamo col computer al di fuori di internet, e usiamo questa connessione per gestire dei traffici illegali, lo stato non ha forse il diritto ed il dovere di controllare i dati che ci inviamo? (Internet non è molto diverso, solo un po' più grande) alla fine si tratta di due computer residenti sul suolo italiano...
    E una volta che stabilisci che lo stato può intervenire sul web, gli riconosci il diritto anche di applicare leggi che non condividi, come ad es. la violazione della libertà espressiva.Saluti

  10. #10
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    mi sa che hai letto male: ho scritto che il web non deve essere *territorio di nessuno*, non *proprietà di nessuno*. è il contrario.
    ciao

 

 
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