Io non ho l'abitudine di conciarmi sempre allo stesso modo, ma ho tre o quattro "mises" ricorrenti, che non dipendono affatto dall'occasione o dal luogo dove devo andare, ma dal mio stato d'animo del momento e dalla mia voglia o meno di perdere tempo a vestirmi e truccarmi.
Mise n°1: albanese appena uscita dalla nave dei clandestini.
Adotto questa mise soprattutto quando mi sveglio un quarto d'ora prima dell'orario in cui suona la campanella della prima ora (sono una prof). Essa ha le seguenti caratteristiche: niente trucco, capelli pettinati alla come va va, pantaloni o gonna o camicia o giacca presi rigorosamente di furia dall'armadio, accoppiamenti di colori molto arditi, data la nessuna attenzione prestatavi per mancanza di tempo.
Mise n°2: lupo di mare un po' ammaccato
E' una mise da barca: niente trucco convenzionale, ma pitture da guerra da indiano Sioux, ottenute passando artisticamente entrambe la mani unte di grasso sul viso e da naso e labbra coperti da creme antisolari giallastre potentissime, capelli tipo rasta per effetto combinato di sole, vento e salsedine, pantaloni e maglietta leopardati (effetto macchie di grasso: un bijoux!)
Mise n°3: signora "perbene"
La uso per ricevere i genitori degli studenti o per fare la parte della "moglie" del mio amato bene in occasioni in cui non se ne può fare a meno.
Essa consiste in: trucco leggero, tailleur con broche appuntata, capelli dal taglio perfetto, scarpe decolletès con tacco medio-alto, sorriso appena accennato corrispondente al seguente pensiero:
Finirà pure questa pagliacciata!
Mise n°4: signora radical chic
Viso pallidissimo alla Pierrot, occhi truccati per metterli in risalto, abbigliamento mixato fra quello della signora "perbene" e quello dell'albanese, con , in aggiunta, un tocco etnico, tanto per avallare i peggiori pregiudizi sulla snob radical chic puzza sotto il naso fatti in là che mi fai ombra


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