Ad Haiti, il Vodu è una religione rurale e della popolazione povera dei centri urbani e quindi sia i fedeli che i sacerdoti rispecchiano questa provenienza, per quanto tutti, anche i mulatti, che ostentano un certo disprezzo per queste pratiche, siano soliti ricorrerevi, in quanto il Vodu è una religione che promette concretamente la soluzione di molti problemi.
Il culto dei loa tuttavia non è veramente aperto a tutti, ma è riservato a confraternite di fedeli che operano sotto l'autorità di un houngan (sacerdote supremo) o di una mambo (sacerdotessa suprema), di cui frequentano l’hounfort (santuario). Houngan e mambo, detti anche papa-loa e mama-loa, sono mediatori tra il mondo profano e quello sacro e si ricorre a essi per avere consigli, per chiedere soluzioni ai propri problemi.
I sacerdoti, che non formano nel complesso un clero organizzato, dato che nel Vodu l'unica gerarchia esistente è quella interna a ogni singolo santuario, sono considerati personaggi estremamente potenti.
Una delle loro qualità principali è la cosiddetta prìse des yeux o seconda vista, che si ottiene nel corso di specifici rituali iniziatici di grado elevato che non tutti riescono a superare. Del resto la stessa iniziazione al ruolo sacerdotale, di cui poco si sa, sembra esponga il candidato a una serie di esperienze pericolose che incontra nel corso di un suo viaggio a Ife, dove vivono i loa, e dove viene sottoposto a una serie di prove da parte degli dèi più pericolosi del pantheon.
Il sacerdote, una volta consacrato e riconosciuto tale con la consegna dell'assono sonaglio rituale (fatto con una zucchetta dal manico lungo e sottile 27 ricoperto da una rete in cui sono infilate palline di porcellana colorate, simbolo dei loa, e vertebre di serpente), non ha però terminato la sua istruzione, in quanto egli deve sempre progredire nella connaissance, un sapere esoterico la cui padronanza lo pone al di sopra degli altri e che si acquista in lunghi anni di apprendistato nei gradi più bassi e di pratica continua nei gradi più elevati. Inoltre l’houngan, proprio per la sua vicinanza al mondo soprannaturale, ha un'esistenza diversa da quella dei normali individui e si dice abbia anche una morte diversa, la cosiddetta «morte mistica» per cui, al momento del decesso, il suo corpo scomparirebbe (Kerboull: Le Vaudou :magie ou religion? - Paris, Edition Robert Laffont, 19873). Il buon houngan, come dice Métraux, «è nello stesso tempo sacerdote, guaritore, indovino, esorcista, organizzatore di feste, direttore del coro». Queste conoscenze e attività peraltro lo collocano anche molto in alto nella società civile, tanto che, potendo promettere voti, appoggi e influenze, e spesso anche «lavori» magici, egli ha stretti rapporti con personalità politiche e militari e membri delle classi più elevate, con cui spesso condivide le logge della Massoneria (Herskovits, Life in a Haitian Valley, London and New York, Alfred A. Kopf, 1937) o della Società Bizango, la società segreta di tradizione africana.
Coloro che in traprendono la carriera sacerdotale lo fanno per varie motivazioni, che non escludono il desiderio di arricchirsi, anche se un buon houngan non è giudicato tale per la bontà delle sue motivazioni, ma per il modo in cui lavora. Infatti, se invece di seguire il solco del culto tradizionale dei loa si rivolge, per avere più poteri, ai cosiddetti loa achetés (loa comprati), nel caso questo trapeli, viene guardato con diffidenza e sospetto perché ritenuto capace di travailler des deux mains (lavorare con due mani), che significa usare non solo la mano destra, che corrisponde ai «lavori» leciti, ma anche la sinistra, cioè praticare la stregoneria, un settore che ha specialisti occulti e in cui gli houngan di buona reputazione non dovrebbero entrare.
Al Vodu, come in tutte le religioni, si accede in modo progressivo. Il primo livello in genere è una partecipazione ai rituali e alle attività di quella che è chiamata la Société de l'hounfort, il livello seguente è quello delle hounsi o spose dei loa, gerarchizzate in base agli anni di iniziazione e ai rituali superati; il terzo livello è infine quello dei capi religiosi, cioè dell'houngan e della mambo, che iniziano le nuove hounsi e che sono i mediatori fra la comunità dei fedeli e gli dèi e gli spiriti ancestrali
Da Il Vodu – Luisa Faldini Pizzorno (Xenia edizioni, pag. 43 e seguenti)