M. P.
Berlusconi.
Parola passepartout, che se usata dà sempre i suoi frutti, basta dire "potere berlusconiano", "giornalisti berlusconiani", "aziende berlusconiane" per suscitare riprovazione.
Il suo equivalente simbolico passato è "fascismo", quando lo si infila in ogni discorso e il primo che lo dava all'altro vinceva.
Il "massimo" è "fascismo berlusconiano".
Il contrario è "Pier Paolo Pasolini. Parola magica tanto che dovunque la metti ogni puttanata che dici pare sociologicamente profonda.
Per esempio " come aveva previsto Pasolini, il nuovo fascismo di Berlusconi...."
Servi (e servizietti) deviati.
Si invocano sempre per enfatizzare chiaroscuri e adombrare dietrologie inquietanti. Sono la topica preferita di chi deve vedere sempre dietro anche quanto è tutto davanti. L'ultima volta li ha usati Repubblica riguardo a Feltri, Berlusconi e il caso Boffo.
Una notizia già uscita su Panorama anni fa, riverificata e ripubblicata sul Giornale, è fornita dai "servizi segreti"
Sono talmente segreti che in Italia sono solo una funzione retorica e due sostantivi vaghi: Sisde e Sismi.
La destra non ha abbastanza fantasia per fare altrettanto, un giornalista D'avanzo berlusconiano avrebbe avuto elementi ben più importanti di una
"nota informativa" per montare su un casino: immaginate se una signora più o meno piacente, più o meno bionda, avesse adescato Franceschini o D'Alema o l'umile Walter, se li fosse portati in un letto più o meno grande, e poi se ne fosse uscita a destra avendo registrato tutto. cosa avrebbero scritto su Repubblica?
Non avrebbero tirato in ballo anche la Cia, la Cei, il Cepu, la Lipu?
Elettorato
Quello che vota a sinistra, se vota dall'altra parte è "condizionato", "immaturo", "interessato", "venduto", "manipolato".
L'elettore berlusconiano, come individuo, non esiste.
Per quanto riguarda la popolarità, per fortuna della sinistra è venuta in soccorso la dottrina, la quale afferma che se vince la sinistra il voto è popolare, se vince la destra è populista.
La maggioranza
Vale il principio suddetto, se va al governo la sinistra la maggioranza, anche se per un pelo, per un capello, per un voto, è espressione della volontà del popolo italiano; se vince la destra è quella che opprime la minoranza.
Detta altrimenti: se vince la sinistra si chiama governo, se vince la destra si chiama regime.
La stampa indipendente
Quella che si oppone a Berlusconi.
Sono diventati indipendenti perfino "l'Avvenire", quotidiano dei vescovi italiani, e l'Unità, che solo fino alla settimana scorsa era solo un di partito e sull'orlo del fallimento.
Stessa cosa dicasi per la libertà di stampa.
Se il Giornale rende nota una notizia su Dino Boffo è un killer, se Repubblica scrive per cinque mesi lo stesso film porno su Berlusconi è in pericolo la libertà di stampa.
La Chiesa
Finiti i tempi di don Camillo e Peppone, finiti ormai anche quelli delle ingerenze non gradite. La Chiesa, da qualche giorno, dopo gli anatemi della Cei contro Berlusconi, è diventata il baluardo della libertà, citata perfino da Massimo D'Alema, e Repubblica.
Anni e anni di battaglie per i diritti civili e laici (pax, Dico, cellule staminali, divorzi, pillole abortive, libera Chiesa in libero Stato), anni e anni di distinzioni tra cattolici e laici buttati alle ortiche in una settimana.
Dove noi atei anticlericali liberali libertari abbiamo gioito, a sinistra, per chiunque, Dino Boffo è diventato di colpo il simbolo della resistenza, un martire dell'illuminismo e del liberalismo, un Gobetti, un fratello Rossetti, per Concita De Gregorio "un eroe, e per D'Avanzo, che non si fa mai avanzare niente: "Il delitto è compiuto".
Papi Mondadori Editore
Editore dei libri antiberlusconiani professionisti che pubblicano per Berlusconi:
Roberto Saviani, Concita De Gregorio, Eugenio Scalfari, Dario Fò, Niccolò Ammanniti, Andrea Camilleri, Sabina Guzzanti, e molti altri firmatari dell'appello per la libertà di stampa contro il "regime" di Silvio Berlusconi, proprietario della Mondadori.
Non chiedete "se c'è il fascismo perchè pubblichi con Berlusconi?"
La verità è che Rizzoli, Feltrinelli, Laterza, Giunti, Longanesi, Guanda, Mauri-Spagnol, Newton Compton, Baldini&Castoldi e tutta la restante fetta del mercato editoriale non li vuole o non li paga quanto papi, la scusa a cui bisogna far finta di credere è che non ci sarebbero altri editori, "ha tutto in mano Berlusconi".
dal IlGiornale.it - Le ultime notizie, attualità, politica, economia, meteo 07 09 09
saluti




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