Intervista a mustafa' Barghauti del 6-7-2002 ramallah

La situazione in Palestina sta diventando intollerabile e quello che gli
israeliani stanno facendo va oltre la soglia di accettabilita', sono andati
ogni oltre limite e la situazione in cui ci troviamo e' di una popolazione
intera in prigione.Hanno reso ogni citta' e ogni villaggio delle gabbie e in
piu' hanno messo il coprifuoco cosi' che non si possono muovere
all'interno.Penso che gli israeliani stiano procedendo in maniera sistematica
con quattro operazioni come obiettivi:

1) rioccupazione completa della palestina e la rioccupazione completa diGaza.
Ganno gia' sotto controllo il 64% della striscia di gaza, hanno gia'
distrutto gli accordi di Oslo e tutti gli altri accordi precedenti, non c'e'
piu' un'autorita'palestinese in tutta la Cisgiordania.
Quello che abbiamo e' un leader in prigione,Arafat nel suo complesso, e
chiunque voglia vederlo deve avere un'autorizzazione israeliana compreso i
ministri palestinesi.
Quindi il presidente e' in prigione, tutta l'autorita'in prigione, il popolo
in prigione e abbiamo occupazione totale e questa e' molto peggio di quella
che avevamo prima di Oslo.
Perche' prima di Oslo non avevamo questa completa impossibilita' di muoverci
tra le citta', non avevamo il divieto per le persone di usare i propi mezzi
per potersi muovere, potevamo andare Gaza, a Gerusalemme con le nostre
macchine e non avevamo i tanks nelle citta', la militarizzazione non era
cosi' come e' adesso.
Stanno arrestando persone ovunque, hanno gia' arrestato piu' di 20 mila
persone e ancora oggi sono detenute 7 mila persone e la cosa va ancora
avanti.

2) l'espansione degli insediamenti, approfittando della distrazione delle
persone per tutto quello che succede, per annettersi i territori, hanno gia'
piani per occupare il 42% della west bank (rapporto di B'T SELEM
organizzazione israeliana sui diritti umani),stanno gia' ridefinendo i
confini e stanno minando quindi la possibilita' -due stati due popoli- la
possibilita' di un qualsiasi accordo di pace. Sharon questo aveva in mente e
questo sta facendo e per sostenere questa occupazione israele sta creando il
peggiore degli apartheid, persino persone che ci hanno visitato dal sud
africa hanno dichiarato che cio' ache abbiamo noi e' peggio di quello che
loro hanno vissuto.
Ci sono dei dati su cui fondare cio, la soglia di poverta' in israele e' 20
dollari procapite al giorno quella palestinese e' di 2 dollari procapite al
giorno. Oltre il 75% della popolazione in palestina vive sotto la soglia di
poverta'. la GDP pro capite per i palestinesi e' 800 dollari per gli
israeliani di 18mila dollari, questo e' ancora peggio se si tiene conto che i
prodotti che i palestinesi comprano sono allo stesso prezzo di acquisto degli
israeliani. Noi possiamo utilizzare 50 metri cubi d'acqua procapite all'anno
nellaq cisgiordania, mentre gli israeliani possono usare 1450 metri cubi
d'acqua procapite all'anno.quindi e' una discriminazione netta ovunque. E
adesso non possiamo neppure utilizzare i nostri mezzi, le nostre macchine,
anche le strade sono di fatto solo per gli israeliani. In america quando vi
erano le discriminazioni razziali contro i neri, questi non potevano
utilizzare gli stessi auobus ne' entrare in alcuni negozi, noi non possiamo
neppure usare le strade, ci hanno tolto qualsiasi liberta' di movimento.

3) isolamento e chiusura dei centri,crreando cosi' 100 piccole prigioni in
tutta la w.b., gia' 66 persone donne e bambini , sono porti perhce' non gli
e' stato consentito di attraversare un check point. Donne incinte non possono
raggiungere gli opsedali e persone che hanno subito arresti cardiaci non
possono raggiungere gli ospedali. 500 cliniche governative non possono
funzionare perche' gli manca il personale medico che e' impossibilitato ad
arrivarci. il 73% della popolazione palestinese e' priva di qualsiasi
assistenza medica, il sistema scolastico e' completamente paralizzato, le
universita' sono chiuse, la gente non puo' andare a lavorare, il 62% delle
persone sono disoccupate.

4)israele vuole distruggere il tessuto socio-economico palestinese come se
volessero smantellare questa societa', farli perdere la funzionalita'. Penso
che Sharon e la sua criccaabbiano in mente come prossimo obiettivo il
trasferimento della popolazione palestinese. Adesso stanno distruggendo la
sua capacita'a sopravvivere po passeranno a distruggere la sua capacita' a
permanere a restare sul proprio territorio.
Quindi la situazione e' molto pericolosa ed e' molto pericoloso il processo
che si sta mettendo in atto. Possono essere considerati crimini di guerra.
Parlano di riforma del sistema palestinese, come se la riforma possa
risolvere tutto. Noi abbiamo sempre voluto riformare il nostro sistema,
abbiamosempre cercato di muoverci verso la democrazia e le elezioni, ma a
loro non e' mai interessato, quando pensavano che Arafat sarebbe bastato, ma
quando Arafat si e' rifiutato di firamare alcuni accordi, di essere un
collaboratore si sono improvvisamente ricordati che il sistema e' corrotto e
che c'e' bisogno di riforme e di democrazia. Noi abbiamo risposto che
vogliamo la riforma ma con i nostri metodi , deve essere genuina e deve
avvenire con un processo palestinese, vogliamo avere eleaioni e per avere
elezioni libere dobbiam0o avere una presenza internazionale che porti via i
tanks dalle strade, solo cosi' le persone saranno libere di scegliere.
Abbiamo dato vita ad una nuova iniziativa politica qualche settimana fa, il
cui scopo e' quello di unificare i palestinesi e mantenere il tessuto
socio-economico e quindi unirsi allo sforzo che gia' sta facendo la societa'
civile palestinese,di modo che il mondo sappia che non c'e' solo la scelta
tra autocrazia e fondamentalismo ma che esiste anche una terza via, una via
civile che stiamo proponendo e che e' leale alla causa nazionale palestinese
e al diritto all'indipendenza della popolazione palestinese.

Non pensiamo che la palestina possa evolvere verso una democrazia se non si
risolve la questione dell'occupazione.

So che adesso e' tempo di vacanze in europa ed e' difficile organizzare le
cose, ma la situazione pui e' molto pericolosa e le persone hanno bisogno di
tutto l'aiuto possibile. Abbiamo bisogno che voi lavoriate su molte cose.
Prima di tutto abbiamo bisogno di qualsiasi aiuto per consentire al popolo
palestinese di sopravvivere attraverso progetti,iniziative, aiuti medici. Il
peso su di noi e' troppo grave e le persone sono molto povere, e' quindi
importante organizzare iniziative di solidarieta' nei vostri paesi di
origine, manifestaioni, proteste, interpellanze parlmentari.
i governi europei non stanno favendo un buo lavoro, ma stanno facendo
semplicemente quello che dice l'america, non si intravede una posizione
indipendente europea. C'e' un grosso gap tra le persone e i governi in
europa, ed e' arrivato il momento , io penso, che le persone facciano
pressione sul governo e penso che questo puo' avvenire attraverso i media,
portando la realta' dei fatti alle persone e facendo pressione sui politici
erche' cambino le loro posizioni.
La terza cosa pensiamo che si possa fare e' la pressione su israele e
pensiamo che il modo piu' efficace sia il boicottaggio di tutti i prodotti
israeliani, il boicottaggio di tutte le attivita'israelianecome
attivita'culturali, musicali, sportive ma con uno slogan molto chiaro-
boicottare fino alla fine dell'occupazione. Non pensiamo sia piu' suficiente
boicottare i prodotti degli insediamenti ma che sia ormai l'intero stato
israeliano ad occuparci oppprimendo non solo gli insediamenti.E infine
ovviamente c'e' il livello legale.