Che ci faccio qui?
“Che ci faccio qui? Perché hanno invitato me a parlare all'industria musicale? Non sono un pezzo grosso del rock, non ho Grammy in bacheca per farmi bello, non ho un PC e non faccio downloading. Mi ritengo un artista visuale a tutto tondo, un DJ part time e soprattutto un fan scatenato della musica. La musica è la mia ossessione".
La musica ai tempi di Internet.
"Cosa ha determinato il boom di Napster prima e l'effetto volano sugli altri siti poi? Semplice: la gente ha fame di SCELTE. Ma l'opzione dell'industria discografica è: MENO SCELTA.
“Mi sono chiesto perché, praticamente ancora bambino, cominciai a comprare dischi. Mi sono risposto: 'Per ascoltare a ripetizione e quando volevo la musica che avevo scoperto e che mi piaceva, senza dovermi sorbire l'altra merda che passava la radio o, peggio, la pubblicità'. Ma come fu che sviluppai questa passione insana per i negozi di dischi…? Mi sono detto: 'Ci andavo perché potevo ascoltare un sacco di musica prima di comprarla: come tutti i ragazzini, non avevo abbastanza soldi per tutto ciò che mi interessava’. Oggi, quando guido, nella mia auto ascolto solo demo; quelli che non mi piacciono li getto dal finestrino, quelli buoni li risuono a tutto volume! Non ascolto la radio. Adoro le sorprese. I fan della musica adorano le sorprese. Ma nessuno parla più con i fans della musica. Chi governa la musica dice che io sono un 'marchio'. Io non sono un 'marchio'!!! Questa è esattamente l'idea alla quale mi sono sempre ribellato e per la quale sono sempre restato indipendente…".
Musica e corporation.
"…Questa è la musica vissuta nell'era e con le regole delle corporation, signori. Prendiamo il caso principe, ClearChannel (che deve solo ringraziare la premiata ditta Clinton-Gore per avergli permesso di acquisire tutto questo potere…): è in regime di quasi monopolio per quanto riguarda i concerti (possiede anche la maggior parte dei locali dove si suona, ormai!) ed è proprietaria del 60% delle emittenti radiofoniche degli Stati Uniti. Non mi sembra una situazione molto diversa da un regime totalitario comunista, nella sostanza… Con che risultati? Che la musica è omologata, che regna la 'payola', che i talenti locali sono soffocati, che la qualità non esiste più e che le informazioni sono depresse e addomesticate nel nostro ambiente.
"…Per ogni barriera digitale che una corporation o il governo cercano di frapporre tra la musica e i fans, ci sarà sempre un ragazzino che riesce a mandare tutto a puttane: dopo Napster, sono nati 38.000 siti 'peer to peer' per fare file sharing in rete. E cosa fa l'industria? Insiste sui vecchi schemi nonostante la scena non sia più quella. Rende gli artisti dei supereroi. Li chiama 'marchi'. Li fa diventare cose irraggiungibili. E allora è normale che un ragazzino non pensi di fare nulla di male copiando e condividendo i brani del suo idolo, tanto quello è pieno di soldi.
"…Io ringrazio il cielo di riuscire a guadagnarmi da vivere mediante il casino che combino e i guai in cui mi ficco. La mia missione è utilizzare la mia 'piattaforma' per preservare la libertà e l'integrità; e non tanto per 'me, l'artista', quanto per 'me, il fan'".
Vivi e lascia vivere.
"…Cosa dovrebbe fare l'industria discografica? Vivi e lascia vivere. E usare la memoria. Oggi ci sono dirigenti discografici che non distinguono tra la musica e un insetticida, perché sono espressioni di multinazionali che la musica non l'hanno mai vissuta, figurarsi se la amano. La discografia dovrebbe ricordarsi come sono nati tutti i classici del rock: grazie al genio di artisti locali che venivano suonati da radio locali e scelti da DJ a cui piacevano realmente e che erano liberi di passare la musica che ritenevano buona.
"… Quante ne abbiamo sentite in passato, e non impariamo niente. Ricordate quando l'industria cinematografica gridò allo scandalo: 'Il noleggio di film sarà la rovina del cinema!'. Bum! Si è rivelata la più grande doccia di denaro che sia mai piovuta sulla loro testa, ha moltiplicato le occasioni di fare soldi da un film. E noi? Mi viene in mente quel bollino sui dischi, me lo raffiguro come una vocina piagnucolosa: 'Home taping is killing music'. La musica, come si è visto, non è mai morta di cassette… Anche uno come Snoop Dog deve l'inizio della sua fortuna alle cassette, che passava di mano in mano ai conoscenti per farsi ascoltare, e a qualche pazzo talent scout che batteva il ghetto alla ricerca di novità. A proposito, qualcuno qui in sala sa dirmi il nome di una rockstar sovietica…?".
Fare causa non è la risposta.
"…Fare causa non è la risposta. La risposta è dare alla gente qualcosa che non riesce a ottenere in nessun altro modo… Teniamo presente che 'burning' e 'downloading' sono due rotture di palle: sarebbe ben più comodo passare dal negozio e comprare il disco anziché stare a armeggiare col PC. Sarebbe più bello avere in mano l'originale, con la sua bella copertina, il booklet e qualcosa di speciale dentro. Ma i CD costano troppo. La risposta è: qualità, integrità e ingaggiate giovani fan per scoprire buona musica.
"…I Dead Kennedys sono la tipica band che viene piratata nel mondo del merchandise. Volete provare a intercettare tutti i falsari di t-shirt e avere successo? No, scordatelo. Ma un modo per fotterli c'è: fare magliette migliori!".
(Giampiero Di Carlo)
www.rockol.it




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