Il bersaglio del “fucilino” di Parigi non era Chirac
ma chi vuole arginare l’ondata di immigrazione
di Massimiliano Ferrari
Il problema vero della Francia e dell’Europa, lo sanno anche i sassi, è l’immigrazione clandestina e non, soprattutto musulmana, specie in Francia dove i maomettani raggiungono il ragguardevole numero di 5 milioni. Un problema enorme per Chirac che da una parte deve accontentare le esigenze e le richieste di chi l’ha eletto nella speranza di ottenere ordine e sicurezza e dall’altra non può far arrabbiare le varie comunità nordafricane presenti nel paese. Comunità che insieme alla sinistra, hanno già strepitato e gridato allo scandalo settimana scorsa allorché il ministro dell’interno e il presidente hanno annunciato un duro giro di vite sulla questione immigrazione e hanno illustrato seri piani di pulizia delle banlieu dove l’unica autorità rispettata è l’imam della moschea di quartiere. «Arriva la polizia» - ha detto in sintesi Chirac - e la sinistra ha risposto con le solite accuse: fascista, amico di Le Pen.
Un accostamento quello con il capo del Fronte Nazionale che Chirac, che ambisce a entrare nella storia come novello De Gaulle, non può sopportare e che non risponde nemmeno a verità, perché lui ha sì scopiazzato il programma del Fronte, ma le risoluzioni forti contro l’immigrazione non le vorrebbe e le attua solo perchè spinto dalla gente. Una situazione imbarazzante dunque, ma dall’imbarazzo, avendo la sorte per amica, in qualche modo si esce, magari grazie a qualche giovane squilibrato che spara con un fucile da luna park - gittata 25mt- al povero presidente che in quel momento si trova ad una distanza 10 volte più grande. Guarda caso si scopre poi che il giovane in questione è di destra, un “fascista”, un lepenista, che odia Chirac perché Chirac non è fascista è democratico, anzi, è il campione della democrazia. Guarda caso, altro caso, l’eroe che salva il presidente deviando il tiro del fuciletto da baraccone è un tizio che si chiama Mohammed Chelali... uno che porta il nome del “Profeta”. Morale della favola: la democrazia francese è salva grazie ad un immigrato integrato (le bon sauvage) che ha salvato Chirac che, come dimostrano i fatti, non è paragonabile ai lepenisti e ai loro amici che, anzi lo odiano in quanto campione di democrazia e cercano di ammazzarlo. Risultato numero uno: Chirac santificato (con i giornali che scomodano il povero Kennedy che ebbe ben altra sorte) e sinistra scatenata nella solita ridicola denuncia dell’inesistente complotto neonazista.
Risultato numero due: attenzione spostata: il problema dell’Europa non è più l’immigrazione, ma la destra, gli xenofobi, e per estensione tutti quelli che vorrebbero arginare il fenomeno immigrazione. Obiettivo finale: la messa al bando di tutti quei partiti che danno fastidio. Fantasie? Forse, ma in Europa delle cosiddette leggi antixenofobe (in verità liberticide) si parla da mesi e il fucilino dei Campi Elisi regala polvere da sparo a chi aveva già esaurito le pallottole.




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