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  1. #1
    fiorirà l'aspidistra
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    Predefinito Sullo scaffale di ogni libertario

    Maledetti Americani è l'ultimo libro dell'opinionista del Giornale Massimo Teodori, deputato e senatore del Partito Radicale dal 1979 al 1992. Con una narrazione chiara e lineare, l'autore elenca personaggi, eventi, protagonisti della storia del pregiudizio antiamericano. Da Mussolini a Togliatti, da Bossi a Tiziano Terzani, da Evola a Veneziani, l'odio per gli Stati Uniti a destra, a sinistra e tra i cattolici. Splendido.

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  2. #2
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    Predefinito Re: Sullo scaffale di ogni libertario

    Originally posted by Franci
    Maledetti Americani è l'ultimo libro dell'opinionista del Giornale Massimo Teodori, deputato e senatore del Partito Radicale dal 1979 al 1992. Con una narrazione chiara e lineare, l'autore elenca personaggi, eventi, protagonisti della storia del pregiudizio antiamericano. Da Mussolini a Togliatti, da Bossi a Tiziano Terzani, da Evola a Veneziani, l'odio per gli Stati Uniti a destra, a sinistra e tra i cattolici. Splendido.

    C&C
    Franci
    Anche Rothbard era antiamericano, almeno per quanto riguarda l'America del '900.
    Come la mettiamo?

  3. #3
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    Predefinito

    In tutta sincerità, il libro di Teodori è una totale accozzaglia di luoghi comuni e affermazioni apodittiche. Leggetelo, ma solo se non avete proprio nulla da fare e se avete letto e riletto proprio tutti i libri che vi interessano.

  4. #4
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Sullo scaffale di ogni libertario

    Originally posted by ARI6


    Anche Rothbard era antiamericano, almeno per quanto riguarda l'America del '900.
    Come la mettiamo?
    Caro ARI6, nonostante la diversità della maggior parte delle nostre opinioni, quando ti dimostri così obiettivo mi stai immensamente simpatico
    Contro certi luoghi comuni istituzionali, tipo il SIAMO TUTTI AMERICANI, di un anno fa, a suo modo totalitario, Rothbard rappresenta un ottimo strumento critico. Un invito a pensare con la propria testa sempre.
    E poi hai ragione. Rothbard fu critico verso Reagan, non era d'accordo con l'invito della Rand a bombardare l'URSS per affermare la libertà universale. Di fronte ad ogni situazione o problema sapeva valutare con giudizio, mai sull'enfasi o sull'ideologia.
    Ho molto da obiettare sulle sue idee, ma ne ammiro la coerenza, l'onestà d'animo e lo spirito davvero libero.
    Ciao.

  5. #5
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    Predefinito Re: Re: Re: Sullo scaffale di ogni libertario

    Originally posted by claudio ughetto


    Caro ARI6, nonostante la diversità della maggior parte delle nostre opinioni, quando ti dimostri così obiettivo mi stai immensamente simpatico
    Contro certi luoghi comuni istituzionali, tipo il SIAMO TUTTI AMERICANI, di un anno fa, a suo modo totalitario, Rothbard rappresenta un ottimo strumento critico. Un invito a pensare con la propria testa sempre.
    E poi hai ragione. Rothbard fu critico verso Reagan, non era d'accordo con l'invito della Rand a bombardare l'URSS per affermare la libertà universale. Di fronte ad ogni situazione o problema sapeva valutare con giudizio, mai sull'enfasi o sull'ideologia.
    Ho molto da obiettare sulle sue idee, ma ne ammiro la coerenza, l'onestà d'animo e lo spirito davvero libero.
    Ciao.
    Grazie dei complimenti
    Quanto a Rothbard, mi sembra chiaro che da un punto di vista libertario non si possa che criticare il militarismo di stato. Il problema è che qualcuno usa Rothbard per una critica totale agli USA e poi magari difende il welfare in Italia. Non è una coerenza rothbardiana...

  6. #6
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Re: Re: Sullo scaffale di ogni libertario

    Originally posted by ARI6


    Grazie dei complimenti
    Quanto a Rothbard, mi sembra chiaro che da un punto di vista libertario non si possa che criticare il militarismo di stato. Il problema è che qualcuno usa Rothbard per una critica totale agli USA e poi magari difende il welfare in Italia. Non è una coerenza rothbardiana...
    Condivido. L'antiamericanismo di Rothbard non ha nulla a che vedere con quello attuale. E' un critica alla deriva statalista che gli States hanno intrapreso nel 900. Io di Rothbard ho solo letto "L'etica della libertà", da quel che ho capito, però (anche attraverso letture di seconda mano) mi è sembrato che egli rappresenti la punta estrema dell'anarco-capitalismo: una radicale critica allo stato, al welfare e un'attenzione alla persona in sé. Egli era per il mercato ed avrebbe privatizzato tutto, persino la polizia. Potremmo ritenere la sua filosofia una commistione di razionalità, tomismo, liberalismo, anarchismo e difesa del mercato. I suoi riferimenti sociali erano l'America dei Padri Fondatori e le comunità dei Paesi Bassi nel rinascimento.

    Ti faccio una confessione: ho avuto anch'io un periodo in cui mi sono interessato all'anarco-capitalismo. Forse mi ha persino affascinato, non so... E' proprio in base alla coerenza di cui parli sopra che ho deciso di rifiutarne i presupposti. Credo, insomma, che questa filosofia empirica non porti ad una società basata sull'uomo, bensì al puro soddisfacimento dell'Ego Emotività. Basta leggere Enclave per accorgersene: non ci si basa tanto sui principi del libertarismo, bensì sull'esasperazione del presente, semplicemente non statalizzato. Con in aggiunta la solita critica al comunismo più immaginato che visto. Come sai, non sono comunista e ne sono un critico, però mi sembra riduttivo basarsi tuttora sulla dicotomia socialitari-capitalisti che questa filosofia porta avanti.
    Ciao.

  7. #7
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Sullo scaffale di ogni libertario

    Originally posted by claudio ughetto
    [B]

    Condivido. L'antiamericanismo di Rothbard non ha nulla a che vedere con quello attuale. E' un critica alla deriva statalista che gli States hanno intrapreso nel 900. Io di Rothbard ho solo letto "L'etica della libertà", da quel che ho capito, però (anche attraverso letture di seconda mano) mi è sembrato che egli rappresenti la punta estrema dell'anarco-capitalismo: una radicale critica allo stato, al welfare e un'attenzione alla persona in sé. Egli era per il mercato ed avrebbe privatizzato tutto, persino la polizia. Potremmo ritenere la sua filosofia una commistione di razionalità, tomismo, liberalismo, anarchismo e difesa del mercato. I suoi riferimenti sociali erano l'America dei Padri Fondatori e le comunità dei Paesi Bassi nel rinascimento. [b]
    Si, diciamo che Rothbard è sicuramente un americano....gli antiamericani sono quelli che da Lincoln in giù han tradito lo spirito dei Founding Father.


    Ti faccio una confessione: ho avuto anch'io un periodo in cui mi sono interessato all'anarco-capitalismo. Forse mi ha persino affascinato, non so... E' proprio in base alla coerenza di cui parli sopra che ho deciso di rifiutarne i presupposti. Credo, insomma, che questa filosofia empirica non porti ad una società basata sull'uomo, bensì al puro soddisfacimento dell'Ego Emotività.
    Se postuli che l'uomo lasciato libero sia un animale a-sociale allora si....ma noi crediamo nell'opposto

    Basta leggere Enclave per accorgersene: non ci si basa tanto sui principi del libertarismo, bensì sull'esasperazione del presente, semplicemente non statalizzato.
    Non l'ho capita, puoi spiegarti meglio

    Con in aggiunta la solita critica al comunismo più immaginato che visto. Come sai, non sono comunista e ne sono un critico, però mi sembra riduttivo basarsi tuttora sulla dicotomia socialitari-capitalisti che questa filosofia porta avanti.
    Ciao.
    Mi pare evidente che si combatta chi con più forza attenta alla libertà dell'individuo, ecco il continuo attacco ai komu, ma non dimanticano di certo di attaccare anche "gli altri"......proprio pensando ad Enclave, basti pensare al numero post-11 settembre.....

    Sa£udi serenissimi da Pippo III.

  8. #8
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Re: Sullo scaffale di ogni libertario

    [QUOTE]Originally posted by Pippo III
    [B]

    Caro Pippo III, rispondo sebbene un po' in ritardo:

    Se postuli che l'uomo lasciato libero sia un animale a-sociale allora si....ma noi crediamo nell'opposto

    Dipende cosa s'intende per libertà, che è un concetto astratto e comprende almeno una ventina di variabili.
    Ma anche premettendo che il fine sia la libertà, la mia critica all'anarco-capitalismo parte proprio da una generalizzazione implicita ad esso: non mi frega nulla della distinzione capitalismo/comunismo. Non m'interessa neppure la risposta anarchica alla Valpreda, romantica e nostalgica a suo modo. Alla logica bakuniniana preferisco rispondere con Krpotkin, che ha scritto sul mutuo aiuto ed aveva (o almeno ha permesso una elaborazione successiva) differente della "socialità". Per gli anarcocapitalisti, la socialità è qualcosa sempre relegabile nelle teorie comuniste, mentre la socialità riguarda semplicemente la capacità umana di creare delle società basate sull'auto-mutuo aiuto, la collaborazione, il reciproco scambio non sempre utilititarista, magari su principi economici differenti. Sarebbe lunga da spiegare, ma le banche del tempo sono un buon esempio di questi principi vecchi come il mondo. Non per forza una società non-comunista deve basarsi sull'individualismo e sull'egoismo, ma bisogna realizzare le basi per una diversa interpretazione della "socializzazione".




    Non l'ho capita, puoi spiegarti meglio

    Premetto che Enclave è fatta discretamente bene, ma spesso degenera in semplicismi ed invettive. Mi spiace, ma questi libertari spesso mi stanno antipatici perché finiscono sempre per turarsi il naso e appoggiare governi obbrobriosi e politici conservatori. Peggio ancora, mi accorgo che vogliono fare gli anticonformisti, ma alla fine la società che auspicano è una società di inquinatori, consumisti, speculatori ecc. Mi chiedo se questa società non ci sia già, semplicemente loro ne prevedono l'esasperazione.
    Grazie ma ne faccio a meno.


    Mi pare evidente che si combatta chi con più forza attenta alla libertà dell'individuo, ecco il continuo attacco ai komu, ma non dimanticano di certo di attaccare anche "gli altri"......proprio pensando ad Enclave, basti pensare al numero post-11 settembre.....

    Con Enclave mi sono fermato al n. 11, poi non ho rinnovato l'abbonamento. Il piglio era sempre più da roba tipo Libero o Il borghese, inoltre ho fatto le mie scelte.

    Saluti differenzialisti.
    Claude.

  9. #9
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    Predefinito

    Caro Pippo III, rispondo sebbene un po' in ritardo:

    Se postuli che l'uomo lasciato libero sia un animale a-sociale allora si....ma noi crediamo nell'opposto

    Dipende cosa s'intende per libertà, che è un concetto astratto e comprende almeno una ventina di variabili.
    Ma anche premettendo che il fine sia la libertà, la mia critica all'anarco-capitalismo parte proprio da una generalizzazione implicita ad esso: non mi frega nulla della distinzione capitalismo/ comunismo. Non m'interessa neppure la risposta anarchica alla Valpreda, romantica e nostalgica a suo modo. Alla logica bakuniniana preferisco rispondere con Krpotkin, che ha scritto sul mutuo aiuto ed aveva (o almeno ha permesso una elaborazione successiva) differente della "socialità". Per gli anarcocapitalisti, la socialità è qualcosa sempre relegabile nelle teorie comuniste, mentre la socialità riguarda semplicemente la capacità umana di creare delle società basate sull'auto- mutuo aiuto, la collaborazione, il reciproco scambio non sempre utilititarista, magari su principi economici differenti. Sarebbe lunga da spiegare, ma le banche del tempo sono un buon esempio di questi principi vecchi come il mondo. Non per forza una società non-comunista deve basarsi sull'individualismo e sull'egoismo, ma bisogna realizzare le basi per una diversa interpretazione della "socializzazione".
    Secondo me, tu hai una visione distorta, o meglio parziale, del libertarismo.
    L’anarco-capitalista riconosce come giuste e “naturali” le istituzioni non statuali quali la famiglia, la comunità locale, la Chiesa, le associazioni private ecc ecc.. e pensa che queste siano messe in pericolo proprio dallo stato. L’esaltazione del libero cambio non è altro che l’esaltazione del libero arbitrio dei singoli, ma in un’ottica libertaria pure una società “comunitarista” (comunista non riesco proprio a dirlo ) purchè volontaria è una società che merita pieno rispetto.

    Non l'ho capita, puoi spiegarti meglio

    Premetto che Enclave è fatta discretamente bene, ma spesso degenera in semplicismi ed invettive. Mi spiace, ma questi libertari spesso mi stanno antipatici perché finiscono sempre per turarsi il naso e appoggiare governi obbrobriosi e politici conservatori.
    L’appoggio ad un qualsiasi politico, da parte di un libertario, c’è nella misura in cui questi attua politiche “liberali”, in questo senso è più facile spendere una parola di approvazione per i conservatori-liberali che per i progressisti-liberal…
    Peggio ancora, mi accorgo che vogliono fare gli anticonformisti, ma alla fine la società che auspicano è una società di inquinatori, consumisti, speculatori ecc. Mi chiedo se questa società non ci sia già, semplicemente loro ne prevedono l'esasperazione.
    Grazie ma ne faccio a meno.
    Secondo me, la società auspicata da i collaboratori di Enclave è una società dove è reato solo l’aggressione all’altrui persona o proprietà, così i comportamenti moralmente riprovevoli non dovrebbero venir puniti.
    In questo senso “l’esaltazione”(anche sarebbe più corretto dire la non criminalizzazione) dei soggetti colpevoli di “reati morali” è un’operazione libertaria e perciò politicaly uncorrect.

    Mi pare evidente che si combatta chi con più forza attenta alla libertà dell'individuo, ecco il continuo attacco ai komu, ma non dimanticano di certo di attaccare anche "gli altri"......proprio pensando ad Enclave, basti pensare al numero post-11 settembre.....

    Con Enclave mi sono fermato al n. 11, poi non ho rinnovato l'abbonamento. Il piglio era sempre più da roba tipo Libero o Il borghese, inoltre ho fatto le mie scelte.

    Saluti differenzialisti.
    Claude.
    De gustibus non disputandum est, ma Enclave, credimi, mi par tutto meno che una rivista “conservatrice”…..
    Cmq è destino di ogni liberale coerente quello di venir definito conservatore dai progressisti e progressista dai conservatori.

    Sa£udi serenissimi da Pippo III.

  10. #10
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    Predefinito

    mi pare che sul numero 13 di Enclave ci fosse la lettera di un lettore che praticamente si diceva stupito del fatto che Enclave gli sembrava filoamericana in tempo di pace e antiamericana in tempo di guerra.
    Ha risposto perfettamente il direttore Facco: Enclave non è ne contro ne pro america, si batte per la libertà degli individui e si permette semplicemente di sindacare in positivo o negativo sulle azioni degli Usa.
    saluti padani

 

 
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