di Mirco Marchiodi
BOLZANO. «La legge sulla toponomastica in questa legislatura non si farà». Luis Durnwalder, pur convinto della necessità di riformare l'attuale regolamento, non lascia spazio a dubbi sulla possibilità di trovare una soluzione a breve. Una doccia gelata per i patrioti sudtirolesi, che per domenica avevano organizzato una manifestazione di protesta sulla cima della «Vetta d'Italia» per piantarci sopra una bandiera tirolese e chiedere che venga ripristinato il nome in tedesco, «Klockerkarkopf» eliminando invece la versione italiana.
«La mia proposta - ha affermato Durnwalder - è concretizzabile, solo che in questi ultimi anni ci sono sempre stati argomenti più urgenti da trattare. Per una legge del genere ci vuole comunque un accordo di larghe vedute».
Non la pensa così il «Gruppo di lavoro per la revisione della toponomastica» - gruppo al quale aderiscono gli Schützen, l'Alpenverein, il Bauernbund e l'Heimatpflegeverband - che domenica pomeriggio, nella sua azione sarà accompagnato da esponenti di tutti e tre i partiti di lingua tedesca con Franz Pahl (Svp), Eva Klotz (Union) e Pius Leitner (Freiheitlichen). Presenze importanti, in particolare quella di Pahl che dovrà cercare di ricucire i rapporti tra il suo partito e le quattro associazioni, incrinati proprio a causa della legge sulla toponomastica. «Mi chiedo - ha affermato il coordinatore del gruppo di lavoro, Bruno Frick - se in questi ultimi tempi sia stato fatto abbastanza per promuovere il nuovo regolamento». A rincarare la dose ci ha pensato Franz Gasser, dell'Heimatpflegeverband: «Se la Svp avesse fatto quel che doveva fare già da un bel pezzo, di questa manifestazione non ce ne sarebbe stato alcun bisogno». A loro, le affermazioni di Durnwalder, non faranno di certo piacere.
Sulla cima - a quota 2.192 metri - gli alpinisti faranno comunque la loro azione simbolica. «Pianteremo una bandiera tirolese, voglio proprio vedere quanto la tolleranza di cui parla An le permetterà di sventolare», ha tuonato il "Bundesmajor" degli Schützen, Luis Zingerle. «Il "Klockerkarkopf" - ha poi continuato - non solo non è la vetta più a nord d'Italia, ma Tolomei non è nemmeno stato il primo a scalarla».
L'azione di protesta voleva però dare soprattutto una nuova spinta alla legge sulla toponomastica. «È ora - hanno dichiarato Frick, Zingerle e Bacher (comandante degli Schützen) - di fare giustizia e ripristinare la verità storica. I residui del fascismo vanno eliminati una volta per tutte, gli unici nomi che devono rimanere sono quelli che hanno una loro storia». Su questo punto è d'accordo anche Durnwalder, che bolla il regolamento attuale come «un'offesa alla storia ed una bugia totale». Ma, almeno nei prossimi due anni, il regolamento non sarà cambiato.
Nel pomeriggio di domenica sarà presentata una risoluzione che conterrà la nuova proposta del gruppo di lavoro. «Alla fine - ha annunciato l'Obmann del Bauernbund, Georg Mayr - non dovrebbe scostarsi di molto dalla attuale posizione della Svp».
Posizione da ricondurre al disegno di legge di Luis Durnwalder - fermo, però, praticamente da due anni e che per un periodo altrettanto lungo è destinato a non essere approvato - che tende a definire i toponimi di interesse provinciale per località, corsi e specchi d'acqua e montagne (circa 600 in tutto), lasciando ai comuni il compito di decidere sul resto.
«La proposta del presidente della Giunta - ha chiuso Pahl - è un compromesso. Penso che il motivo per cui non è ancora stato presentato sia da ricondurre principalmente al fatto che al Governo ci sono Forza Italia ed An, anche perché la soluzione del problema toponomastica è uno dei punti fermi del programma di coalizione». Invece, parola di Durnwalder, non se ne farà nulla.




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