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  1. #1
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    Predefinito Giovanni Paolo I su Mons. Lefebvre



    L' ho incontrato in treno. Seduto di fronte a me, ad un certo punto ha sospesso la lettura della sua rivista e mi ha detto:



    - Scusi, reverendo, ma mi pare che questo Lefebvre abbia ragione; la Chiesa ha veramente cambiato strada, ha consegnato le armi quando, al Concilio, si è pronunciata sulla libertà religiosa.



    Ho chiuso piano il Breviario, che stavo recitando, e ho risposto:



    - Sì, sotto un certo aspetto, il Concilio ha cambiato. Ha pensato a Carlo Magno, che tagliava le teste dei Sassoni, che rifiutavano il Battesimo; a Bernardo Gui, l' inquisitore, che inferì contro i catari della Francia meridionale, ad altri casi simili ed ha umilmente confessato: nella Chiesa del passato, "di quando in quando s' è avuto un comportamento meno conforme allo spirito evangelico, anzi contrario". (DH 12) Il Concilio ha dunque ammesso una serie di fatti non lodevoli, li ha deplorati, ha detto che essi non si devono ripettere; in questo senso ha cambiato. Quanto all' insegnamento del passato, invece, non ha cambiato, se ha potuto affermare: la Chiesa ha sempre "custodito e tramandato la dottrina del maestro degli Apostoli... che nessuno sia costretto ad abbracciare la fede". (DH 12)



    - Il Maestro?, riprese il mio interlocutore. Ma qui - e diede un' occhiata alla rivista - Lefebvre cita proprio le parole di Cristo: "Chi non crederà, sarà condannato".



    Ed io:

    - Un momento. "Sarà condannato". Ma da Dio, ma dopo la vita presente. Il Concilio non s' è mai sognato di dire che siamo liberi davanti a Dio: tutti siamo infatti tenuti a cercare la verità, ad abbracciarla appena conosciuta, a rispondere a Dio ed alla sua Chiesa, se di questa abbiamo accettato di far parte. Il Concilio ha inteso invece parlare della sua libertà davanti allo Stato in cose religiose. Il titolo del documento conciliare, infatti, parla di "libertà sociale e civile in materia religiosa". Il potere polittico, cattolico e no, che - secondo il Concilio - né può costringere ad abbracciare la fede religiosa che non piace, né può impedire dall' abbracciare e professare una fede che piace.



    - Lei, però, non mi ha ancora fatto vedere come il Concilio segua Cristo e gli Apostoli!



    - Se lo desidera, cerco di dirglielo ora. Ricorda la parabola del grano e della zizzania? I servi volevano strappare dal campo la zizzania, ma il padrone: No, lasciate che l' uno e l' altra crescano insieme nel campo fino alla mietitura, cioè fino alla fine del mondo. Solo allora si farà la separazione.



    In altre parole: Gesù, certo, vuole che "tutti gli uomini giungano alla conoscenza della verità"; Gesù ha tante volte invitato i suoi uditori ad aver fede e sulla fede e le opere ci giudicherà dopo la morte.



    Ma la fede suppone un consenso libero. E mai, predicando, Gesù ha imposto le sue verità con la forza; mai ha impedito la propaganda delle opinioni contrarie. Quando Giacomo e Giovanni propossero di far scendere il fuoco dal cielo sui Samaritani, rimproverò i due, dicendo: "Voi non sapete di che spirito siete".



    - Bene, ma mi dica: con certe idee e certi individui che girano per il mondo, non le pare che verrà il caos, se lo Stato lascia correre tutto?

    - Il Concilio non dice di lasciar correre tutto; indica, anzi, due casi in cui lo Stato deve intervenire e limitare.

    - E quali?

    - Primo: quando la libertà religiosa sia usata da qualcuno in modo tale da mettere in pericolo la libertà o i diritti degli altri.

    - E il secondo caso?

    - Riguarda il bene comune e l' ordine pubblico. Lo Stato, infatti, deve essere a servizio di tutti, assicurando una vera coesistenza pacifica nel pluralismo.

    - Cosicché, il Concilio pensa di aver disarmato tutti gli avversari della Chiesa con il suo documento sulla "libertà sociale in cose religiose?"

    - I Padri Conciliari sapevano benissimo che la Chiesa avrà sempre avversari. Premeva loro far sapere a tutti che la Chiesa non si sente avversaria di nessuno; che desidera vivere lo spirito di Cristo suo Signore, il quale si è dichiarato mite e umile, venuto non per farsi servire, ma per servire col metodo del Servo di Jahvè: "la canna incrinata non la spezzerà, e il lucignolo fumigante non lo spegnerà".


    Da "Gente Veneta", Maggio 1977

    riportato da "Humilitas", Agosto 1987

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  2. #2
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    Predefinito Re: Giovanni Paolo I su Mons. Lefebvre

    Originally posted by Lepanto
    Da "Gente Veneta", Maggio 1977
    riportato da "Humilitas", Agosto 1987
    ....In altre parole: Gesù, certo, vuole che "tutti gli uomini giungano alla conoscenza della verità"; Gesù ha tante volte invitato i suoi uditori ad aver fede e sulla fede e le opere ci giudicherà dopo la morte.

    Abrezio Fede ed opere sono oggetto della diatriba kristica luteran/kattokoncussa;
    è filosoficamente + carretto asserire ke solo le opere fanno fede... e x i frutti, riconoscerai l'albero; e poi Gesù, non poteva concutere l'assimilazione del suo msg socio-politico-spirituale mediante promesse di castighi infernali ed eterne condanne.. kuando si dice ke la gente va in kiesa + x timore del diavolo ke l'amore a dio... e ki mai ne avrà approfittato tanto di satanasso !?
    ahahahahahah
    mandi fradi

  3. #3
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    Stavo leggendo i "thread storici" del forum, quando ho letto questo intervento:
    Lepanto riporta un interessante aneddoto,
    personalmente non sapevo nulla..


  4. #4
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Originally posted by Thomas Aquinas
    Stavo leggendo i "thread storici" del forum, quando ho letto questo intervento:
    Lepanto riporta un interessante aneddoto,
    personalmente non sapevo nulla..

    3d interessante (utile l'indice )
    Thomas....di quale aneddoto parlavi? il tema mi interessa, perchè al di là di alcune questioni che ci dividono, in fondo al cuore mi sento lefebvriana

    Fraternamente Caterina LD
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  5. #5
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    Originally posted by Caterina63
    3d interessante (utile l'indice )
    Thomas....di quale aneddoto parlavi? il tema mi interessa, perchè al di là di alcune questioni che ci dividono, in fondo al cuore mi sento lefebvriana

    Fraternamente Caterina LD



    In che senso in fondo al cuore ti senti lefebvriana?
    Gilbert

  6. #6
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Originally posted by Gilbert
    In che senso in fondo al cuore ti senti lefebvriana?
    è presto detto.....quando iniziai ad interessarmi alle "cose della Chiesa" fu proprio nel pieno della bufera lefebvriana.......nell'83 poi se non erro.......la bufera s'inasprì e giunse la scomunica a causa dell'ordinazione di vescovi...Ricordo che ho vissuto con profonda amarezza quei fatti perchè vedevo quanto ci soffriva Giovanni Paolo II.......ricordo che non sapevo bene le questioni dottrinali che ci separavano, all'epoca sapevo a mala pena il Catechismo e ancora non c'era quello nuovo di 500 pagine ma ricordo bene questo distacco come un qualcosa che mi rimase dentro, non so spiegartelo......
    E' l'unico gruppo, movimento, chiamatelo come volete, dal quale comunque sia , non ho letto cattiveria contro il papa......ma un affezione appunto tradizionalista e forse, così ho interpretato io..... una sorta di paura dei frutti del Concilio che io stessa ho provato e sperimentato......tanto da rischiare di (quando mi avviai alla conversione vera e propria) verso una tendenza tradizionalista....
    Ma capii appunto che si trattatava più di perdere un qualcosa che si ritiene PREZIOSA.......ed è forse per questo che in fondo al cuore sono rimasta legata con affetto ai lefebvriani...io credo fortemente che il loro distacco è motivato dal timore di perdere qualcosa che tutti riteniamo preziosa: LA TRADIZIONE......

    tuttavia come ben sappiamo e come abbiamo sperimentato grazie a Giovanni Paolo II ed oggi a Banedetto XVI...non solo NON ABBIAMO PERSO NULLA, ma abbiamo acquistato più qualità.......oggi chi CREDE ed opera attivamente nella Chiesa, lo fa perchè non è solo "un cattolico" ma è CATTOLICO......ed è questo che sottolinea, non dimentichiamolo, il successo della Comunità sempre lefebvriana di Giovanni Vianney in Brasile, è rientrata nella Chiesa.....ottenendo in fondo che cosa? una cosa legittima: mantenere la Messa in latino.......

    C'è un certo aspetto dei tradizionalisti che non dobbiamo perdere di vista: non giudichiamoli esclusivamente per quel che dicono contro il Concilio....una motivazione devono pur trovarla...piuttosto proviamo a leggerli nel cuore e io credo che troveremo in loro quell'affetto bello e veramente sentito per la Chiesa e la TRADIZIONE che forse la metà dei cattolici di tutto il mondo non solo non conosce, ma che forse non ha provato.....e ce lo dicono i fatti.un esempio?
    In Italia i Pentecostali (scusatemi se li cito ma è il mio campo d'azione^__^) delle ADI (Associaione Chiesa Evangelica di Dio, la forma zione più grande e più compatta di questo mondo frammentato) sono circa 450.000, triplicati negli ultimi dieci anni, la metà di loro ERANO DEI CATTOLICI..........

    Perchè dei cattolici se ne vanno dalla Chiesa dall'Eucarestia vera per fare una Cena simbolica?

    Comprendi cosa voglio dire?

    C'è disaffezione..........

    Ecco.......scusami la risposta lunga, ma credo fosse necessaria chiarire che quando parliamo di Tradizionalisti non ci dobbiamo vedere solo nero...sicuramente sono sempre meglio dei Progressisti

    Fraternamente Caterina
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  7. #7
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    [QUOTE]Originally posted by Caterina63
    .....
    Ecco.......scusami la risposta lunga, ma credo fosse necessaria chiarire che quando parliamo di Tradizionalisti non ci dobbiamo vedere solo nero...sicuramente sono sempre meglio dei Progressisti



    Grazie della risposta accorata. Commento solo l'ultimo punto:
    concordo sul fatto che non dobbiamo vedere solo nero nel "tradizionalismo" (sarebbe meglio dire nei "tradizionalismi",
    viste le diverse posizioni culturali riconducibili al fenomeno),
    aggiungo che almeno oggi mi sembra un problema molto, molto
    più grave nella vita della chiesa quello che hai chiamato
    "progressismo"... Sulla tradizione, la liturgia, ecc... mi riconosco in toto nelle posizioni espresse a suo tempo dal Card. Ratzinger.

    Ciao


    P.S.
    A cosa si riferiva Paolo VI quando nel 1972 affermava di avere la sensazione che il fumo di Satana fosse entrato nel tempio di Dio?
    Gilbert

  8. #8
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    Per certi versi progressismo e tradizionalismo sono errori speculari (non a caso ci sono stati celebri casi di "salti" dall'uno all'altro) fondati su una assolutizzazione della modernità ("paradiso" in un caso, "inferno" in un altro) e del Concilio
    Vaticano II (inizio della "vera" Chiesa, fine della "vera"
    Chiesa), solo per citare due snodi decisivi. I tradizionalisti rischiano di cadere nel formalismo, i progressisti nel vitalismo.


    Bisogna riconoscere che sono nate nel mondo molte esperienze di fede, di sano attaccamento alla tradizione, di fedeltà alla Chiesa Cattolica alle quali va la nostra simpatia (o almeno
    la mia). Il progressismo dove attecchisce genera invece una apostasia "silenziosa" (si fa per dire...!).
    Gilbert

  9. #9
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    perfetto!

  10. #10
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    P.S.
    A cosa si riferiva Paolo VI quando nel 1972 affermava di avere la sensazione che il fumo di Satana fosse entrato nel tempio di Dio?


    Last edited by Gilbert on 04-06-2005 at 22:14
    _________________________________________

    Caro Gilbert.....domanda da un milione di euro.... tuttavia basta un pò di meditazione e la risposta l'abbiamo....
    Il "fumo di Satana" non predilige uno schieramento....esso s'intrufola OVUNQUE GLI SIA CONCESSO....e la DISOBBEDIENZA da qualsiasi parte provenga, apre il primo portone a Satana....

    Lo ha spiegato padre Amorth...senza mezze parole denunciando non pochi vescovi che seppur LEGATI A PIETRO.......hanno CONTRIBUITO alla disaffezione dei fedeli verso le dottrine, ad esempio, sull'inferno, il Male, l'azione di Satana....con i loro discorso TIEPIDI.ANNACQUATI....DISTORTI........

    .........
    I tradizionalisti rischiano di cadere nel formalismo, i progressisti nel vitalismo.

    ............

    perfettamente d'accordo Gilbert......ma dai due schieramenti da quale tu ritieni più possibile recuperare qualcosa di buono?

    ma credo proprio che tu abbia risposto:

    Il progressismo dove attecchisce genera invece una apostasia "silenziosa" (si fa per dire...!).
    ................

    ed ecco spiegato il mio affetto per i Lefebrviani...anzichè....per esempio...i teologi della Liberazione....i quali attenzione.sono sempre nelle mie preghiere....perchè essendo il Capo morto per me...non posso che amarli....ma se lo faccio lo faccio a fatica e attraverso di LUI.da sola non riuscirei..........

    Fraternamente Caterina LD
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