Sinistra e girotondi
di Stefano Balassone e Angelo Guglielmi
«Non resta che chiedere alla Rai di assumere sulle proprie spalle la grande responsabilità di compiere un atto propedeutico e preparatorio. L’occasione e lo stimolo concreto sono offerti dal riemergere, con toni sempre più robusti, della “questione Milano”, tutt’altro che nuova nel dibattito sugli assetti della televisione.
È inutile ricordare che Milano è una grande città; basti dire che è la capitale italiana della finanza, dell’industria e della stampa e che, fino a vent’anni fa, era anche la capitale dello spettacolo (cinema escluso) poi smantellata dalla vocazione romano-centrica della Rai (né la nascita della Fininvest, che ha i piedi a Milano ma il cuore a Roma, ha rappresentato una rivincita della realtà milanese).
Il modo concreto che la Rai potrebbe seguire per dare una nuova consistenza alla sua presenza a Milano potrebbe essere quello della costituzione di una società collegata, incaricata della gestione di un canale, e che abbia a Milano le sue funzioni strategiche (salvo poter lavorare e produrre dovunque sia condotta dallo sviluppo della sua linea editoriale).
Per compiere un atto del genere non è necessaria alcuna modifica delle leggi; neppure per fare di questa società un terreno di incontro con capitali privati, un luogo ospitale per tutti gli apporti che possono provenire dal retroterra intellettuale, produttivo e finanziario della capitale lombarda.
E siamo arrivati veramente all’ipotesi minima; ma anche di questa non ci nascondiamo le difficoltà di attuazione. Anch’essa, pur così “piccola”, chiede il verificarsi di alcune condizioni, e cioè che la Rai divenga qualcosa di completamente diverso da quel che è e finisca di essere romano-centrica (e Roma, ahimè, è essenzialmente il Palazzo e i suoi inquilini), rinunciando a costituire una realtà chiusa in se stessa, perennemente in difesa, timorosa che il nuovo possa ferirla.
In particolare, la Rai dovrà adottare con molto coraggio una struttura organizzativa che la apra al massimo nei confronti dell’esterno; dovrà realizzare nel proprio ambito tre vere imprese di canale; dovrà rinunciare a velleitari coordinamenti e maliziose confusioni finalizzate a conservare una dannosa unità burocratica dell’azienda».
* dal libro “La brutta addormentata. Tv e dopo”, edizioni Theoria, 1993. Angelo Guglielmi è l’ex direttore di Raitre e non ha mai nascosto la sua appartenenza alla sinistra. Stefano Balassone è l’ex consigliere d’amministrazione Rai in quota Ulivo, nella gestione Zaccaria, e l’ex responsabile della pianificazione di Raitre




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