E' un detto che ho sentito dalla nascita: da sempre le donne di Casa Savoia sono migliori degli uomini, non mi riferisco a Maria José che nella Seconda Guerra Mondiale fu l'unica che capi' tutto e che si comporto' di conseguenza, ma aveva mille altri difetti, tra i quali quelli di essere una pessima madre.
Mi riferisco a una "vera" Savoia (non una Savoia acquisita): Clotilde di Savoia primogenita di Vittorio Emanuele II e moglie del Principe Napoleone (cugino di Napoleone III) che cosi' rispose a suo padre quando questi gli disse di scappare da Parigi nel settembre 1870, quando la Francia fu sconfitta dall'esercito prussiano e il secondo impero napoleonico crollo': in quel frangente il palazzo imperiale delle Tuileries venne completamente incendiato e Clotilde corse il serio pericolo di venire catturata e linciata a bastonate dal popolo francese inferocito che proclamo' la repubblica e poco dopo la Comune, il primo esempio di stato rivoluzionario "comunista"
Lettera di Clotilde a Vittorio Emanuele II
«L'assicuro che non è il momento per me di partire (…) la mia partenza farebbe il più pessimo e deplorevole effetto. Non ho la minima paura: non capisco nemmeno ch'io possa aver paura. Di che? E perché? Il mio dovere è il rimanere qui tanto che lo potrò, dovessi io restarci e morirci: non si può sfuggire davanti al pericolo (…). Quando mi sono maritata, quantunque giovane, sapevo cosa facevo, e se l'ho fatto è perché l'ho voluto. Il bene di mio marito, dei miei ragazzi, del mio Paese è ch'io rimanga qui. L'onore persino del mio nome; l'onor suo, caro Papà, se così posso esprimermi, l'onore della mia Patria nativa. Tutto questo glie lo dico, dopo aver riflettuto molto. Lei mi conosce, caro Papà, nulla mi farà mancare al mio dovere. E ci mancherei se io partissi in questo momento. Non tengo al mondo, alle ricchezze, alla posizione che ho; non ci ho mai tenuto, caro Papà, ma tengo ad adempiere , sino alla fine, il mio dovere. Quando non potrò più far diverso, partirò (…). Lei non partirebbe, i fratelli non partirebbero. Non sono una Principessa di Casa Savoia per niente! Si ricorda cosa si dice dei Principi che lasciano il loro Paese? Partire, quando il Paese è in pericolo, è il disonore e l'onta per sempre. Se parto, non abbiamo più che da nasconderci. Nei momenti gravi bisogna avere energia e coraggio; li ho, il Signore me l'ha dati e me li dà. Mi scusi, caro Papà, se forse le parlo troppo liberamente, ma mi è impossibile di non dirle ciò che sento, ciò che ho in cuore. Sia convinto che Mammà mi approva dal cielo.»




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