Prima: è immaginabile che le inenarrabili sofferenze patite dal popolo ebraico nel corso dei millenni lo pongano per ciò stesso al riparo da, e al di sopra di, qualsiasi critica?
Seconda: è consentito disapprovare il comportamento dell' attuale governo israeliano senza per questo venir tacciati di antisemitismo?
I giornali della destra italiana giocano su questo equivoco facendo passare per antisemita la sinistra italiana e chiunque censuri il primo ministro israeliano.
Ma anche ad alcuni ebrei piace alimentare l' equivoco.
Ricusando ogni critica e non riconoscendo che esse sono solo e soltanto dirette al governo Sharon.
Non agli ebrei in quanto tali.
Se il leggendario vittimismo ebraico, tanto deprecato da legioni di scrittori yddish, un tempo era ampiamente giustificato dai molti torti subiti, oggi non ha più ragione di essere visto che Israele è divenuto un grande e rispettato Paese.
Lasciate quindi che sia Berlusconi ad avere l' esclusiva del vittimismo.
Non schieratevi, sempre e comunque, dalla parte di chi, al momento, governa in Israele.
Qualsiasi cosa faccia.
Qualunque ignominia commetta.
Ricordatevi che fu Golda Meir a dire che Sharon è un pericolo per la democrazia israeliana.
Ricordatevi che molti intellettuali israeliani, Yehoushua in testa, disapprovano Sharon con parole molto più dure delle nostre.
La vostra filosofia del "right or wrong, my country" è errata.
Se ad Israele capita, come a tutti, di essere wrong di quando in quando, sarebbe opportuno lo ammetteste.
Lasciando ai giornali della Destra italiana il compito di propalare bassezze e falsità.
Sono il loro pane quotidiano.
Non glielo vorrete togliere spero.
Con stima
Gianni Guelfi




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