IERI AL «REDENTORE»
SANT'ANNA D'ALFAEDO (VERONA)
Dalla montagna al mare. Fedele al principio, ribadito ancora oggi, che per vincere la Lega deve essere in mezzo alla gente, Bossi non ha rinunciato a un comizio a 940 metri di altitudine, sui monti veronesi della Lessinia, prima di raggiungere Venezia per la Festa del Redentore. A premiarlo non più di 200-300 persone raccolte sulla piazza del panoramico paese di Sant'Anna d'Alfaedo. Ma non per questo il Senatùr si è risparmiato i polmoni, nonostante l'inedito annuncio pronunciato all'inizio del suo discorso: «Sarò breve, perché devo andare al Redentore». Orologio alla mano, ai fedeli leghisti di montagna - il paese è amministrato da un sindaco del Carroccio - ha parlato per oltre un'ora. E, apparentemente di ottimo umore, non si è negato al rito degli autografi. Poi si è infilato sull'auto blu di ordinanza ed è partito alla volta della laguna. Ad attenderlo a Venezia altre centinaia di leghisti sul ferry-boat noleggiato dal partito - lo stesso mezzo che era stato sequestrato dai Serenissimi per lo storico assalto al campanile - per la cena e i fuochi del Redentore. Un appuntamento cui il segretario federale sembra ormai affezionato, visto che è già la terza volta - la prima con la famiglia, le altre solo - che si lascia attrarre dal fascino della «notte dei foghi».
Ansa




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