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  1. #1
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    Predefinito Palladium: la nuova minaccia del Grande Fratello

    Anno 2004. In un mondo che cresce sotto la bandiera della sicurezza interplanetaria troveremo un nuovo progetto che, se ad oggi ci dice ancora molto poco, tra qualche anno può seriamente segnare il destino della libertà e dei diritti di tutti gli utenti mondiali di personal computer.
    Palladium, questo è il nome dell’iniziativa che le grandi multinazionali ora non vogliono pubblicizzare eccessivamente, ma che, anche grazie a molte notizie che circolano su internet, presto diventerà molto nota. Palladium, come la statua della dea greca Atena che sorgeva a Troia a protezione della città. Solo il nome di questo progetto può essere molto significativo. La notizia di questi giorni è l’unione di Microsoft, Compaq, HP, IBM, Intel e AMD sotto un’unica bandiera per creare un progetto tanto ambizioso, quanto pericoloso: una nuova generazione di software da unire a processori in cui saranno immesse direttamente funzioni di sicurezza.
    Per dirla brevemente, Palladium, sarà la nuova frontiera della sicurezza non più solo a livello di software, ma anche di hardware, come avviene solo nei sistemi militari: in questo modo i nostri computer potranno usare solo ciò che è stato autorizzato dai produttori. Come al solito le multinazionali stanno cercando di mascherare il loro grande progetto commerciale sotto l’egida di obiettivi totalmente positivi per la società: PC immuni dai virus, protezione dati e transazioni internazionali sicure, servizi legali di distribuzione musicale e cinematografica.
    Palladium, per come vorrebbero presentarcelo, sembra la rivoluzione che tutti aspettavamo: gli utenti potranno finalmente navigare in modo sicuro, i produttori (vedi Microsoft o Intel) potranno finalmente vendere una nuova serie di hardware e software che il mondo intero vorrà sicuramente comprare. Ovviamente però non ci viene raccontata l’altra faccia della medaglia. Dal momento in cui questo progetto diventerà realtà i nostri computer saranno “blindati”: non potremo più scegliere il processore o il sistema operativo . I programmi che potremo usare saranno solo quelli decisi dai grandi produttori e tutto questo porterà ad una grande speculazione e alla morte dei programmatori indipendenti. Un PC non potrà più essere assemblato swecondo le necessità dell’utilizzatore, perché Palladium riconoscerà solo le parti autorizzate.
    E questo purtroppo è solo l’inizio. Ovviamente non potremo più scaricare nulla da internet: finita l’era del libero arbitrio telematico, i grandi produttori decideranno in quale modo, con quali tempi e a quali costi potremo accedere alle risorse della Rete.
    E già questo basterebbe per gridare allo scandalo di un nuovo “grande fratello” planetario. Ma c’è altro.
    Una macchina Palladium può essere impostata in modo da bloccare l’accesso a pagine Web ritenute pericolose o dare autorizzazioni solo ad alcune delle e-mail spedite.
    La domanda sorge spontanea: chi controllerà questo efficientissimo sistema?
    Usando Palladium quindi ci esporremo ad un controllo costante da parte delle poche multinazionali che ne detengono il brevetto e che, in questo modo, potranno esercitare un potere enorme e riduttivo del nostro inalienabile diritto di scegliere.
    Le implicazioni di questo progetto riguardano la perdita della nostra capacità decisionale, che rischia di essere sottoposta alle volontà e alle esigenze di mercato dei pochi Bill Gates in possesso dei codici di autenticazione. Chi controlla quest’iniziativa, domani controllerà tutti i computer e la circolazione di informazioni. La situazione è preoccupante. In questa fase possiamo solo gridare al mondo questo scandalo e far in modo che le multinazionali a stelle e strisce non entrino per l’ennesima volta nella nostra inalienabile libertà di scelta
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
    allevatore
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    La soluzione è molto semplice: non comprare questo prodotto.

  3. #3
    ilariamaria
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    una volta che un computerè nostro lo si può anche smontare, modificare, dividere,. chi potrà impedircelo?

  4. #4
    Il Patriota
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    Originally posted by ilariamaria
    una volta che un computerè nostro lo si può anche smontare, modificare, dividere,. chi potrà impedircelo?
    già ma i pezzi da chi li compri?

  5. #5
    Totila
    Ospite

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    Li troveremo al mercato nero...

  6. #6
    allevatore
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    Originally posted by Il Patriota


    già ma i pezzi da chi li compri?
    Mah la verità è che alla fine anche i no-global più estremisti si siedono alla tavola della globalizzazione, perchè i prodotti sono migliori e/o costano di meno. Nessuno ci impedisce di preferire Linux a Windows o Macintosh a Microsoft e così via. Il raggiungimento dell'oligopolio o del monopolio non è certo una novità della globalizzazione, anzi direi che oggi i monopoli sono molto meno forti rispetto a una volta perchè i consumatori hanno un accesso al mercato molto più vasto (soprattutto grazie a internet) rispetto al passato.

    Attenzione a non voler lottare contro i mulini a vento. L'America cavalca l'onda della globalizzazione perchè ha il dollaro, perchè parla inglese e perchè ha un'economia molto aperta e con poche regole. Ma è un dominio temporaneo, prima o poi verrà scalzata o dall'Europa (un'Europa fino agli Urali e non succube degli USA, ovvio) o dalla Cina. O quantomeno non sarà più l'unica potenza egemone.

  7. #7
    ilariamaria
    Ospite

    Predefinito

    in fondo i computer sono solo silice, plastica e intelligenza.

    tutta roba che si può trovare facilmente. e se non si può trovare l'intelligenza si riuscirà sicuramente a trovare chi la copia...


    la pirateria informatica diventerà semplicemente più forte e attrezzata. e sono convinta che molti stati vi ci si specializzaranno, se si arriverà a concretizzare questo progetto.


    eppoi: a parte la new economy, le altre nostre aziende hanno un ricambio tecnologico molto lento, e molto spesso non lo hanno affatto, quando trovano l'equilibrio fra informatizzazione e ottimizzazione della produzione.

    ci sarà il tempo per copiare smontare e rimontare.

    l'importante penso sia non permettere troppa importazione da parte dell'america e cominciare a produrre anche qui computer che costano poco.

 

 

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