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  1. #1
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito Mi vergogno di essere italiano di A. Zanotelli

    Comunicato-stampa
    (11.07.02 ore 13.00)

    ALEX ZANOTELLI SU "MOSAICO DI PACE":
    MI VERGOGNO DI ESSERE ITALIANO!


    "Non mi sarei mai aspettato di ritornare in Italia dopo 12 anni ed essere
    accolto con una legge come la Bossi-Fini." Comincia così l'editoriale
    che
    padre Alex Zanotelli, missionario comboniano, scrive sul numero di
    luglio-agosto di "Mosaico di pace" (la rivista promossa da Pax Christi
    Italia di cui Zanotelli è direttore responsabile) dedicandolo alla nuova
    legge sull'immigrazione, approvata definitivamente oggi dal Senato.
    Una legge che, senza mezzi termini, Zanotelli definisce anti-cristiana.
    "Quello che preoccupa di più della Bossi-Fini" scrive Zanotelli "è che
    mette fra parentesi la persona: quello che interessa è che l'immigrato
    lavori, non che esista come essere umano con una propria cultura o come
    cittadino. In questo senso la legge Fini-Bossi avalla una mentalità
    secondo la quale l'immigrato deve essere una merce da utilizzare.
    L'immigrato è legalmente riconosciuto fintanto che serve al capitale e
    poi
    può essere respinto al mittente."
    E ad essere messa tra parentesi non è solo la dimensione personale, ma
    anche quella sociale mondiale: "Non risolveremo mai il problema delle
    immigrazioni se non risolveremo la profonda sperequazione
    economico-finanziaria che regge questo mondo dove il 20% si pappa l'83%
    delle risorse del pianeta".
    Che fare contro questa nuova legge? Scrive Zanotelli: "Penso che come
    credenti e come uomini non ci rimanga che il rifiuto di una tale
    legislazione. È un insulto sia alla nostra umanità come alla fede
    cristiana. Per questo spero che al più presto la chiesa ufficiale italiana
    possa esprimere il proprio rifiuto sdegnato per questo pezzo di
    legislazione. Ma soprattutto possa far partire un processo educativo di
    base per le comunità cristiane che le porti a vedere nell'altro,
    nell'immigrato, nel diverso, una ricchezza e non un problema. Solo un
    prolungato impegno educativo alla base che rimetta in discussione
    l'ideologia della sicurezza, della tolleranza-zero, l'ideologia della
    nostra superiorità potrà permetterci di sperare che domani come popolo
    potremo esprimere qualcosa d'altro della legislazione Bossi-Fini."
    Infine un appello alla Chiesa italiana: "Vorrei chiedere a questa nostra
    Chiesa italiana il coraggio di far partire un movimento come il sanctuary
    movement (il movimento per il diritto di asilo). Questa esperienza nasce
    negli USA negli anni '80 per aiutare gli immigrati provenienti dal
    Salvador, Guatemala, Nicaragua, che, restituiti ai loro governi, avrebbero
    dovuto affrontare la prigione o la morte. Le comunità ecumeniche di
    resistenza forti della tradizione biblica del diritto di asilo (santuario)
    si facevano carico di determinati soggetti a rischio. Se la polizia
    minacciava di arrestarli, tutta la comunità faceva quadrato attorno ad
    essi ed iniziava il cammino di difesa in corte. È solo un suggerimento."

    Il testo completo dell'editoriale può essere richiesto alla redazione
    di
    "Mosaico di pace"
    Via Petronelli, 6 - 70052 Bisceglie (Bari)
    tel. 080/ 3953507; [email protected] mailto[email protected]
    www.paxchristi.

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  2. #2
    Paul Atreides
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    Se si vergogna può sempre tornarsene nella savana...per altri 12 anni


    PS. E si ricordi stò Zanotelli che tra i primi a non rispettare la cultura di africani & co sono stati proprio i suoi consimili missionari

    Morale della favola: si consiglia urgente ritorno in savana o ritiro in cenobio trappista con annesso obbligo del silenzio

  3. #3
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    Predefinito

    Originally posted by Paul Atreides
    Se si vergogna può sempre tornarsene nella savana...per altri 12 anni


    PS. E si ricordi stò Zanotelli che tra i primi a non rispettare la cultura di africani & co sono stati proprio i suoi consimili missionari

    Morale della favola: si consiglia urgente ritorno in savana o ritiro in cenobio trappista con annesso obbligo del silenzio
    Mi hai tolto le parole di bocca....con che coraggio parlano loro di rispetto per le diversità,rispetto per le tradizioni altrui....loro che rompono i CXXXXXXI a mezzo mondo,cercando di convertirli al cattolicesimo o cristianesimo,dicendo che solo questa religione dà la salvezza eterna,che solo questa religione insegna pace e armonia,eccecc!
    Con la scusa dell'insegnare a leggere e a scrivere cominciano a fare il lavaggio del cervello alla gente già da piccoli,riempendoli come un tacchino di storie sulla chiesa,praticamente fadencoli diventare cristiani a forza!Incomincino loro a rispettare le fedi altrui!
    Si vergognino!Restino nei loro paesi e nelle loro chiese!
    Come dice il nativo americano Vine Deloria Jr. nel suo libro "Custer è morto per i vostri peccati"
    "Uno dei pià grandi problemi indiani è quello dei missionari.Si dice che quando arrivarono,essi avevano la Bibbia e noi la terra.Ora noi abbiamo la Bibbia e i missionari hanno la terra!".

  4. #4
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    Esatto, chi lo obbliga a tornare in Italia? E lui che diritto ha di imporre la sua idea sulla multirazzialità?

    E poi da quando in qua i comunisti citano i parrini? Stavolta do ragione ai radicali quando dicono "comandate voi o comanda il Vaticano?"

    E do ancora ragione a F. Freda quando ha scritto che l'immigrazione è fomentata "dalle Sinistre alla ricerca di qualsiasi nuovo proletario, dalle Chiese alla ricerca di qualsiasi nuovo fedele e dai settori industriali che vogliono comprimere il costo del lavoro". Ma che bella simbiosi a tre: Chiesa, Sinistra e Industria... MOSAICO DI STRONZI!
    2010:

  5. #5
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    Senza contare il fatto che Zanotelli si appropria del cattolicesimo, dandone un'interpretazione tutta sua (anzi, lo chiama cristianesimo come i protestanti, e non cattolicesimo, e la strategia lessicale corrisponde ai parametri catto-comunisti di rifiuto della romano-germanicità della Chiesa tradizionale).
    Un misto di Marx (è la "teologia della liberazione"), di prete-operaio alla don Milani, di giottino, di attivismo materialista, e di sociologia sessantottina, ..., ma mai una parola sulla trascendenza e su ciò che ci si dovrebbe aspettare da un sacerdote.

    Un simile individuo appunto può piacere solo ai comunisti - che però non possono spacciarlo per ciò che non è.

  6. #6
    Hanno assassinato Calipari
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    Chi è p. Alex Zanotelli:

    P. Alex Zanotelli è un missionario Comboniano che vive nella baraccopoli di Korogocho in Kenya, dove sono i più poveri fra i poveri, i più esclusi fra gli esclusi.Precedentemente era stato missionario in Sudan e per molti anni direttore della rivista Nigrizia. Ancora adesso collabora per questa rivista e lo scorso anno ha curato le riflessioni di Ormegiovani (nella nostra pagina dei link potrai trovare maggiori informazioni su questa rivista, su Ormegiovani e sui Missionari Comboniani).

    ---

    KOROGOCHO

    Korogocho e' uno degli insediamenti informali che si estendono a Nairobi. Vi vive una popolazione stimata in almeno centomila persone. Abusivi, che occupano “illegalmente” terreni sia privati che demaniali. La maggioranza dei residenti e' arrivata a Korogocho dopo essere stata cacciata da qualche altro posto della citta'. In quanto “abusivi”, senza alcun titolo di possesso sulla terra che occupano, molti in Korogocho si sentono precari. Non vedono lo “slum” come la loro casa o un posto dove fermarsi per un lungo periodo. In termini pratici, essi sono dei rifugiati nel loro stesso paese.

    I problemi di Korogocho sono vari e numerosi. A cominciare dall’assenza di servizi igienici, fognature, approvvigionamento d’acqua e corrente elettrica.

    A Korogocho non esistono strutture amministrative se non ai livelli minimi. E i residenti, in assenza di un governo riconoscibile e autorevole, vivono in balia di ufficiali del governo corrotti e bande di criminali

    ---

    Discorso di Alex Zanotelli - Fidenza, 18 marzo 1996
    A cura del Cedoc - centro di documentazione per la pace
    Via A.Costa, 2 - Fidenza (PR) - tel. 0524/528955

    4 - La discarica è una collina davanti a Korogocho
    Quello che cerchiamo di fare là dentro è, essenzialmente, essere quello che è stato Gesù. Gesù ha preso carne nella Galilea, la zona più depressa della Palestina. E’ stato volto luminoso dell’Abbà, come lui chiamava Dio, del Papi. Volto luminoso del Papi a chi? A tutte le vittime del Sistema: i lebbrosi, le prostitute, i poveri, gli affamati, i diseredati, le vedove.

    E’ stato speranza, volto luminoso, tenerezza, carezza, e ha fatto sorgere un movimento dei poveri dentro la Galilea. E’ quello che tentiamo di fare anche noi dentro questa drammatica realtà di Korogocho: essere segno di speranza, di tenerezza, ... A volte è la gente stessa che ci dice, durante la preghiera: "Signore, ti ringraziamo perché Antonio, Gianni potrebbero essere sull’erba fresca a Ngong Road, a recitare le loro preghiere. Invece sono qui, nella merda, nella puzza. Sono qui con noi ed è segno che Tu non ti sei dimenticato di noi". Ecco il significato: proprio come ha fatto Gesù, anche noi abbiamo guardato ai più emarginati dentro Korogocho. Ce ne sono molti...

    Li abbiamo identificati, per esempio, nella gente della discarica, gente disprezzata da tutti. La discarica è una collina davanti a Korogocho sulla quale arrivano centinaia di camion ogni giorno: scaricano i rifiuti della nettezza urbana (sono i rifiuti dei ricchi, non c’è nettezza urbana per i poveri a Nairobi). Scaricano, e su questi scarichi (mamma, che impressione!) piombano addosso come avvoltoi 30 o 40 uomini per prendersi un pezzettino di rifiuti: si tratta di vita o di morte. Tutto è raccolto, ma tutto! Tappi di bottiglie, dentifrici usati, pezzi di bottiglia, ... Migliaia di persone vivono sul riciclato. Sono disprezzati da tutti. Sono i poveri che disprezzano ed emarginano altri poveri. Smettetela di pensare che i poveri sono i buoni e i ricchi sono i cattivi. E’ teoria marxista, non è vero! I poveri ed i ricchi sono uguali, sono peccatori tutti! E’ molto importante tenerla questa distinzione, per capire che Dio è il Dio dei poveri. Non perché i poveri sono buoni, ma perché Dio è Dio. Dio non è il Dio del Sistema, è il Dio degli schiavi, degli esclusi, delle vittime del Sistema; è il loro Dio perché Lui è Dio. E’ molto importante questo, è il cuore dell’esperienza biblica.

    Emarginati come la gente della discarica sono i ragazzi di strada: disprezzati, presi in giro, lerci, ce ne saranno almeno 30.000 a Nairobi (vi do le statistiche minime). A Korogocho sono migliaia. E se avete la sfortuna di nascere donna a Korogocho, quello che vi rimane è la via della prostituzione, non c’è altra strada; e, con la prostituzione, l’emarginazione, il disprezzo, la violenza sessuale... Vi ricordate Joan? I giovani, molto spesso, entrano nel giro della droga, dell’alcoolismo, per vivere si mettono insieme e diventano le cosiddette bande armate; sono emarginati, temuti, sospettati da tutte le parti. Infine, i malati di AIDS. I più gravi sono quelli che in baraccopoli pagano lo scotto di tutto. Sono soprattutto donne, in buona parte donne con bimbi. Una tragedia, con tutta l’emarginazione che ci sta dietro.

    A questa gente noi abbiamo dato la priorità. Già Korogocho è emarginazione, ma dentro l’emarginazione c’è gente più emarginata. Lavoriamo con tutti, ma diamo la priorità ai più poveri, ai più emarginati, dentro la poveraglia che è Korogocho. Ecco allora nascere quelle che sono le Comunità. Le potete chiamare -comunità terapeutiche-, dove diamo la priorità alla Parola. La Parola ha una forza immensa di mettere persone in piedi, di dar loro dignità, di guarirle dentro; insieme con la Comunità, che è la vera terapia per rimettere persone in piedi.

    E’ nata la prima Comunità Cristiana della discarica. E’ stato durissimo tentare di mettere insieme questa gente: non si fidano di nessuno perché nella loro vita sono stati traditi da tutti, ed è vero. Ce n’è voluto! Oggi è nata un’amicizia bellissima con loro... Mamma, che roba!

    Con questa Comunità, ogni lunedì mattina, da quasi quattro anni, mi incontro a leggere il Vangelo, a sentire i loro problemi. Si sono costituiti adesso in piccola cooperativa e, con l’aiuto di Gino Filippini che ha fatto un bellissimo lavoro, hanno spiazzato tutti i mediatori, tutti! E’ la Comunità adesso che compra tutto il riciclato che prima veniva venduto ai mediatori, i quali poi strozzavano i poveri. La novità: il guadagno della Comunità non va ad arricchire pochi; tutto il guadagno viene distribuito (ecco l’economia di uguaglianza) fra i ragazzi di strada, o alle donne che vengono a vendere il loro riciclato, che prima venivano strozzate mentre adesso si tende a dare loro un prezzo maggiorato. La gente stessa della Comunità può lavorare fuori della discarica, sempre sui rifiuti ma fuori, impacchettando la carta, caricando pezzi di vetro sui camion, ...

    E’ nata tutta un’economia, ma un’economia che vede anche l’aspetto sociale. Per esempio, si sono finalmente convinti di mandare una delle donne della discarica a fare un corso di infermieristica. Quando l’ha finito l’hanno assunta e la pagano con il guadagno per fare l’infermiera: c’è un piccolo dispensario per quando vengono feriti. Voi non avete un’idea della discarica. Provate soltanto a pensare che gli ospedali di Nairobi, invece di bruciare i rifiuti come dovrebbero, mandano camion pieni che vuotano tutto: siringhe, sangue, ... tutto! Provate a immaginare: gente che gratta rovistando, le ferite, i problemi... Ecco un primo segno di speranza.

    5 - Udada, la -sorellanza-
    Un secondo segno di speranza nella discarica è la seconda Comunità: una Comunità bellissima, fatta soprattutto di donne. Cosa fanno? Dentro la discarica c’è sempre meno lavoro perché quello che arriva è pochissimo ed è il rifiuto dei rifiuti; i rifiuti buoni rimangono in città e i ricchi già ci mettono le mani su quelli. Allora abbiamo iniziato, attraverso amici, a contattare le grandi compagnie, i grattacieli, e adesso la seconda Comunità va a pulire i grattacieli o varie zone di Nairobi. Riesce lentamente - lentamente! - a vivere su questo guadagnandoci.

    Sono piccoli segni di speranza, ma davvero è gente stupenda, che ha soprattutto un’umanità straordinaria. Questo sta aprendo vie nuove anche per i ragazzi di strada, con i quali lavora padre Antonio. Antonio sta lavorando moltissimo, soprattutto per creare punti di incontro dove questi ragazzi di strada possano essere accolti e sentirsi amati; hanno bisogno soprattutto di questo. Per loro stanno nascendo possibilità nuove per poter vivere, proprio per la pulizia in città, la raccolta dei giornali, ...

    Le ragazze, l’ho detto prima, hanno ormai, come unico spazio per poter sopravvivere, la prostituzione. Abbiamo tentato di costituirle in piccola Comunità anche loro. Joan, quella ragazza che ho ricordato che si è buttata nell’acquitrino, quando è riapparsa... Mamma, che roba! E’ riapparsa la settimana dopo... Abbiamo chiesto per tutta la giornata alla polizia di portare via il corpo che galleggiava sulle acque (con le braccia distese, sembrava una croce galleggiante). Nulla da fare... Alla sera abbiamo chiesto ad alcuni ragazzi di trascinarla verso riva. Ancora la polizia non arrivava, siamo andati giù nel cuore della notte con alcuni cristiani. E non dimenticherò mai la preghiera su quel corpo. Il catechista ha fatto una preghiera davvero incredibile. Ha detto: "Signore, perdonaci! Perché se questa ragazza s’è buttata dentro è colpa nostra. Ecco il risultato del peccato che viviamo qui a Korogocho".

    Joan era una di quelle che avevano formato la Udada, la -sorellanza-. Fanno croci come questa, che porto proprio in solidarietà con loro, fanno collane, per cercare di tirarsi fuori dal ciclo della prostituzione. Abbiamo 50 o 60 ragazze che in buona parte sono già uscite ed è questo un altro tentativo importante per rimetterle in piedi.

    Poi vi ricordo i ragazzi Kindugu, una squadra criminale che si è trasformata in Piccola Comunità. Ho raccontato prima a chi sostiene questo gruppo del Kindugu che il cammino è durissimo ma andiamo avanti tentando lentamente di rimettere in piedi questi ragazzi.

    6 - AIDS
    Infine, i malati di AIDS. Vi sembrerà strano, in una società, in un mondo come il vostro, dove voi valete tanto quanto producete, o valete tanto quanto avete soldi o altro, che noi dedichiamo la buona parte del nostro tempo, come preti, ad assistere chi muore di AIDS.

    Eppure è questo, in fondo, il Dio in cui credo: il Dio di questa gente. Tutte le sere, dalle nove alle undici, andiamo, con la Piccola Comunità Cristiana, nelle baracche dove c’è un malato di AIDS. Immaginatevi 10, 15 persone accalcate dentro che pregano. La mia Fede è molto debole, eppure si sta rafforzando perché sono loro che mi dicono chi è Dio. Ed è incredibile vedere questi ragazzi, queste ragazzine, ri-dirvi chi è Dio per loro. Mamma, che roba! Sono momenti in cui toccate il mistero. Io sono critico perfino delle mie esperienze interiori di fede; molto spesso dubito, per cui mi faccio un’autocritica spietata. Eppure, io davvero devo dire che lì c’è qualche cosa, e cosa ci sia è mistero.

    Solo due episodi, per dirvi cosa significa. Ricordo che una sera siamo andati a pregare per una ragazza di vent’anni, Nancy, malata di AIDS, molto grave. All’Offertorio ha chiesto di pregare. Una preghiera lunghissima, sarà durata sette o otto minuti, a voce aperta; i poveri pregano molto! Ha detto: "Papà (Baba), lo so, sono molto ammalata. Però Tu, Papà, Tu che puoi tutto, Tu puoi guarirmi. Guariscimi! Ti chiedo di guarirmi non per me, ma per questo mio bimbo - aveva il bimbo a fianco, di due anni. Ha solo me. Guariscimi, Papà! Però, Papà, se Tu non vuoi guarirmi, se Tu vuoi che venga da Te, eccomi, Papà!". Non sono ragazzine che vengono dal catechismo o dall’Azione Cattolica. Sono ragazzine che sono vissute sul marciapiede.

    Ricordo Florence, una ragazzina che ha iniziato a prostituirsi a undici anni; a quindici anni ha avuto il verdetto che aveva L’AIDS, è morta a sedici. Tre giorni prima che morisse sono entrato da lei. Eravamo solo quattro: due preti, un giovane kenyano e lei. Mi sono seduto, ho guardato il volto, un volto scarnificato dall’AIDS. Le ho detto: "Florence, siamo venuti per dirti che ti siamo vicini. Lo so che tutti ti hanno abbandonato, tutti - anche la mamma due giorni prima l’aveva piantata. Siamo qui per dirti che ti siamo vicini". Ma poi le ho detto: "Florence, dimmi una cosa. Ma chi è il volto di Dio per te?". E lei si è fermata, perché non se l’aspettava una domanda simile. Si è fermata in silenzio, poi il volto si è illuminato con un sorriso incredibile. Ha detto: "Alex, ma sono io il volto di Dio!". Eccovi il volto del mistero! I poveri sono soggetti, sono loro che ci evangelizzano, sono loro che proclamano Dio a noi. Non perché sono buoni e bravi, ma perché Lui è buono, perché Lui è il loro Dio! Ecco il cuore del mistero che viviamo.

    Ma ricordatevi che Korogocho è peccato! E’ un grido immane che sale a Dio, perché non è concepibile che in questo mondo i figli di Dio vivano a questa maniera. E’ peccato!

    ----

    E' tornato dall'Africa un missionario scomodo
    L'altro mondo di Alex Zanotelli
    Le sue posizioni creano problemi di coscienza

    È recentemente tornato dall'Africa un personaggio che ormai da anni inquieta le nostre coscienze: si tratta del missionario comboniano Alex Zanotelli, che attualmente vive a Rovereto, presso una sorella, in attesa di un nuovo incarico in Italia.
    Anzitutto alcune note biografiche utili per capire il personaggio. Nato nel 1938 a Livio (Trento) Alex Zanotelli è stato ordinato sacerdote nel '64, dopo aver studiato teologia a Cincinnati (Usa) e essersi specializzato sulla religione dell'Islam alla Sorbona di Parigi. Inviato come missionario nel Sudan, vi rimase dal '64 al '73, quando viene espulso dal governo per aver appoggiato la minoranza del popolo Nuba.
    Ha quindi diretto la rivista dei comboniani "Nigrizia", facendone programmaticamente la "voce dei senza voce", sulla quale ha denunciato, con una critica radicale, il sistema politico-economico del nord del mondo, che crea nel Sud situazioni di un sempre maggiore impoverimento culturale ed economico.
    Finché nel 1981, su "consiglio" del Vaticano, Zanotelli viene rimosso dall'incarico e inviato a fare il missionario in Kenya, dove rimane per 14 anni, dei quali 12 trascorsi nella baraccopoli di Korogocho, vicino a Nairobi.
    Ora, a 64 anni, rientrato definitivamente in Italia, a vivere "nel rovescio dell'Inferno", ha scelto di continuare la sua missione nei quartieri più poveri di Palermo.
    A Rovereto Alex Zanotelli dice di sentirsi "in un altro mondo", quello di una offensiva opulenza che sintetizza con un'osservazione che riguarda un problema che ridicolmente ci angoscia, quello dei rifiuti, che lui chiama spazzature:" con tutte queste spazzature a Kogorocho vivrebbero in tanti!"
    Particolarmente feroce è da sempre questo missionario comboniano nella condanna dei mercanti di armi, condanna sulla quale, dichiara, avrebbe voluto sentire più forte la voce del Papa; mentre sostiene che l'Islam (si pensi a Gandhi) non è violento, perché "la violenza è negli uomini, non nella religione".
    Non poteva mancare di questi tempi un discorso sulla globalizzazione che, dice, "è un fenomeno che, come l'immigrazione, nessuno può arrestare." Invitato nel luglio scorso al G8 di Genova, Alex Zanotelli ha declinato l'invito dicendo di avere 900 malati di Aids cui badare, mentre da parte sua avrebbe voluto vedere in prima linea quei personaggi televisivi, come Jovanotti, che oggi stanno cavalcando la protesta. Ferma resta per lui la condanna di ogni forma di violenza, sia da parte delle forze dell'ordine ("Sono abituato a vederla, i ricchi si difendono così in tutto il mondo"), come quella, sia verbale che materiale, dei manifestanti, considerato anche che per lui la violenza "è una strada senza uscita". Zanotelli, infatti, dal suo mondo, a proposito della reazione delle forze dell'ordine, si chiede realisticamente "Come fai a picchiare o arrestare se non hai l'alibi di qualcuno, anche pochi, che fanno violenza?" Che sia questa la verità "vera" dei fatti di Genova?

    Ferdinando Offelli

  7. #7
    Hanno assassinato Calipari
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    Originally posted by Ichthys
    Esatto, chi lo obbliga a tornare in Italia? E lui che diritto ha di imporre la sua idea sulla multirazzialità?

    E poi da quando in qua i comunisti citano i parrini? Stavolta do ragione ai radicali quando dicono "comandate voi o comanda il Vaticano?"

    E do ancora ragione a F. Freda quando ha scritto che l'immigrazione è fomentata "dalle Sinistre alla ricerca di qualsiasi nuovo proletario, dalle Chiese alla ricerca di qualsiasi nuovo fedele e dai settori industriali che vogliono comprimere il costo del lavoro". Ma che bella simbiosi a tre: Chiesa, Sinistra e Industria... MOSAICO DI STRONZI!
    Finche' sarete tu, Felix e padanogeni vari, i nostri detrattori, godremo di buona salute

  8. #8
    Paul Atreides
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    E te pareva che non era pure "scomodo"

  9. #9
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    Originally posted by yurj
    ...

    6 - AIDS
    Infine, i malati di AIDS. Vi sembrerà strano, in una società, in un mondo come il vostro, dove voi valete tanto quanto producete, o valete tanto quanto avete soldi o altro, che noi dedichiamo la buona parte del nostro tempo, come preti, ad assistere chi muore di AIDS.

    Eppure è questo, in fondo, il Dio in cui credo: il Dio di questa gente. Tutte le sere, dalle nove alle undici, andiamo, con la Piccola Comunità Cristiana, nelle baracche dove c’è un malato di AIDS. Immaginatevi 10, 15 persone accalcate dentro che pregano. La mia Fede è molto debole, eppure si sta rafforzando perché sono loro che mi dicono chi è Dio.
    ...
    Ma che bel Dio, anzi "dio" è questo! Un dio che non muove un dito per costoro.
    Non ne posso più di questa squallida retorica kattokristica, non ne posso veramente più! Sono proprio le teorie new age di sacerdoti simili che spingono molti all'ateismo.

    Ritornando al discorso principale il sacerdote è libero di occuparsi di chi vuole; io mi sarei occupato per prima cosa di quegli italiani che stanno male e che sono emarginati e senza casa, ma, come è noto, occuparsi dello straniero fa più "ascolto" ed è più facile essere "santificati"!

    Forse costui pensa che riempire l'Italia di tutto il peggio del terzo mondo possa servire a qualcosa? Forse solo ai suoi sporchi interessi vatikanaglisti, a quelli dei sindacati e delle industrie.
    Però può chiedere al papa e alle gerarchie vatikane, che vivono nel lusso più sfrenato, di concedere a tutti i terzomondisti la cittadinanza vaticana, no? Vediamo se gliela concedono!
    2010:

  10. #10
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    Originally posted by yurj


    Finche' sarete tu, Felix e padanogeni vari, i nostri detrattori, godremo di buona salute
    E invece i vostri "detrattori" che hanno un minimo di potere e che possono davvero influenzare la politica del paese (altro che POL!) sono coglioni come Gasparri, ecco perché godete di buona salute... mica tanto poi, visto che siete dei falliti cronici.
    2010:

 

 
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