dal quotidiano "il Giornale"
" Piu' soldi ai partiti, valanga di si ma l'Ulivo litiga anche su questo
Al Senato la Margherita a sorpresa vota no. I Ds infuriati: «Ipocriti». Un ordine del giorno: niente contributi a chi si e' opposto
Laura Cesaretti
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Duecentocinquanta miliardi di vecchie lire stanno per riversarsi nelle casse di (quasi) tutti i partiti italiani, da Forza Italia ai Ds fino ai radicali. Con la sola esclusione dell'Udeur di Clemente Mastella, che alle politiche del 2001 non ha presentato le proprie liste nel proporzionale e ha eletto i suoi parlamentari sotto le insegne della Margherita, dalla quale ora reclama la "sua" fetta di contributi. La nuova legge sul finanziamento pubblico dei partiti è stata definitivamente approvata ieri dal Senato, ma si lascia dietro un furibondo strascico di polemiche dentro l'Ulivo.
Al centro dello scontro la Margherita, che dopo aver votato la legge alla Camera - al Senato si è opposta, scatenando le ire dei Ds, accesi sponsor della legge, che ora accusano di "ipocrisia" gli alleati rutelliani. "Hanno avuto una posizione,contraddittoria e incomprensibile", dice il capogruppo della Quercia Gavino Angius. "Spiace che Angius alimenti artificiose polemiche - replica Willer Bordon, capigruppo della Margherita -, questa legge è pericolosa perché danneggia il bipolarismo e alimenta la frammentazione". E il Senato ha votato un ordine del giorno, proposto dalla Lega, per "punire" chi si è opposto alla legge auspicando che non possa accedere ai contributi. Non accadrà, ma intanto la decìsfone di votare contro la legge ha finito per spaccare la stessa Margherita : da una parte Rutelli, Parisi e Bordon, sostenitori del no, dall'altra gran parte dell'ala ex Ppi e diniana, favorevole alla nuova legge. E ieri, al momento del voto, diversi senatori tra cui Dini, Treu, Lauria, e Lavagnini hanno abbandonato l'aula per segnalare il proprio dissenso. "Di solito - è stato il commento sarcastico di Lauria prima si pecca e poi ci si pente. E strano fare invece il contrario come ha deciso il gruppo nella sua posizione ufficiale: prima pentirsi votando no alla legge e poi peccare prendendo lo stesso i soldi del finanziamento", mentre Nicola Mancino ha fatto sapere di aver votato no "solo per disciplina di gruppo". Parisi se la prende con la Quercia: "Siamo irritatissimi con ì Ds perché è stato fatto un accordo sulla nostra testa tra loro e Forza Italia, i due partiti che hanno maggiori problemi di indebitamento". Ma accusa anche chi, dentre la Margherita, ha fatto da "quinta colonna" all'accordo Ds-Fi, ossia Dario Franceschini e soprattutto Franco Marini:a lui, racconta, si sarebbe rivolto Piero Fassino per ottenere il via libera del partito rutelliano. A lui, spiega, si riferisce la senatrice Marina Magistrelli, pasdaran, prodiana, quando celebra A'autoriforma e consapevole posizione" tenuta dalla Margherita "anche a dispetto di quanti, in questi ultimi giorni, hanno cercato dall'esterno in tutti i modi di forzare e orientare diversamente una libera scelta". Marini tace per tutta la giornata, ma a sera sbotta. E bolla come " ripugnante la posizione di quei compagni di partito che "votano contro il finanziamento pubblico ma sono pronti a correre per primi agli sportelli bancari per l'incasso ". Oggi della questione che ha spaccato la Margherita si discuterà, con Rutelli, nella riunione dell'esecutivo del partito. Se non bastassero le polemiche interne e quelle con gli alleati Ds, la Margherita è ancora alle prese con la dolorosa vicenda Mastella. La scorsa notte l'accordo per la divisione dei fondi sembrava fatto: Mastella e Rutelli si erano dati appuntamento nello studio del notaio ("Ma in due stanze separate perché io quello non lo voglio vedere", precisa il leader Udeur) per firmarlo, ma all'ultimo Mastella si è tirato indietro: troppo poche garanzie, "io di quelli non mi fido" . E cosi la trattativa è continuata per tutta la giornata di ieri: " Ma si tratta solo di dettagli tecnici che stanno per, essere risolti", minimizzano dalla Margherita. E l'Udeur, per bocca di Mauro Fabris, afferma di "non avere dubbi che la Margherita onorerà la parola data". "
Cordiali saluti




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