RESTO DEL CARLINO 19 ottobre 2002
Mezza giunta in piazza a protestare
CESENA
Lo sciopero della Cgil ha provocato un terremotino nella coalizione di giunta e nei tradizionali rapporti tra sindacati e loro referenti politIci.
Il vicesindaco repubblicano Mario Guidazzi e la Margherita hanno bacchettato il sindaco Giordano Conti per aver appoggiato una manifestazione di parte.
Lo sciopero è stato sostenuto anche dal presidente della Provincia Piero Gallina:I repubblicani e Uil non l'hanno presa bene.
Anche l'assessore Giorgio Andreucci (Margherita) ha dato il suo assenso e a risentirsi questa volta è stata la Cisl, sindacato di riferimento storico di democristiani e popolari. Ieri poi alla manifestazione della Cgil, presente per l'intero corteo, è stato l'assessore diessino Daniele Gualdi. «In piazza — dice — ho visto anche il sindaco Conti: una gran bella manifestazione». Tra i manifestanti anche gli assessori Elide Urbini e Marino Montesi. In una nota Conti auspica che Cgil, Cisl e Uil sappiano riprendere un ragionamento comune. «Ho appoggiato lo sciopero — dichiara il sindaco — per tutelare i bisogni del nostro Comune dai tagli della Finanziaria». Ma Conti è attaccato duramente dall'opposizione. La senatrice Laura Bianconi di Forza Italia: « Dall'alto della sua carica istituzionale il sindaco ha aderito ad uno sciopero di parte, politico, indetto da un sindacato che ha abdicato al suo ruolo per assumere quello di una forza politica extraparlamentare». Il capogruppo consiliare dei Ds Valdes Onofri getta acqua sul fuoco: «Le polemiche? Cose che ci stanno, ma che non scalfiscono la compattezza della giunta. Alla riunione di maggioranza era presente anche Gallone e abbiamo affrontato la priorità che come amministratori abbiamo davanti: il bilancio preventivo 2003».
Nella foto Laura Bianconi e Giorgio Andreucci.
di Andrea Alessandrini
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RESTO DEL CARLINO 19 ottobre 2002
«Una casa per i nostri vecchi»
BERTINORO
«Continuano a fare dei servizi sociali un cavallo di battaglia. Ma dicono delle frottole».
Giuseppe Ballani, consigliere repubblicano a Bertinoro, ha il colpo in canna e il dente avvelenato. E' stanco di sentire l'amministrazione targata Bocchini far sfoggio delle misure prese per far fronte all'emergenza anziani. «Che a Bertinoro esiste, eccome» gli fa eco l'amico Enrico Imolesi, capogruppo P.R.I. in consiglio.
Una settimana fa il Resto del Carlino lanciò l'allarme. Il centro di Bertinoro invecchia inesorabilmente. E i giovani se ne vanno. Lasciando il cuore del paese, il Colle, sulle spalle di anziani ed extracomunitari.
Da mesi ormai Ballani e Imolesi si battono con in testa un solo obiettivo: costruire una casa di riposo sul Colle.
Quella che c'era già è stata chiusa — temporaneamente, si disse allora — nel 1999. «Era fatiscente, fu giusto chiuderla — riconosce Ballani — ma i nostri anziani sono radicati nel territorio, non possiamo spedirli a Meldola. I pasti a domicilio? Ok, siamo d'accordo. Ma così non si risolve il problema».
Nel 2000 l'amministrazione Zeccherini finanziò una ricerca sul campo, con l'obiettivo di esaminare le necessità della popolazione anziana.
Ben 1765 questionari vennero spediti a tutti gli over 65, ma in Municipio ne tornarono 660. «Attendibili per trarre considerazioni sufficientemente valide» scrisse tuttavia Anna Pieri, la dottoressa che firmò il progetto «Terza Primavera». Ma da quelle considerazioni, secondo Ballani, non è partita nessuna linea di indirizzo. O almeno, non quella più importante.
Nelle ipotesi di interventi operativi suggerite dall'esperta infatti si legge: «La richiesta di riapertura della casa di riposo viene formulata in maniera pressoché costante ed uniforme dagli abitanti di tutte le frazioni».
Nonostante il risultato però nessuno ha più messo in cantiere l'ipotesi di costruire una casa protetta.
«Ci chiediamo perché, vista anche la possibilità di usufruire di grossi finanziamenti regionali» insiste Ballani.
Ma se per tutti la questione anziani è incandescente, Enrico Imolesi allarga l'orizzonte al problema dell'invecchiamento della popolazione: «La politica degli ultimi anni ha portato alla chiusura in se stesso del centro storico». Nel quale, oggi, mancano barbiere e calzolaio.
Ci sono invece un forno e un'edicola, che però, proprio per il fatto di essere attività esclusive, quando vanno in ferie obbligano i bertinoresi a scendere fino a Forlimpopoli.
«E l'ultima casa nuova costruita in centro — ricorda Imolesi — risale al 1997». Da allora sul Colle non si sono più viste gru, e il centro è stato come imbottigliato. Proprio come un vino da invecchiare.
di Riccardo Fantini
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RESTO DEL CARLINO 19 novembre 2002
Ora rischia pure la città
RAVENNA -
«La sistemazione di Foce Bevano è essenziale per la difesa dei territori abitati e produttivi».
Ne è convinto Mauro Mazzotti, consigliere provinciale del Partito Repubblicano Italiano, che in un'interpellanza urgente osserva che le ultime mareggiate hanno fatto crollare per circa 2 metri il fronte della duna ricostruita a Foce Bevano e che «solo un'esile cresta di poche decine di centimetri di sabbia divide le acque alte dal territorio». Cosa accadrebbe in caso di rottura dell'ultimo residuo di duna? «L'erosione che si manifesta alla foce — osserva Mazzotti — crea rischi di ingressione marina su un territorio di novemila ettari che va dai Fiumi Uniti al Savio». Il rischio, già verificatosi, è che l'ondata di piena aggiri l'impianto idrovoro che scola quel bacino idraulico, «con riflesso sugli abitati di Fosso Ghiaia, Lido di Dante, Classe e Ponte Nuovo».
L'esponente repubblicano osserva che il territorio è per gran parte a un livello anche di due metri al di sotto del livello delle alte maree. «Si può difendere con intelligenza il territorio e l'ambiente, difendendo anche unitamente le opere della nostra gente».
RESTO DEL CARLINO 17 dicembre 2002
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Il «Dismano» secondo il Pri
CESENA - «Un quartiere che cresce».
E' il tema della pubblica assemblea che si tiene questa sera al circolo «Cafiton» di Sant'Andrea in Bagnolo nella circoscrizione Dismano. Promotore dell'iniziativa il partito repubblicano del quartiere Dismano.
Saranno presenti il vicesindaco Mario Guidazzi e l'intero consiglio del quartiere. Dopo l'incontro che toccherà i problemi, le lamentele e le richieste dei cittadini della circoscrizione, seguirà un buffet.
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RESTO DEL CARLINO 19 dicembre 2002
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Il Pri: «Non è possibile un'alleanza con il Prc»
CESENA - «Quello che chiede il senatore Bonavita è esattamente il contrario di quello che vogliamo noi repubblicani».
Africo Morellini , capogruppo del Pri in consiglio comunale, replica immediatamente all'intervista di Bonavita, che sul 'Carlino' ha auspicato un'apertura dell'alleanza di centrosinistra a Rifondazione.
«Bonavita chiede questo allargamento — spiega Morellini — come una scelta di quadro politico. Lui vuole spostare a sinistra l'asse dell'amministrazione comunale. E noi repubblicani non possiamo essere d'accordo».
Bonavita fa notare che a Ravenna e a Rimini Pri e Rifondazione governano insieme.
Perchè non potete farlo anche qui?
«A Cesena non c'è una difficoltà tale da rendere necessario un cambiamento. E in più siamo convinti sostenitori dell'autonomia: la reclamiamo dai nostri vertici nazionali quando chiediamo di confermare le alleanze con il centrosinistra che funzionano ma la rivendichiamo anche nel rifiutare un'intesa con Rifondazione».
Da cosa nasce una chiusura così netta nei confronti del Prc?
«Su tutti i più importanti problemi della città noi e loro ci troviamo su sponde completamente opposte. Basti pensare alle posizioni espresse su Farmacie comunali, Hera e Sapro. Noi siamo per le privatizzazioni, loro farebbero ancora vendere le aspirine al Comune. Per non parlare poi della politica estera».
Si spieghi meglio.
«E' vero che non siamo in consiglio comunale per parlare di Medio Oriente. Ma c'è un problema di valori diversi: anche noi siamo per la pace ma non condividiamo certe manifestazioni a senso unico, sempre improntate all'antiamericanismo».
L'allenza di centrosinistra vi andrebbe ancora bene per il futuro?
«Con un programma che sia la prosecuzione di quello che abbiamo già sottoscritto noi non abbiamo dei problemi ad andare avanti anche alle prossime amministrative».
Secondo Bonavita, senza una politica di sinistra è in pericolo la coesione sociale del territorio.
«Questa la trovo una critica ingiusta perchè sui servizi sociali non abbiamo mai arretrato nonostante le ristrettezze di bilancio. In questo settore si può fare sempre meglio e di più ma nessuno può negare che a Cesena siamo all'avanguardia. Piuttosto mi piacerebbe sapere una cosa».
Quale?
«Bonavita parla per sè o anche i Ds la pensano come lui? Si tratta di una posizione personale o di tutto il partito? E la Margherita cosa dice?».
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RESTO DEL CARLINO 22 dicembre 2002
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Il Comune mette mano alle casse e l'area produttiva allarga ancora i confini
FERRARA - Atmosfera natalizia venerdì sera in consiglio comunale a Copparo. In un'ora e mezza sono stati esaminati i diciassette argomenti all'ordine del giorno. Tuttavia quelli riguardanti il bilancio di previsione 2003 sono stati rinviati visto che la finanziaria non è ancora stata approvata dal Senato. Il consiglio comunale ha deliberato l'acquisto di un'area per insediamenti produttivi nelle adiacenze di quella di via Primicello per complessivi 53mila metri. Costo dell'operazione 497 mila euro e una manciata di spiccioli. Approvato inoltre il progetto preliminare per i lavori di riassetto viario di via I° Maggio, un intervento che vede coinvolti anche Regione e Berco. Discussi due ordini del giorno: uno riguardante la legge finanziaria e l'altro, presentato dal capogruppo del Partito RepubblicanoItaliano, Lucio Ventaglio, con il quale si chiede ai sei Paesi fondatori della Comunità Europea di costituire il primo nucleo dello Stato federale europeo. Prese in esame anche due interpellanze del capogruppo di Forza Italia, Giancarlo Ugatti, concernenti la segnaletica in via Garibaldi e gli arredi del teatro De Micheli.
Arturo Orlandini
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RESTO DEL CARLINO 22 dicembre 2002
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Per la Regione Emilia - Romagna il popolo Saharawi conta meno di quello romagnolo.
Venerdì scorso, infatti, ha votato una risoluzione a favore del popolo Saharawi, impegnato in una lunga e difficile lotta per la sopravvivenza, l'identità nazionale, l'indipendenza e la dignità, sollecitando il Governo italiano a fare pressioni sul Governo del Marocco, mentre nega l'autodeterminazione e il referendum ai romagnoli che vogliono far nascere la Regione Romagna staccata dall' Emilia.
A segnalare la contraddizione (sottolineando che le cose vanno valutate con le dovute proporzioni ed esprimendo comunque solidarietà al popolo Saharawi) è il consigliere regionale di Forza Italia Rodolfo Ridolfi, che da tempo si batte per la nascita della Regione Romagna e comunque perché i romagnoli possano esprimere il loro orientamento con un referendum.
La romagnola Luisa Babini (Partito Repubblicano Italiano), che ha presentato la risoluzione insieme a Ugo Mazza (Ds) ha replicato a Ridolfi sostenendo che il confronto è inaccettabile perché in Romagna non ci sono campi profughi.
Paolo Morelli
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Re: RESTO DEL CARLINO 22 dicembre 2002
Citazione:
Originally posted by nuvolarossa
[...]
Venerdì scorso, infatti, ha votato una risoluzione a favore del popolo Saharawi, impegnato in una lunga e difficile lotta per la sopravvivenza, l'identità nazionale, l'indipendenza e la dignità, sollecitando il Governo italiano a fare pressioni sul Governo del Marocco, mentre nega l'autodeterminazione e il referendum ai romagnoli che vogliono far nascere la Regione Romagna staccata dall' Emilia.
A segnalare la contraddizione (sottolineando che le cose vanno valutate con le dovute proporzioni ed esprimendo comunque solidarietà al popolo Saharawi) è il consigliere regionale di Forza Italia Rodolfo Ridolfi, [...]
Sarebbe preferibile che il il signor Rodolfo Ridolfi rivolgesse un simile paragone ai tesserati di FI, non ai romagnoli.
Grazie
RESTO DEL CARLINO 24 dicembre 2002
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'Beni indietro ai Savoia? Mai'
CESENA - I Savoia in Italia, ieri, con Vittorio Emanuele, Marina Doria e il figlio Emanuele Filiberto ricevuti dal pontefice, anticipazione del loro imminente ritorno definitivo: ma i repubblicani cesenati non fanno buon viso a cattivo gioco e stigmatizzano l'avvenimento: «Il ritorno dei Savoia — dice il vicesindaco Mario Guidazzi — è un segno dei tempi ». In che senso? «Viviamo in un'epoca di condonismo e anche la storia viene condonata . Un perdonismo privo di qualsiasi memoria storica. Io sarei stato favorevole anche al referendum: ma sarebbe stata una battaglia persa, e ci scommetto che l'Italia si sarebbe scoperta... monarchica».
«Molti avevano pensato che il ritorno dei Savoia sarebbe stato soft — dice il presidente della Provincia, Piero Gallina —; invece i 'reali' hanno cominciato ad avanzare richieste allo Stato sulla restituzione di presunti beni, il che fomenterà disappunti e imbarazzi profondi». «Va detto — afferma Renato Lelli, segretario di consociazione del Pri cesenate — che ormai la figura dei rappresentanti dei Savoia è veramente decaduta con gli spot pubblicitari e le comparsate televisive. Più serio, invece, è il discorso che riguarda le richieste relative a restituzioni di beni, sulle quali il Governo deve essere fermo e non cedere. I nostri militanti repubblicani di certo non salutano il ritorno dei Savoia in Italia come un atto dovuto: il tempo passa, ma non cancella i buchi neri del loro operato».