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Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
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    Predefinito uno dei tanti tabù di questo maledetto paese

    Da "Il Nuovo.it"

    ROMA - "Io vado a morire all'estero. Ma in Italia si deve parlare di eutanasia. Un paese civile e democratico deve portare alla luce questo tema e dibatterne: non so se il parlamento arriverà mai ad approvare una legge, ma ha il dovere di rompere questa cortina di silenzio".

    Ha 77 anni ed è un manager di Roma, colpito da una malattia genetica che non lascia scampo, a pronunciare queste parole.

    "Ricorrerò al suicidio assistito - racconta - andrò all'estero, per essere aiutato a morire. Vivo in una casa al quattordicesimo piano, ma non voglio dover saltare il parapetto. Per affrontare questo viaggio, un viaggio come un altro, preferisco un comodo letto, con un anestesista e uno psicologo che mi assistono. Ho già fatto testamento biologico".

    Tutto questo per poter morire con dignità. La malattia, che oggi lo costringe su una sedia a rotelle, lo porterebbe a una fine dolorosa, per asfissia polmonare. E' lui ad aver voluto, insieme a Cittadinanzattiva, il Forum sul 'Diritto a vivere - diritto a morire', in corso al Fatebenefratelli di Roma.

    E' lui che lo ha finanziato, perché "finalmente in Italia si parlasse di eutanasia". "Ho vissuto una vita piena e operosa - afferma l'uomo, che gestisce una serie di società per l'organizzazione di convegni - con così tante soddisfazioni da potermi considerare un uomo eccezionalmente fortunato. E da sempre, prima ancora di ammalarmi, ho avuto la presunzione di voler morire vivo, anche se può sembrare un controsenso.

    Mi rifiuto di diventare qualcosa di meccanico, con una cannula che ti dà l'ossigeno, un'altra che ti dà il cibo. Non posso mettere in discussione la mia dignità e il mio orgoglio".

    (23 LUGLIO 2002, ORE 18.40)

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  2. #2
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    Predefinito Re: uno dei tanti tabù di questo maledetto paese

    Originally posted by aran banjo
    Da "Il Nuovo.it"

    ROMA - "Io vado a morire all'estero. Ma in Italia si deve parlare di eutanasia. Un paese civile e democratico deve portare alla luce questo tema e dibatterne: non so se il parlamento arriverà mai ad approvare una legge, ma ha il dovere di rompere questa cortina di silenzio".

    Ha 77 anni ed è un manager di Roma, colpito da una malattia genetica che non lascia scampo, a pronunciare queste parole.

    "Ricorrerò al suicidio assistito - racconta - andrò all'estero, per essere aiutato a morire. Vivo in una casa al quattordicesimo piano, ma non voglio dover saltare il parapetto. Per affrontare questo viaggio, un viaggio come un altro, preferisco un comodo letto, con un anestesista e uno psicologo che mi assistono. Ho già fatto testamento biologico".

    Tutto questo per poter morire con dignità. La malattia, che oggi lo costringe su una sedia a rotelle, lo porterebbe a una fine dolorosa, per asfissia polmonare. E' lui ad aver voluto, insieme a Cittadinanzattiva, il Forum sul 'Diritto a vivere - diritto a morire', in corso al Fatebenefratelli di Roma.

    E' lui che lo ha finanziato, perché "finalmente in Italia si parlasse di eutanasia". "Ho vissuto una vita piena e operosa - afferma l'uomo, che gestisce una serie di società per l'organizzazione di convegni - con così tante soddisfazioni da potermi considerare un uomo eccezionalmente fortunato. E da sempre, prima ancora di ammalarmi, ho avuto la presunzione di voler morire vivo, anche se può sembrare un controsenso.

    Mi rifiuto di diventare qualcosa di meccanico, con una cannula che ti dà l'ossigeno, un'altra che ti dà il cibo. Non posso mettere in discussione la mia dignità e il mio orgoglio".

    (23 LUGLIO 2002, ORE 18.40)

    E in effetti Aran, questo è uno degli argomenti tabu', da parte mia sono per la completa libertà di scelta da parte di ogni individuo, qui non c'entra per niente la fede, io sono cattolica non praticante ma per favore se mi ritrovo con una malattia che mi tormenta e so di non avere speranze, credo di avere il diritto di decidere se continuare a soffrire oppure finirla.........è una cosa assolutamente personale che ogni individuo ha il diritto di decidere., questo è il mio parere..., sarà purtroppo un'altra delle cose su cui ci dovremo confrontare fra non molto con i democristi, credo.......
    -----pensiero----

  3. #3
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    Predefinito Italia paese laico?

    Questo è uno dei numerosi tentativi di questo stato a sostituirsi alla coscienza individuale. Io, per motivi personali, non farei la scelta di pensiero, ma lei deve essere liberissima di decidere per se stessa.

    Già che ci siamo, che ve ne sembra dei 3 anni che devono passare tra la separazione e il divorzio? Vi assicuro che per un cittadino della repubblica Italiana che vica all'estero significa essere un "separato di serie B"!

  4. #4
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    Predefinito

    Originally posted by ilariamaria
    [Bpenso che se uno proprio vuole suicidarsi, lo deve proprio fare da solo, con le conseguenze del caso, e non essere aiutato. [/B]
    Se sei intubata in un ospedale, come fai?

  5. #5
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    Predefinito Re: Re: uno dei tanti tabù di questo maledetto paese

    Originally posted by pensiero



    E in effetti Aran, questo è uno degli argomenti tabu', da parte mia sono per la completa libertà di scelta da parte di ogni individuo, qui non c'entra per niente la fede, io sono cattolica non praticante ma per favore se mi ritrovo con una malattia che mi tormenta e so di non avere speranze, credo di avere il diritto di decidere se continuare a soffrire oppure finirla.........è una cosa assolutamente personale che ogni individuo ha il diritto di decidere., questo è il mio parere..., sarà purtroppo un'altra delle cose su cui ci dovremo confrontare fra non molto con i democristi, credo.......
    -----pensiero----

    Ricordiamoci pero che ci sono mille contraddizioni, sappiamo molto bene che se verra approvata la legge ci saranno casi in cui non sara il malato a decidere, nasceranno cliniche dove si potra "morire piu facilmente"......... come per l'aborto girera intorno alla legalita un sommerso illegale pericoloso

  6. #6
    PADANIA LIBERA!
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    Predefinito

    Originally posted by ilariamaria

    sai, ci sono i sistemi per non far soffrire, per rendere la morte naturale dignitosa senza dover intervenire con l'eutanasia.
    Avevo già scritto qua sopra di essere totalmente a favore dell'eutanasia,soprattutto dopo aver visto una persona a me cara,anzi,diciamo pure due,mia nonna e mio zio,morire lentamente di quello schifoso male chiamato tumore.
    E' verissimo che esistono gli antidolorifici,ma è altrettanto vero che il corpo alla fine si "abitua"e prenderli è come bere un bicchiere d'acqua...anche il più piccolo movimento diventa una tortura,specie per chi è costretto a stare fermo su di un letto per mesi e mesi.
    Chiedete poi a chi ha avuto in casa una persona morta per un tumore alle ossa....vediamo cosa vi rispondono a proposito degli antidolorifici e dei sistemi vari per non far soffrire!

    Poi spesso si dice che l'eutanasia non è dignitosa....è invece diginitoso restare immobili su di un letto per dei mesi,con un tubo infilato nel braccio,uno nel naso,uno in pancia e aggiungiamoci il catetere....è dignitoso questo????
    Io direi di nò....
    Per cui ripeto,sì,sì e ancora sì all'eutanasia!
    Saluti Padani

 

 

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