Piero Canu, poeta, è il vincitore del Premio Letterario “Michelangelo Pira” edizione 2002. La proclamazione è avvenuta ieri mattina nell’hotel Califfo di Quartu, in una sala-convegni affollatissima (dopo due giornate di relazioni e dibattiti) di scrittori, intellettuali e critici giunti da tutta la Sardegna, oltre che di “non addetti ai lavori” appassionati di lingua e cultura sarda.
I partecipanti erano 70, ciascuno con una raccolta di poesie in una delle varianti del sardo (dal campidanese al nuorese, dal gallurese alle diverse sub-varietà delle zone interne). Una quindicina i finalisti, tra i quali l’ha spuntata Piero Canu di Tempio Pausania. La giuria di questa nona edizione del Premio, presieduta da Leonardo Sole dell’Università di Sassari - e composta da Franco Fresi, Salvatore Tola, Tonino Budroni, Bruno Rombi, Gaetano Gugliotta, Paolo Piquireddu - ha esaminato raccolte di versi spedite non solo dall’Isola, ma anche da altre regioni d’Italia, dalla Germania e dalla Svizzera (il bando del premio era stato inviato a molti circoli di sardi residenti oltre Tirreno).
A differenza di altri concorsi letterari nei quali si vince denaro, il premio intitolato a Michelangelo Pira prevede la pubblicazione in mille copie (delle quali 200 destinate all’autore) della raccolta delle poesie vincitrici. In modo da far conoscere e circolare un’opera altrimenti destinata a rimanere inedita o alla difficile ricerca di un editore. All’autore viene anche consegnata una targa d’oro raffigurante la Sardegna con un rubino incastonato al centro del Golfo degli Angeli (punto in cui sorge Quartu Sant’Elena (terza città sarda per numero di abitanti).
Ma di cosa parlano le poesie di Piero Canu incluse nella raccolta Rosì marini (Rose marine), con testi in gallurese e traduzione italiana a fronte? Si richiamano in larga misura a esperienze biografiche, sullo sfondo di una zona della Sardegna raffigurata in una chiave drammatica e lirica allo stesso tempo. Canu ha alla spalle una lunga gavetta, che gli ha valso precedenti riconoscimenti da parte di critici e di appassionati di poesia in limba.
Parallelamente al premio, quest’anno si è svolto un convegno sulla nuova narrativa sarda, che ha messo a confronto esperti di letteratura isolana e scrittori. In particolare alcuni autori affermatisi negli ultimi anni, quali Giulio Angioni, Salvatore Niffoi, Giorgio Todde, Luciano Marrocu. Accomunati anche da un’altra circostanza: dall’aver pubblicato gran parte delle loro opere con la stessa casa editrice, Il Maestrale di Nuoro.
Nel suo intervento dal titolo “Qualche problema di mercato”, Manlio Brigaglia ha sottolineato i meriti di questa piccola compagine editoriale, basandosi principalmente sui numeri delle copie vendute, autore per autore, sulle ristampe e le coedizioni con la Frassinelli di Milano. Nella sua duplice veste di narratore e studioso di letteratura, Natalino Piras si è fatto interprete dei percorsi tortuosi nei quali si muove uno scrittore sardo quando pubblica nella nostra regione, tra incomprensioni e fraintendimenti che ne smorzano l’entusiasmo. Tesi in parte condivisa, durante il suo lungo intervento, anche da Giulio Angioni.
Non sono mancate scintille, polemiche accese tra chi scrive in italiano e chi opta per la lingua sarda. I rappresentanti di quest’ultimo filone (che in passato ha annoverato stelle di prima grandezza come Benvenuto Lobina, Michelangelo Pira, Antonio Cossu) hanno lamentato l’esclusione dei romanzi, scritti negli ultimi anni di campidanese o in logudorese, dalle tematiche previste dal convegno. Anche se le maggiori case editrici isolane non hanno pubblicato, come fecero invece in passato, opere di narrativa in lingua sarda, di fatto queste hanno trovato spazi arrivando nelle librerie con sigle editoriali defilate e meno appariscenti. Non è da escludere che il prossimo convegno, collegato al premio Pira 2004 (che ha cadenza biennale) conceda una maggiore apertura in questa direzione.
Chi non ha partecipato e assistito ai lavori potrà leggere gli atti del convegno appena verranno pubblicati. Ma se vuole informazioni subito, può farlo collegandosi con sito www.campidanu.it, messo in rete venerdì scorso e già visitato da numerose persone, con tutta la storia dei premi e dei convegni a partire dalla prima edizione.


Giovanni Mameli
unisarda