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    Dalla parte del torto!
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    Predefinito chiarificazione definitiva

    In questo ultimo periodo vi sono state molte polemiche riguardante il Fronte Sociale Nazionale; penso perciò utile e giusto postare le posizioni politiche del Fronte(in certe occasioni datate ma che esprimono la nostra visione e coscienza politica) cosicchè si possano criticare o meno,ma su dati di fatto concreti.
    Mi auguro che questo post sia frutto di un dibattito e non lasciato morire a se stesso.
    Saluti frontisti
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    ORIENTAMENTI

    Questo intervento intende dare un contributo a chiarificare gli scopi, gli obiettivi e la natura del Fronte Sociale Nazionale italiano al suo primo appuntamento programmatico di Salerno di maggio 1998.
    Dalla sua nascita nel settembre 1997, il Fronte ha voluto rappresentare un'originale esperimento politico-culturale volto a superare gli schemi obsoleti del panorama politico italiano ed europeo, chiusi in uno sterile quanto artificiale contrapposizione tra le due fazioni di destra e di sinistra del Partito Unico Liberale.
    In questo senso ci si è volutamente rifatti come denominazione e programma ad un movimento omologo - il Front National francese - che in Europa è un esempio concreto di spina nel fianco del sistema bipolare liberaldemocratico del pensiero unico.
    Ma, come più volte sottolineato in interventi e contributi di esponenti del Fronte Sociale Nazionale Italiano,le peculiarità e le specificità culturali, storiche,politiche tra i due Paesi, fanno sì che le posizioni dottrinarie ed il modo di affrontare determinati problemi della società siano differenti.
    Come dire che il nemico è comune, ma il modo cui dargli battaglia e su quali terreni è diverso.
    Che il posizionamento politico del Fronte sia di destra o di sinistra rappresenta un falso problema finchè si ferma ad enunciazioni teoriche ed ad etichette prive di punti di riferimento; in realtà nel Fronte convivono unite esperienze e percorsi diversi che trovano un punto d'incontro nel rifiuto della liberaldemocrazia come formula politica capace di assicurare un'efficace partecipazione del popolo alla Res Publica e del liberismo capitalista come equo e giusto sistema economico di distribuzione della ricchezza e di affermazione spirituale dell'uomo.
    L'immaturità politica di chi non percepisce la forza di una nuova sintesi che nasce anche da un attento esame dell'esperienza drammatica di questo secolo, che ha fornito esempi fulgidi d'impegno e lotta, ma anche DOMANDE alle quali fornire GAMBE per affrontare il 2000, è un ostacolo per una Forza che aspira a rappresentare TUTTI gli Italiani all'interno di un Fronte nel quale possano convivere tendenze le più diverse politicamente ma accomunate da principi ed obiettivi comuni.
    Solo se il Fronte saprà essere tutto questo avrà un suo senso di esistenza e di proiezione, altrimenti sarà uno dei tanti partitini dell'ambito liberaldemocratico in competizione per qualche seggio in Parlamento.
    Il Frontismo è tutt'altro e vuole rappresentare l'insieme degli italiani nel riscatto nazionale, popolare e sociale e un tassello di un movimento mondiale di lotta al Super-capitalismo mondialista che hai suoi punti di forza non tanto nel sistema economico quanto nell'affermazione di un pensiero unico culturale imposto o accettato in vasti strati della popolazione.
    Il Fronte Sociale Nazionale è in questo senso un movimento rivoluzionario perchè informato da una concezione dell'Uomo e della Comunità totalmente ALTRA rispetto all'arco di forze che vanno dall'estrema sinistra all'estrema destra dello schieramento politico ed intende restare, anche se tatticamente può condividere singole battaglie politiche dell'una o dell'altra parte, un tentativo di SINTESI sia culturale che politica del tutto irriducibile all'attuale stato di cose.
    Va altrettanto messo in chiaro che il Fronte è l'espressione la più moderna ed attuale di quelle concezioni spirituali della politica che hanno di volta in volta rappresentato il più grande avversario di qualsiasi dottrina materlista dell'Uomo e dello Stato.
    Di qui la totale opposizione ed inconciliabilità dei principi e dei valori del Fronte nei confronti delle visioni liberali e marxiste che presuppongono entrambi la riduzione in termini materiali ed economicistiche della spiritualità insita nell'Uomo e nello Stato: sia chiaro, infatti, che se anche ci si trovi d'accordo su singole analisi economiche e sociali della realtà con pensatori di estrazione liberal-marxista ciò non può e non deve far dimenticare i diversi presupposti in termini di principi e di Weltanschauung che dividono nettamente il campo tra il Fronte e gli altri.
    Quanto all'artificiale divisione , che avviene soprattutto in italia, tra cultura CATTOLICA e LAICA, vestali ormai superate di tarde contrapposizioni tra massoni risorgimentali e Curia romana, entrambi colpevoli di volersi spartire le coscienze degli italiani per orientare i loro atti e comportamenti, il Fronte oppone una Cultura Nazionale che si liberi da questo duopolio ingombrante e che recuperi l'antica freschezza di quella cultura italiana viva, libera e schietta che nei Secoli ha fatto grande questo Paese, aldilà e nonostante le influenze curiali e massoniche.
    Le questioni etiche, che sono oggetto di discussioni anche vive all'interno delle nostre fila, devono essere valutate con l'unico criterio di una Rifondazione Nazionale e di difesa dell'Identità Nazionale minacciata finanche nella sua più intima esistenza dal nichilismo dei valori della massificazione capitalista votata alla disintegrazione delle coscienze delle persone per affermare l'unica entità voluta dalla Globalizzazione culturale: il Super-consumatore planetario senza più radici, senza costumi o religioni e senza un senso di appartenenza a qualcosa di superiore alla Coca-Cola.
    Il Fronte è per una naturale separazione tra Stato e Chiesa, per la più ampia libertà di culto e ritiene che le questioni etiche individuali abbiano una rilevanza solo quando interferiscano con il progetto di Rifondazione della Comunità Nazionale.
    Nell'Italia di oggi disgregata moralmente, socialmente come neppure il più pessimista degli Scritti Corsari di Pasolini avrebbe potuto preconizzare, occorre intraprendere l'immane compito di ricostruire una coscienza nazionale ed un Mito fondatore di tale coscienza che vada oltre il terreno politico per diventare un fenomeno trans-politico e meta-politico, come dimostra il recente caso della PADANIA, usata dalla Lega come recupero ed invenzione tra passato e futuro di un'entità mitica della quale possiamo discutere la validità, ma che sicuramente ha suscitato al Nord-Italia un senso di identità e appartenenza sconosciuto fino a pochi anni orsono.
    Suscitare questi sentimenti da Caltanissetta ad Aosta è il nostro compito principale per combattere la tendenza alla disgregazione ed alla drammatica scelta tra lo scioglimento in entità sovranazionali come l'Unione Europea di Maastricht ed un futuro non precisato Governo Mondiale - di cui si intravedono gli inquietanti contorni - ed i localismi esasperati che possono portarci ad un rapido tramonto di qualsiasi ipotesi di esistenza anche federativa in Italia.
    Non si vuole qui,infatti,sottoscrivere una dichiarazione di principio contraria al Federalismo, soprattutto se la Lega vorrà comprendere come nessuna entità statuale o etnica, neppure l'ipotetica Padania, potrà resistere ai Diktat dei mercati internazionali, veri e propri arbitri dei destini del mondo, ma che solo un percorso di liberazione nazionale e sociale può portare ad una Confederazione dei popoli europei, a meno di non voler sostituire una vuota concezione statuale con un'altra, immutata nella sua forma liberalcapitalista,destinata ad essere funzionale al progetto delle macro-regioni disegnate dalla Fondazione Agnelli e dal padronato tedesco.

    IL POTERE

    E qui tocchiamo un punto delicato del nostro intervento: è necessario per una forza antagonista quale vogliamo essere, avere una cognizione esatta ed analitica del Potere e delle sue articolazioni.
    Il Super-Capitalismo di fine secolo che possiamo identificare nei mercati internazionali, formati dai pochi gestori di un'enorme massa di titoli azionari ed obbligazionari di natura speculativa che tendono ad assecondare il processo di perdita della sovranità nazionale degli Stati, in questo affiancati da multinazionali che grazie ai processi di fusione ed incorporazione possono adesso controllare il mercato mondiale con un processo di concentrazione che ne riduce il numero intorno a 20/30.
    20 o 30 grandi multinazionali e pochi speculatori di borsa dirigono i destini di Governi e quindi d'interi popoli, come chiaramente dimostrato dallacrisi nel Sud-Est asiatico.
    A fronte di questo fenomeno senza precedenti nella storia dell'umanità, le decisioni che riguardano il Popolo non sono neppure prese in considerazione dai singoli governi nazionali, ma come insegna la vicenda di Maastricht e l'introduzione dell'Euro, da organismi che il cittadino neppure conosce se non per sentito dire, come la Commissione Europea, il Fondo Monetario Internazionale o la Banca Mondiale.
    Questo processo di delegittimazione della volontà popolare viene chiamata dagli analisti politici eufemisticamente DEFICIT DEMOCRATICO per dover giustificare la presenza ancora di Parlamenti nazionali, di partiti e di uomini politici più o meno capaci solo di apparire in televisione alle 8 di sera e di rappresentare davanti al popolo IL VOLTO DEL POTERE.
    In realtà la subordinazione dei partiti politici e dei loro esponenti ai voleri delle centrali finanziarie multinazionali ed agli organismi internazionali è totale e le prese di posizione delle sedicenti destre e sinistre del Partito Unico Liberale differiscono solo sui dettagli, ma mai alla sostanza.
    I partiti, quindi, sono ad un livello di potere secondario ed assai ridotto rispetto all'oligarchia appena sommariamente descritta, ma svolgono ancora la funzione di intercettare un consenso popolare sempre più inutile perchè privo di una reale capacità di interferire con i processi in atto.

    SITUAZIONE POLITICA IN ITALIA

    Non esiste attualmente in Italia una forza di opposizione nazionale all'attuale sistema di potere e di controllo che vede alleati i neo-marxisti ed il grande capitale tecnocratico, come peraltro è nelle conclusioni del Marx economico del Capitale e come accaduto del resto in numerosi Paesi dell'Est dopo la caduta nel 1989 del Muro di Berlino.
    Gli avvenimenti di questi anni sono sotto gli occhi di tutti: l'occupazione sistematica di tutti i gangli del potere(magistratura, corpi di polizia, giornalisti, Pubblica amministrazione ed enti pubblici, banche)da parte del partito unico del Polo e dell'Ulivo,la repressione ed il controllo di qualsiasi forma di opposizione non gradita al sistema di potere, la violazione delle più elementari forme di espressione delle Idee e le cariche della Polizia di Stato contro gli allevatori, gli studenti, i disoccupati a Napoli e Palermo, il divieto di commemorare le vittime nazionalrivoluzionarie degli anni di piombo a Roma, fino alla criminalizzazione del Prof. Di Bella scomodo alle lobby farmaceutiche ed agli oncologi protetti dal Ministero della Sanità.


    LINEE DI AZIONE

    Per quanto riguarda il Fronte, si tratta di operare in questo enorme spazio lasciato libero per affermare le istanze nazionali e sociali che occorre concentrare su tre direttrici principali.
    Prima di tutto il recupero dell'Identità nazionale che non si esaurisce in una semplice tutela di un'espressione geografica o dei valori dei bei tempi andati, ma in una forte offensiva culturale, politica e sociale che lanci provocatoriamente in un'epoca di globalizzazione la parola d'ordine della Rifondazione Nazionale, intesa come difesa del Lavoro italiano, dei prodotti italiani, della cultura italiana e della rivendicazione di una specificità del Nostro Popolo.
    In questo quadro l'opposizione a qualsiasi compatibilità delle esigenze della globalizzazione dei mercati, come la crescente disoccupazione e la distruzione dei sistemi sociali(previdenza,sanità e servizi pubblici)c'induce a proporre ed a realizzare la PIENA OCCUPAZIONE degli italiani, attraverso la PREFERENZA NAZIONALE nelle assunzioni e nel penalizzare la delocalizzazione all'estero d'impianti che occupano manodopera italiana, in altri Paesi dove la manodopera ed il costo del lavoro sia minore.
    Un discorso particolare merita il Sud Italia dove maggiormente si sentirà l'effetto degli accordi di Maastricht e l'introduzione dell'Euro che causeranno un'inevitabile aumento della disoccupazione, che già coinvolge la metà della popolazione attiva: l'assenza di una seria politica governativa da 50 anni a questa parte ha ridotto il Sud ad un degrado sociale, economico e morale inequivocabile e non saranno certo i contratti d'area o la flessibilità selvaggia(che andrà a sommarsi al lavoro nero ed illegale)che risolverà una situazione dove l'assenza di regole certe e rispettate, non consentirà il ristabilimento di un senso di appartenenza alla Comunità Nazionale.
    Per questo il Fronte Sociale Nazionale chiede un intervento straordinario nel Sud che comprenda la riduzione del costo del denaro di almeno 5 punti percentuali per le imprese che investono al Sud, agevolazioni fiscali per le medesime imprese che preferiscano investire al Sud piuttosto che delocalizzare gli impianti all'Estero, la assunzione preferenziale di italiani nel settore dell'edilizia,agricolo e della pesca, l'intensificazione della lotta al lavoro nero che coinvolge italiani ed extracomunitari, la costituzione di un'Agenzia speciale per il Sud socializzata(che comprenda operatori economici e rappresentanti locali)che predisponga un piano decennale di sviluppo delle infrastrutture mancanti(elettrificazione, idriche, rete autostrale,ferroviaria,edilizia scolastica,presidi sanitari)che preveda la destinazione a tale scopo della tassazione delle rendite azionarie ed obbligazionarie.
    In generale, ci si deve rivolgere per tutelarne la rappresentanza a tutti quei soggetti vittime della globalizzazione: piccole e medie imprese, disoccupati di lunga durata esclusi dal ciclo produttivo per esigenze del mercato, inoccupati,studenti costretti al precariato sempre più diffuso come unica forma di lavoro compatibile con il mercato.
    Per i servizi pubblici e sociali proponiamo la SOCIALIZZAZIONE INTEGRALE, mediante Consigli d'Amministrazione dove siedano rappresentanze dell'utenza che versa i contributi sociali, per poi estendere questa misura all'intera società italiana mediante un piano graduale di socializzazione, dalle grandi imprese alle medio-piccole, attraverso un'estensione ed una modifica del principio contenuto nell'Art.46 della Costituzione.
    L'obiettivo finale è la costruzione di uno SPAZIO AUTARCHICO EUROPEO che ponga fine all'equivoco monetarista di Maastricht e avvii una politica commerciale di collaborazione su base internazionale non più su criteri libero-scambisti, ma su sinergie produttive paritarie basata sulla teoria dei cerchi concentrici propugnata, tra gli altri, dal premio Nobel MAURICE ALLAIS.
    Attraverso la Socializzazione dell'Economia e della Società, si potrà finalmente dare spazio ai corpi intermedi che devono godere della massima autonomia rispetto allo Stato, nell'ambito e nel rispetto dei principi di fondo della Comunità Nazionale, uscendo così dalle forme di oligopolio del mercato liberista e dalle forme di Stato-padrone dell'economia che hanno coltivato il clientelismo e la corruzione che ben conosciamo.
    L'autogoverno dei corpi economici e sociali, nonchè forme di autonomia degli enti locali e di federalismo sono possibili solo in uno Stato dai VALORI COMUNITARI CONDIVISI che stabilisca solo pochi principi di fondo immutabili ed intangibili che definiscano i criteri di azione della Comunità Nazionale: il resto delle attività deve esser lasciato all'autonomia dei corpi sociali, fuori dall'ottica liberista del lavoro e dell'economia.
    In quest'ottica, siamo molto critici verso alcune teorie sulla WELFARE COMMUNITY propugnate in Italia dalla Destra Sociale di AN che muovendosi in un contesto dominato dal liberismo economico, contribuiscono solo ad alimentare inutili confusioni ed a proporre correttivi di scarso rilievo ed incidenza dando solo maggior fiato ai sostenitori del libero mercato, senza alcun riferimento alla Rifondazione del vero Stato Nazionale e Popolare.
    Parimenti misure come la legge sulle 35 ore lavorative - proposta da Rifondazione Comunista - seppure auspicabili su un piano generale e come recupero della sfera privata e non produttiva della persona, se non supportate da altre misure di accompagnamento quali un reddito di cittadinanza, dovuto al cittadino in quanto italiano e svincolato da criteri di produttività come spiega il sociologo del lavoro francese GUY AZNAR nel suo libro LAVORARE MENO, LAVORARE TUTTI o JEREMY RIFKIN nel suo LA FINE DEL LAVORO non producono un solo posto di lavoro in più, ma rendono solo più costosa la manodopera e quindi prevedibile il ricorso ad ulteriori riduzioni di personale.

    POLITICA ESTERA

    Una terza direttrice di azione riguarda il recupero di una piena Sovranità Nazionale ed indipendenza nazionale che si lega anche al riscatto sociale dell'Italia.
    Per troppo tempo si è assistito alla Dominazione americana in questo Paese: la recente tragedia del Cermis e la tentata aggressione all'Iraq hanno - ancora una volta - mostrato la debolezza italiana nei confronti del potente alleato.
    L'uscita dal Patto Atlantico e dei suoi onerosi Protocolli, perlopiù segreti, è alle soglie del 2000 una richiesta necessaria per essere padroni di casa nostra e non avallare ulteriori allargamenti della NATO verso l'Est Europa ed il Sud del Mediterraneo che ci pongono come gendarmi di interessi altrui in aree che ci dovrebbero vedere attori di una politica di amicizia e collaborazione economica e culturale.

    IMMIGRAZIONE E SOVRANITA' NAZIONALE

    Il problema della sovranità nazionale è strettamente legato all'analisi ed alla risoluzione del fenomeno immigratorio in Italia ed in Europa.
    Posto che l'immigrazione selvaggia di masse incontrollate provenienti dai Paesi del Terzo e Quarto Mondo, per quanto ci riguarda dai Paesi del Maghreb, è dovuta essenzialmente alla spoliazione organizzata a livello internazionale dai massimi organismi usurocratici che detengono il potere mondiale e che ha nell'arma del debito pubblico di quei Paesi il mezzo di ricatto per mantenerli in condizioni di sotto-sviluppo.
    L'utilizzo di masse di diseredati disposti a trasferirsi per migliorare le loro condizioni di vita nei Paesi Europei per poterli impiegare come manodpoera a basto costo, nella migliore delle ipotesi, o come manovalanza del crimine organizzato nella peggiore, rappresenta un problema enorme negli anni a venire, soprattutto in Italia dove il fenomeno appare in ritardo di almeno 20 anni rispetto a Paes come la Francia o la Germania.
    E' altrettanto vitale che una forza di riscatto nazionale non commetta l'errore di astrarre il fenomeno immigratorio dal contesto più ampio della Sovranità Nazionale che vuol dire affrancamento da tutte quelle organizzazioni internazionali che sono le prime responsabili del fenomeno stesso (FMI, Banca Mondiale, ONU).
    Ciò vuol dire che il Fronte Sociale Nazionale rifiuta qualsiasi presa di posizione xenofoba o razzista che non sono affatto una presa di coscienza del fenomeno, tutto interno ad una logica di divisione internazionale del lavoro, ma rifiuta anche le demagogiche e salottiere convinzioni progressiste di una futura, ineluttabile società multirazziale sul modello americano che non avverrà mai se non nelle astrazioni mentali di qualche sociologo o intellettuale in malafede.
    Il problema, secondo noi, si risolve destinando in loco risorse per lo sviluppo e privando il FMI e gli USA del potere di ricatto verso quei Paesi che cercano faticosamente di ermergere, con un'autarchia di grandi spazi economici che già esiste in realtà (basti pensare al MERCOSUR per l'America Latina o al NAFTA per i Paesi del Nord e Centro America o al mercato Euro-Mediterraneo) che privati della loro logica libero-scambista, ben potrebbero assicurare prosperità e benessere nelle aree di propria pertinenza.
    Essendo ovviamente questa una condizione da realizzare come obiettivo strategico, nel breve e medio termine, il Fronte rivendica il diritto all'esistenza del popolo italiano, minacciato sia dall'AMERICAN WAY OF LIFE che dal Pensiero Unico omologante che pretendi di spacciare per solidarietà e tolleranza quello che appare come un programmato genocidio dei popoli.
    Se gli esegeti della tanto teorizzata SOCIETA' APERTA E MULTIRAZZIALE fossero minimamente coerenti con le loro premesse dovrebbero accettare le misure che il Fronte Sociale Nazionale italiano propone sull'argomento: pari trattamento economico e previdenziale per gli immigrati che lavorano in Italia con regolare permesso di soggiorno; rimpatrio per gli immigrati clandestini e non in regola, per evitare trattamenti discriminatori con altri cittadini di Stati Europei che se non in regola vengono immediatamente rimpatriati con foglio di via obligatorio; Conferenza Internazionale tra Paesi europei coinvolti dal problema e Paesi che causano, loro malgrado, il fenomeno immigratorio, per proporre e studiare soluzioni su base paritaria e di reciprocità, eventualmente programmando quote di flussi sopportabili ed un'efficace politica di sviluppo e cooperazione.
    Su questo tema, non da ultimo, va ricordato che il Fronte accoglie integralmente nel suo programma le tesi del Professor Giacinto Auriti dell'Università degli studi di Teramo sulla PROPRIETA' POPOLARE DELLA MONETA, da sottrarre all'arbitrio delle Banche Centrali che attraverso l'emissione ed il controllo della massa monetaria circolante determinano il tasso d'interesse nazionale ed internazionale sul quale è costruito l'INTERO SISTEMA DEL DEBITO PUBBLICO E PRIVATO DEI PAESI EUROPEI E DEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO, il che causa l'attuale fenomeno di divario Nord-Sud, del quale l'immigrazione è la cartina di tornasole.
    Sul piano internazionale, coerentemente con le sue impostazioni, il Fronte auspica un accordo con tutti quei Paesi e Movimenti che lottano contro il Nuovo Ordine Mondiale ideato dagli USA per dominare militarmente ed economicamente il Globo: in questo senso non ritiene che la crescita di un polo capitalistico europeo così come voluto da Maastricht sia una buona ragione per sostenere l'Europa della Moneta e della Borsa di Francoforte; la competizione tra l'Europa e gli USA, su questo piano, eliminata la concorrenza dell'Asia, rappresenterà uno scontro tra potenze capitalistiche sulla pelle dei popoli europei, arabi ed africani che potrebbe solo condurre ad una guerra mondiale tra i due poli del capitale internazionale.
    Solo un Fronte Antimondialista europeo e mondiale composto dai vari Fronti nazionali potrà costituire un valido contraltare all'invadenza del SUPERCAPITALISMO anonimo sia esso targato Wall Street o Francoforte.

    IDENTITA' NAZIONALE E RIFONDAZIONE DELLO STATO

    I due concetti sono intimamente connessi e interdipendenti, nel senso che è impossibile perseguire l'una senza l'altra e viceversa.
    Su tale palmare verita', che sembra sfuggire a tutte le altre formazioni politiche, il FRONTE sociale NAZIONALE fonda la propria sconnotazione ideale e la propria linea politica.
    L'Identità Nazionale non è un espressione astratta, è un Fatto, che si verifica se e nella misura in cui il Popolo in essa si riconosca.
    Possiamo dire che essa è un sentimento di Popolo, intendendo per sentimento qualcosa che trascende il campo della mera emotività per assurgere alla intensità di convinzione sentita.
    Ora è chiaro che provare sentimenti e nutrire convinzioni è privilegio esclusivo degli organismi pensanti, quali sono soltanto le persone umane.
    Il Popolo, se inteso soltanto come una grande pluralità di individui in cerca ciascuno del proprio tornaconto, non è un organismo pensante, e non può pertanto in quanto tale nutrire convinzioni nè sentimenti, ma solo una miriade di umori e pulsioni diverse e spesso contrastanti.
    In una simile situazione (non soltanto italiana), proclamare nelle Costituzioni che lo Stato è fondato sulla volontà popolare (del tutto immaginaria) equivale ad affidare la conduzione della cosa pubblica ad altre volontà (incostituzionali ma ben reali).
    Soltanto l'affermarsi nel Popolo del senso di appartenenza ad una stessa Comunità Spirituale ed Ideale, che scaturisce dalla Coscienza di una comune cultura e tradizione storica e di un comune avvenire, può fargli avvertire la necessità di realizzarsi in una Comunità politica unitaria e gerarchica quale lo Stato, ma è solo quest'ultimo che può a sua volta portare a maturazione e rendere operativo e fecondo il vincolo comunitario.
    Con questa premessa, nel riaffermare la propria convinzione che lo Stao non può fondarsi che sulla volontà popolare, il FRONTE sociale NAZIONALE pone, però, come primo problema da affrontare, lo studio e l'adozione di una forma di ordinamento che componga il Popolo ad organismo pensante e senziente, unica condizione che gli permetta la formazione e l'espressione di una volontà, non solo nella designazione della classe dirigente propriamente politica, ma anche per l'ininterrotto funzionamento e coordinamento di ognuna delle componenti dell'attività nazionale.
    Il FRONTE sociale NAZIONALE denunzia infatti la falsità ed insincerità di ogni forma di pretesa democrazia che limiti la pubblica funzione popolare a periodiche e generiche votazioni su liste predisposte, senza consentire la partecipazione organica e permanente del popolo alla vita dello Stato.
    E' chiaro però che per conseguire tale obiettivo, il Popolo dev'essere considerato e posto effettivamente in grado di operare come unità pensante.
    Ora, se consideriamo quella unità pensante naturale che è una persona, vediamo che essa è composta di innumerevoli cellule, anche molto più differenziate tra di loro di quanto non siano le singole persone che costituiscono un Popolo.
    Tuttavia esse formano una ben precisa ed autocosciente unità pensante che, salvo i casi patologici, anche in presenza di pulsioni contrastanti è in grado di compiere una scelta.
    Qual è, dunque, chiediamoci, il fattore che nella persona fa ex pluribus unum?E' l'organicità che consiste nel fatto che ognuna delle cellule ed organi adempie ad una funzione nell'interesse dell'intero organismo.
    Sappiamo però che, in una Comunità non di cellule ma di individui complessi, la realtà di ognuno di essi può esaurirsi nella sua funzione sociale solo in associazioni di livello inferiore (formiche, api,termiti,ecc)mentre più elevato e complesso è il livello psichico della specie e più si afferma in ogni individuo la sfera individuale.
    Ciò attinge il massimo nell'Uomo, di cui giustamente si dice che ogni persona è unica ed irripetibile (e non tenerne sufficentemente conto è la palla al piede di ogni sistema collettivista).
    Tuttavia, anche in una società umana, è ben difficile concepire una persona che non svolga un'attività anche socialmente utile e rilevante.
    Persino l'apprendimento, cui l'Uomo si dedica sin dalla più tenera infanzia, è una funzione la cui utilità sociale è palese.
    Persino le attività puramente ricreative o ludiche, contribuendo all'efficienza e all'equilibrio psichico dei cittadini, sono socialmente rilevanti.
    Non parliamo poi di quelle produttive, culturali, scientifiche, sanitarie,commerciali,terziarie,artistiche,sportiv e o addirittura di quelle che vengono di regola esercitate da apposite pubbliche strutture (giudiziarie,amm.ve,didattiche,di ordine pubblico, di difesa nazionale,ecc).
    Nel loro complesso, tutte queste costituiscono la vita nazionale, ed è quindi compito precipuo dello Stato adoperarsi affinchè esse siano incentivate, tutelate ed organicamente coordinate.
    Che altro è ogni forma di vita se non sinergia organica?
    Dev'essere chiaro d'altronde che non può esistere un coordinamento organico di una pluralità di esseri autonomante pensanti quali i cittadini, se in essi non sia vivo ed operante il senso di appartenenza ad un'unica nazione, la cui solidità, libertà e dignità sono condizioni necessarie anche per quelle dei singoli.
    Ognuno deve considerarsi partecipe della vita nazionale ed orgoglioso di essere tale, e solo in tal modo potrà sentirsi veramente libero, pur in presenza delle limitazioni e regole deliberate per il bene comune che egli sentirà come necessità e non come imposizioni esterne.
    Occorre educare i nostri concittadini alla convinzione che lo Stato non vive ed opera soltanto attraverso coloro che fanno parte di organi pubblici, bensì in ogni attività rilevante ai fini nazionali e cioè attraverso ogni cittadino attivo.
    Il confine tra pubblico e privato deve passare all'interno di ogni singola coscienza.
    Se ognuno non sente la dignità, l'orgoglio e la responsabilità di essere, per umile che sia il suo compito, parte integrante ed operante dello Stato, ogni concetto di libertà politica è solo vento di parole.
    Ne vi è parità di diritti senza parità di doveri.
    Per questo il FRONTE sociale NAZIONALE si fa assertore di una DEMOCRAZIA che va molto al di là dell'attuale sistema molto formalmente rappresentativo, e proclama la necessità ineludibile del sistema PARTECIPATIVO.
    In esso ogni cittadino, consapevole delle funzioni nazionali che quotidianamente svolge, dev'essere posto in grado di esprimersi, con competenza e cognizione di causa, attraverso i rappresentanti di dette funzioni, eletti per gradi sia al supremo organo legislativo che agli organi intermedi, anzichè per il tramite di artificiose formazioni partitiche, rizzate dai parassitari politici di mestiere privi di ogni qualificazione, come quelli che hanno dato pessima prova di sè nell'ultimo cinquantennio.
    L'IDENTITA' NAZIONALE sarà così RIFONDATRICE dello Stato.
    Lo Stato sarà così espressione e tutore dell'Identità nazionale.

    INTERNAZIONALISMO NAZIONALISTA E SOCIALE: RAPPORTI CON I MOVIMENTI OMOLOGHI IN EUROPA E NEL MONDO

    Nel XIX Secolo il marxismo concepì l'Internazionalismo come forma antagonista agli interessi padronali, all'epoca sviluppati all'interno di singoli mercati nazionali.
    L'interesse dei popoli sarebbe stato tutelato, secondo la tesi marxista, solo dal progressivo abbandono della dimensione nazionale a favore di quella trans-nazionale del Proletariato.
    Noi non condividiamo questa visione, poichè limita il concetto di proletariato fondato sulla lotta tra le classi; possiamo però riconsocere che fino alla 2a Guerra Mondiale il capitalismo aveva un carattere prevalentemente mono-mercato, nel senso che si sviluppava e poneva i propri condizionamenti all'interno di una sola nazione.
    Lo sviluppo delle nuove tecnologie, soprattutto nel settore delle TeleComunicazioni, ha favorito negli ultimi decenni lo sviluppo di un mercato unico, per esempio attraverso la trattazione continua nelle borse mondiali,che utilizzando i diversi fusi orari continuano a trattare i titoli senza interruzione.
    Il desiderio del Capitalismo è oggi quello di realizzare un unico mercato governato dalle stesse regole, ovviamente stabilite dagli esponenti del Nuovo Mercato Mondiale.
    L'unica strada per combattere questo desiderio neo imperialista è quella di realizzare forti movimenti nazionali in tutto il mondo.
    Come italiani e convinti europeisti, noi del Fronte sociale Nazionale ci rivolgiamo innanzitutto al Front National francese ed a tutti i movimenti e partiti di opposizione nazionale e sociale che in Europa si battono sulle nostre identiche posizioni per la dignità, l'indipendenza e l'unificazione dell'Europa.
    Naturalmente il regime oggi tende a criminalizzare qualsiasi forma di nazionalismo perchè ne vede in nuce un pericolo per il proprio progetto.
    Il regime utilizza quindi le vecchie parole d'ordine del marxismo come Internazionalismo(oramai santificate dal politicamente corretto) per contrapporle al nazionalismo(da tempo demonizzato come residuo ideologico del Fascismo).
    L'internazionalismo marxista era cmq cosa assai diversa rispetto alla visione globalista in cui l'aspirazione finale è quella di creare nel mondo una categoria unica di uomini: i consumatori.
    Il FRONTE sociale NAZIONALE deve seguire in Italia uno sviluppo coerente alle tradizioni ed alla storia del nostro paese.
    Deve però saper dialogare con i movimenti che nel mondo, seguendo magari strade diverse, stanno cercando di predisporre azioni di contrasto allo strapotere capitalista.
    Qualora movimenti con finalità diverse da quelle del Fronte manifestassero nei fatti di voler perseguire la difesa dell'Identità Nazionale sarebbe obbligatorio per il Fronte sociale Nazionale fornire loro qualsiasi collaborazione e stabilire contatti per iniziative comuni.
    Il FRONTE sociale NAZIONALE non tenta improponibili mediazioni tra destra e sinistra, ma più semplicemente ne supera i concetti sviluppando un'ideologia rivoluzionaria che pur affondando nel passato le proprie radici, nel futuro vuole realizzare il SOCIALISMO DELLE PATRIE.
    Il regime ha cercato di impedire la coniugazione dei movimenti nazionali attribuendo ad alcuni patenti politiche così forti da frenare una delle due parti politiche nella possibile azione di solidarietà.
    Pensiamo per esempio alla guerra in VIETNAM, dove gli americani hanno potuto contare sul colpevole silenzio dei movimenti di "destra",poichè quella Nazione fu adottata dalla propaganda comunista.
    Un discorso ancora più significativo può essere fatto sull'area Centro e Sud americana ed in particolare su CUBA, la cui rivoluzione fu nazionalista e per nulla comunista.
    CASTRO finì poi nella sfera d'interesse dell'URSS poichè solo da quella parte ricevette aiuti e solidarietà.
    Oggi, con la caduta dell'Impero Sovietico, CUBA è abbandonata a se stessa in quanto i comunisti non hanno più la forza per sostenerla, i neocomunisti (tra cui gli Italiani in testa) non possono compromettersi per dimostrare al mondo la piena adesione al sistema liberal-democratico e gli altri la considerano appunto comunista.
    Solo il Vaticano si è mosso vedendo, con la solita lungimiranza, un possibile terreno di caccia per il suo ecumenismo.
    Probabilmente l'intervento di questo Papa favorirà la fine dell'embargo contro Cuba, ma il prezzo che quel Paese pagherà sarà la colonizzazione economica, politica e religiosa.
    Per questo motivo Castro sta ancora cercando di fronteggiare con le proprie forze l'emergenza cubana.
    Per questo motivo il FRONTE sociale NAZIONALE dovrebbe essere a fianco di CUBA nella sua lotta in difesa dei valori nazionali contro il globalismo delle potenze liberaldemocratiche e clericali.
    Il FRONTE sociale NAZIONALE sostiene la legittima aspirazione all'autodeterminazione del Popolo palestinese contrastata dai falsi alleati complici dell'imperialismo e dal gendarme del globalismo rappresentato dallo Stato d'Israele.
    Il Fronte deve poi contrastare le manovre di colonialismo economico nei confronti di quei Paesi dell'estremo oriente, prima utilizzati come serbatoio per fornire mano d'opera a basso costo (spesso minorile) e poi penetrati nei mercati, considerati terreno di caccia per l'ampliamento del parco dei consumatori dell'economia iper-liberista.
    Analoghe azioni di sostegno dovranno essere attuate dal FRONTE sociale NAZIONALE nei confronti della LIBIA che da anni in solitudine combatte contro lo strapotere americano ed il desiderio di NORMALIZZAZIONE.
    Soprattutto poi il Fronte deve sostenere l'IRAQ.
    Il popolo iracheno ed il governo iracheno sono la stessa cosa e Saddam Hussein è il legittimo presidente di quel Popolo.
    Ogni tentativo delle organizzazioni internazionali di destabilizzare quel governo va interpretato come criminale ingerenza in uno Stato sovrano.
    Il partito al governo in Iraq, il partito Baath, fonda i propri convincimenti politici su basi comuni a quelle del Fronte Sociale Nazionale.
    Se permettiamo la criminalizzazione di Saddam Hussein accettiamo implicitamente la criminalizzazione dei nostri ideali.
    Il popolo iracheno è nostro fratello perchè comune è la nostra battaglia.
    Come lo è il popolo iraniano.
    La Repubblica Islamica dell'Iran creata dall'Imam Khomeini persevera nella sua lotta anti-imperialista ed antisionista presso l'Umma islamica tutta: in Palestina, in Libano, come nell'Asia centrale.
    Il Fronte sociale nazionale auspica l'immediata pacificazione tra i due popoli in vista della comune lotta per liberare il Medio Oriente e tutto il mondo arabo-islamico dall'ingerenza della superpotenza mondialista USA e dall'occupazione sionista della Palestina.
    Un'ideologia, quest'ultima, già in passato condannata dalla comunità internazionale come militarista, razzista ed etnocida.
    Il FRONTE sociale NAZIONALE invita la stessa comunità ebraica internazionale a prendere le distanze e condannare il sionismo mondiale, in tutte le sue manifestazioni.
    Solo lo sviluppo in tutto il mondo di movimenti nazionali tra loro collegati, può costruire l'alternativa politica e quindi lo schieramento antagonista al regime liberal-democratico ed iper-liberista.
    L'internazionalismo del FRONTE sociale NAZIONALE si basa quindi sulla solidarietà tra i Popoli, sull'equa distribuzione delle risorse del Pianeta, sulla guerra a chiunque desideri la sottomissione di un Popolo per favorire ingiustamente il proprio interesse economico, ma anche sulla difesa dei valori propri di ogni Popolo.
    Essere nazionalisti (oppure internazionalisti)per noi significa amare la propria Patria e rispettare quella degli altri.
    L'internazionalismo del Nuovo Ordine Mondiale desidera, invece,la distruzione di tutte le Nazioni, l'annientamento di tutti i Popoli, per costruire stati fantoccio confederati in entità politicamente inesistenti governate da banche.
    Il mercato unico, la moneta unica, il governo unico, come unica religione, sono il fine ultimo del regime.
    Il FRONTE sociale NAZIONALE dve combattere questo disegno, allenadosi organicamente con chiunque abbia ideali comuni, ma deve sapersi anche strategicamente alleare con chiunque, seppure da posizioni diverse, oggi contrasta il disegno globalista.

    LAVORO E PIENA OCCUPAZIONE: TUTELA DEL PRODOTTO ITALIANO, PREFERENZA NAZIONALE E LOTTE SOCIALI PER GLI ESCLUSI DALLA GLOBALIZZAZIONE ECONOMICA

    Il FRONTE sociale NAZIONALE ritiene che l'evoluzione e la conseguente modernizzazione del sistema economico capitalista italiano portino seco, anche in conseguenza dell'inarrestabile diminuzione dei precedenti aumenti annui del prodotto interno lorod, l'inevitabile diminuzione del numero dei cittadini lavoratori atipici, la cui attività troppe volte nasconde fenomeni di sfruttamento e di lavoro irregolare.
    La situazione pesante che sfiora la recessione è ancora più peggiorata dal patto di AMSTERDAM destinato a diminuire la percentuale d'investimenti a carico del sistema pubblico e quindi a rendere impossibile la diminuzione del tasso di disoccupazione.
    Questi fenomeni sono ancora più accentuati dall'aumento della Globalizzazione economica e dalla delocalizzazione degli impianti produttivi, destinati ad aumentare sempre più l'area dell'emarginazione sociale in Italia.
    Il FRONTE sociale NAZIONALE, al fine di garantire ad ogni cittadino italiano la realizzazione del Diritto al Lavoro, PROPONE:

    1. la ripresa degli investimenti pubblici destinati a creare le indispensabili infrastrutture, mancanti soprattutto nel Mezzogiorno italiano, tipiche di una economia moderna ed a produrre nuova occupazione;

    2. l'abolizione della rigida organizzazione del lavoro oggi esistente attraverso la trasformazione dell'orario legale di lavoro, da settimanale ad annuale, nella convinzione che un'organizzazione aziendale più flessibile possa incrementare le opportunità di lavoro;

    3. la previsione di norme penali che colpiscano duramente l'utilizzo del lavoro nero minorile al fine di far emergere la quota occupazionale sommersa;

    4. il finanziamento annuo, in base allo sviluppo del prodotto lordo interno, delle iniziative individuali e collettive finalizzate a sviluppare l'imprenditoria giovanile e le attività atipiche e le nuove professioni esercitate da giovani disoccupati.

    Il FRONTE sociale NAZIONALE poi, per combattere la delocalizzazione delle grandi imprese, che tanto contribuisce alla scomparsa della piccola imprenditoria ed alla conseguente perdita del posto di lavoro degli addetti, propone l'istituzione di adeguati DAZI doganali nei confronti delle merci provenienti da Paesi extracomunitari i quali non garantiscono ai propri cittadini lavoratori i diritti economici, sociali e sindacali riconosciuti oggi dall'Unione Europea ai propri lavoratori, nonchè la diffusione e la formazione di una COSCIENZA DEL CONSUMATORE, il quale può determinare con le sue scelte quotidiane il destino delle merci suddescritte.
    Per lavoro dev'essere inteso non solo quello remunerato, ma anche quello non remunerato, quale quello svolto dalle casalinghe, dai volontari che prestano assistenza agli anziani e disabili.
    Anche il disoccupato dev'essere maggiormente tutelato, onde evitare che si senta un essere inutile ed essere costretto al suicidio.
    Occorre privilegiare la sfera LOCALE del lavoro, perchè è l'unico modo possibile per eliminare la disoccupazione ed un tipo d'organizzazione produttiva che possa prescindere dalle carenze d'infrastrutture ed energetiche così determinanti al Sud d'Italia.
    Il capitale deve essere al servizio dell'Uoo e non l'Uomo al servizio del Capitale.
    Poichè oggi il capitale egemone è solo il capitale finanziario, è chiaro come la disoccupazione sia voluta perchè più occupazione significa più inflazione e quindi aumento dei tassi d'interesse e perdita di redditività degli investimenti finanziari, se si considera che oggi il 90% delle transazioni è di natura speculativa.
    Per risolvere in via definitiva il problema sempre più grave della disoccupazione, il FRONTE sociale NAZIONALE coerentemente a quanto contenuto in premessa dello Statuto, auspica con forza l'avvio di una politica di opposizione alle privatizzazioni di aziende strategiche(trasporti,comunicazioni,energie)nonchè l'affermazione dell'esigenza di avviare una sostanziale e rivoluzionaria politica di SOCIALIZZAZIONE dell'Economia nazionale, unica forma di reale distribuzione del reddito.

    GLOBALIZZAZIONE DEI MERCATI, MAASTRICHT E COSTRUZIONE DI UNO SPAZIO AUTARCHICO,POLITICO ED EUROPEO

    Un futuro d'insicurezza,instabilità,disoccupazione e povertà di massa attende uomini e popoli del mondo se il processo di globalizzazione dei mercati, di nuovo ordine mondiale non verrà bloccato.
    La progressiva distruzione delle naturali protezioni nazionali contro la speculazione e la corsa senza limiti al profitto ed all'usura ha, quali centri propulsori simbolo, il FMI, la Banca Mondiale, le Banche Centrali, le Borse della City e di Wall Street, sedi geo-economiche del monetarismo e dell'usura internazionale.
    La conclamata meta della globalizzazione pretende un LIBERO mercato che non esiste e che è,anzi,irrealizzabile.
    Sono infatti gli stessi predicatori del mercato planetario, della concorrenza globale, delle economie "aperte" e cioè le società sovranazionali che intervengono ed imperversano sui mercati non certo liberamente ma grazie al sostegno degli istituti centrali e delle banche d'affari che mettono a loro disposizione mezzi senza limiti e senza costo.
    La bandiera della Globalizzazione economica non è altro che il velo che copre un campo di battaglia senza confini tra potenti oligopoli finanziari.
    Un campo di battaglia nel quale non sono ammesse reti di protezione sociale e nazionale a difesa degli uomini e dei popoli.
    Un terreno di conquista dove ogni attività economica dev'essere libera preda, dove ogni sovranità nazionale deve essere costretta ad abdicare.
    Dove l'autosufficienza economica è superflua e deve essere limitata.
    Dove la ricerca scientifica è una posta passiva di bilancio e deve essere cancellata.
    Dove il lavoro dell'uomo diventa un costo e deve essere dunque tagliato.

    DARE AL POPOLO LA PROPRIETA' DELLA MONETA

    Il monetarismo delle attuali Banche Centrali(Fed. Banca D'Inghilterra, Banque de France e costituenda Banca Centrale dell'UE)è dettato dalle leggi del profitto e dell'usura.
    La moneta nasce oggi di proprietà della banca che la emette prestandola ai cittadini.
    Al contrario noi pretendiamo che nasca di proprietà dei cittadini e che sia attribuita ad ognuno come reddito comunitario.
    La proprietà di popolo della moneta permetterà ad uomini e nazioni di riappropriarsi della propria storia, della propria libertà, del proprio destino.

    ABROGARE IL TRATTATO DI MAASTRICHT

    Il Trattato di Maastricht(art.107 e 108)concede alla Banca Centrale dell'UE il dominio assoluto della politica economica e monetaria e quindi espropria governi e popoli del loro sacrosanto diritto di decidere autonomamente sul proprio futuro indebitando i cittadini che vengono così resi sudditi e debitori del loro stesso denaro.
    Il Trattato di Maastricht cancella ogni sovranità nazionale, detta limiti e condizioni allo sviluppo, smantella ogni stato sociale, mercifica il lavoro, rende uomini e donne della nostra terra oggetti di conquista e di sfruttamento da parte del liberismo più selvaggio.
    Il Trattato di Maastricht - come la cosiddetta UME, Unione Economica e Monetaria - non è affatto uno spazio antagonista all'egemonismo dei potentati economici e finanziari della City e di Wall Street: rappresenta invece il cavallo di Troia del Globalismo iperliberista ed è un tassello fondamentale di quella strategia di omologazione e colonizzazione del mondo voluta dal Fondo Monetario Internazionale, dalla Banca Mondiale e dalla Grande Finanza Sovranazionale.
    Il Trattato di Maastricht va dunque denunciato ed abrogato per riaffermare la sovranità nazionale di ogni comunità nazionale europea.

    L'UME, CAVALLO DI TROIA DELLA CITY E DI WALL STREET

    UME - la dichiarata Unione economica e monetaria di Bruxelles - è un obiettivo aberrante perchè considera l'uomo merce e la comunità nazionale bestiame di uomini da sfruttare.
    Sancisce la fine della sovranità politica dei cittadini e subordina i popoli ai diktat della tirannia usurocratica.
    La cosiddetta Unione economica e monetaria è anche il teatro della progressiva rapina dei beni e delle ricchezze strategiche nazionali.
    E le armi utilizzate dai grandi oligopoli sovranazionali a questo fine sono le privatizzazioni,le deregolamentazioni e la cosiddetta flessibilità del lavoro.
    Con le privatizzazioni delle aziende strategiche e di pubblica utilità vengono sottratti al popolo non soltanto i mezzi per l'autosufficienza economica, ma anche le basi stesse dello sviluppo.
    Con l'annullamento delle regole si distrugge lo stesso contratto di convivenza e di sviluppo liberamente sottoscritto da ogni cittadino nell'interesse proprio e di tutta la comunità.
    Si completa così la de-industrializzazione, si taglia la ricerca scientifica, si impongono ad ogni Paese particolari scelte economiche e produttive non autogestite, si trasferiscono le aziende in aree coloniali dove non esistono salvaguardie sociali e i lavoratori sono biecamente sfruttati, si tagliano - flessibilmente - posti di lavoro, si pongono gravi limiti alle capacità autonome nazionali di creare ricchezza, nuovo lavoro, nuove imprese.
    Si produce disoccupazione e miseria diffusa.
    L'UME - e cioè un'Europa privata di garanzie e tutele politiche, economiche e sociali nazionali - è semplicemente un più LIBERO terreno di conquista della speculazione finanziaria.
    L'UME è soltanto un grande mercato di uomini sui quali sperimentare tecniche di concorrenza, di sfruttamento e di espropriazione.
    L'UME non è altro che uno degli scenari del globalismo selvaggio, uno dei suoi territori di caccia vegliato e strettamente controllato dal braccio militare della City e Wall Street, la NATO.
    L'UME è la realizzazione, in Europa, dei diktat di espropriazione nazionale concertati dal GATT e applicati dall'OMC.
    L'UME è la creatura di uno staff di euro-camerieri all'opera tra Bruxelles, Strasburgo, Lussemburgo e Francoforte, asserviti al volere dei padroni del mondo.

    L'EUROPA FEDERALE, LO SPAZIO AUTARCHICO EUROPEO

    Di qui la vitale esigenza di creare una vera e grande Europa alternativa, l'Europa delle Nazioni, la federazione dei popoli europei.
    Una nuova grande Europa che, forte di tutte le proprie specificità culturali, del suo genio, della sua storia e della sua comunità di destino, sia in grado di consolidare le sue tradizioni, vegliare sulla sua sicurezza, lavorare per l'armonico sviluppo delle sue comunità nazionali.
    Quest'Europa federale, potente unione di popoli, protesa verso l'Asia e verso l'Africa, adotterà una politica economica basata su criteri di auto-sufficienza produttiva e di sviluppo delle grandi infrastrutture, promuoverà e proteggerà ogni nascente impresa economica; favorirà gli investimenti nella ricerca, nella formazione e nella cooperazione, introdurrà sistemi di partecipazione dei lavoratori alla gestione delle aziende, adotterà la preferenza nazionale ed europea nelle assunzioni dei lavoratori, offrirà ai Paesi terzi le proprie conoscenze ed esperienze per piani di sviluppo economico e sociale autogestito, adotterà drastiche misure di protezione nei confronti delle imprese multinazionali che calpestano i diritti dei lavoratori ovunque nel mondo.
    Nel quadro di questo Nuovo Spazio Autarchico Europeo, una Banca Centrale, posta all'effettivo servizio dei popoli europei, dovrà limitare il suo ruolo all'esclusiva emissione del denaro.
    L'utilizzazione della moneta dovrà essere di naturale competenza dei cittadini, unici proprietari del mezzo di scambio.
    Le banche devono operare soltanto come aziende di servizi e non come strumenti di usura.

    IL REDDITO COMUNITARIO

    In Italia, oggi, e ovunque nell'Occidente liberaldemocratico, il reddito - la ricchezza nazionale - viene trattenuto dagli istituti bancari centrali, organismi privati, e prestato in forma di banconote ai cittadini.
    Quest'aberrazione monetaristica, imposta tre secoli orsono dalla Banca d'Inghilterra e diventata strumento di dominio mondiale, deve essere denunciata e annullata.
    Come è naturale, il reddito deve essere ripartito tra tutti i componenti della Comunità nazionale, unici legittimi proprietari della ricchezza nazionale amministrata dallo Stato.
    E' dunque compito essenziale del Fronte Sociale NAZIONALE condurre una battaglia senza quartiere contro il monetarismo iperliberista in tutte le sue espressioni di dominio.
    Alla Banca d'Italia e/o alla costituenda Banca Centrale Europea deve essere sottratta, perchè fonte di usura e di ingiusto profitto, la proprietà della moneta.
    La moneta non può che essere di proprietà del popolo.
    Il "plus valore", cioè la ricchezza nazionale frutto del lavoro collettivo, va distribuito paritariamente tra tutti i cittadini.
    Questo reddito di cittadinanza abolirà e sostituirà ogni rendita parassitaria ed assistenzialista.
    Lo stato sociale - nazionale od europeo - non deve essere cancellato da deregolamentazioni imposte dalla speculazione internazionale, ma evolversi in uno STATO DI POPOLO.
    Il totale della spesa dei cosiddetti ammortizzatori sociali, delle indennità di disoccupazione, della cassa integrazione, delle rendite e dei contributi parassitari, ridistribuito quale REDDITO COMUNITARIO, assicurerà ad ognuno dignità sociale e nazionale e capacità d'investimento produttivo per il bene individuale e dell'intera Comunità Nazionale.

    IMMIGRAZIONE EXTRAEUROPEA: SOLUZIONI E PROPOSTE PER UNA QUESTIONE DI INIZIO MILLENNIO

    Il problema immigrazione va affrontato su due livelli: di principio e contingente.
    Per quanto riguarda il primo ricordiamo quanto asseriva De Gasperi all'indomani della fine del 2° conflitto mondiale "Gli italiani devono imparare le lingue perchè dovranno andare a lavorare all'estero", nonchè quanto affermava Lenin "Ogni elemosina concessa al povero ritarda la rivoluzione".
    Affermazioni esemplari per capire come il fenomeno immigrazione giovi sia ai Paesi meta del flusso migratorio - per ovvie ragioni economiche -, sia ai Paesi d'origine - per altrettanti ragioni economiche -, ma sia soprattutto funzionale alle politiche di mantenimento dello Status Quo,attraverso l'eliminazione di potenziali focolai di rivolta e ribellione.
    Allora l'indirizzo da imprimere ad una politica seria ed onesta sull'immigrazione dovrebbe orientarsi da una parte alla chiusura delle frontiere, ma dall'altra - e contemporaneamente - a demotivare gli uomini e le donne ad emigrare dai rispettivi Paesi, con una serie di misure quali ad esempio: l'azzeramento dei debiti (con annessi interessi passivi)ai Paesi del Terzo Mondo, la cessazione dello sfruttamento delle materie prime perpetrato dalle multinazionali, la valorizzazione delle culture e delle tradizioni locali, la promozione di una coscienza rivoluzionaria che possa rimanere indifferente ai luccichii del mondo occidentale ed essere sensibile ai pericoli della globalizzazione e del capitalismo pseudo-liberale.
    Analogamente affrontando il livello CONTINGENTE del fenomeno immigrazione, occorre un'adeguata educazione e formazione dell'extracomunitario che vive in terra straniera.
    A titolo di esempio bisogna ricordare che l'UEIP (Unione Emigrati Italiani Progressisti - fondata e diretta da G. Raco)già sul finire degli anni '60 aveva lanciato lo slogan "oggi in Germania, domani in Italia" sintesi si un'azione strategica volta alla formazione delle coscienze rivoluzionarie che potessero sì migliorare le condizioni di vita degli emigrati in Germania, ma senza dimenticare l'obiettivo principale che era quello di mantenere saldo il cordone culturale e spirituale con la Madre Patria (in questo caso con l'Italia)e di proseguire con la lotta attraverso la creazione parallela di analoghe organizzazioni nazionali.
    E infatti l'UEIP, nata a Berlino, stendeva la sua presenza in Sicilia, Calabria, Puglia,Sardegna e Veneto.
    All'epoca l'invito di De Gasperi all'emigrazione degli italiani era dettato dalla preoccupazione per le occupazioni delle terre nel '49 di cui Melissa(Calabria),Montescaglioso(Lucania) e Portella della Ginestra(Sicilia) rappresentano le vicende più amare e salienti.
    Da notare che questi focolai di rivolta vennero repressi nel sangue dalla polizia di Scelba.
    In questo quadro l'emigrazione fece molto comodo sia al governo in carica, sia all'opposizione allora rappresentata dal PCI, partito che dal canto suo, assicurando al governo tedesco la non partecipazione dei propri iscritti, lavoratori in Germania, alle lotte politiche e sindacali, chiedeva in cambio la garanzia della possibilità di tesseramento e di voto in Italia.
    Ecco perchè organizzazioni come quella dell'UEIP furono osteggiate duramente anche dai partiti di opposizione, PCI in prima fila, tanto è vero che il presidente dell'UEIP Raco, allora iscritto al PCI, ne venne espulso a causa dell'iniziativa che presiedeva (non c'è male in quanto a razzismo in un partito di sinistra!).
    Chi sono i veri razzisti?
    Coloro che protestano contro le masse di extracomunitari, costrette a sopravvivere malamente nel nostro mondo, o non lo è invece il capo del governo Prodi(oggi Berlusconi)e quanti come lui, i quali affermano di non essere disponibili ad azzerare i debiti ai Paesi del Terzo Mondo per il timore che questi possano comprare cannoni con i soldi risparmiati? MA QUESTE ARMI CHI GLIELE VENDE?
    Se davvero si è animati dalla volontà di combattere il mondialismo occorre combattere anche la coatta emigrazione di masse di poveri dannati, ma affrontando alla radice il fenomeno immigrazione, sia attraverso una rivoluzione antropologica di noi stessi che possa sovvertire tutti i paradigmi dell'economia, sia attraverso la rinuncia ad ogni pretesa di superiorità di razza per un'autentica valorizzazione delle differenze tra i popoli.
    Secondo recenti statistiche in Italia sono presenti 1.240.721 immigrati(le donne sono 562.000 pari al 45% e i minori sono 100.000)di cui un clandestino su cinque regolari, per un totale di 248.000 stranieri "Illegali".
    Il Ministero degli Esteri ha reso noto che sono cinque le ambasciate italiane in cui sno emerse situazioni di irregolarità e possibili ipotesi di reato nella concessione di visti: si tratta di Manila, Bangkok e - più recentemete - Algeri, Il Cairo e Belgrado.
    Tra gli stranieri presenti in Italia, nel 1990, i senza lavoro erano il 42%.
    Oggi dopo la regolarizzazione, i disoccupati sono più che dimezzati e si sono attestati sul 17%.
    Gli immigrati regolari sono aumentati negli ultimi due anni di 250.000 unità(pari al 25%)e rappresentano il 2.2% della popolazione italiana.
    Non c'è un'area di provenienza dominante, soprattutto ora che dall'Est il flusso rallenta e sale quello degli asiatici.
    Ma vediamo il quadro nel dettaglio: il 54.8% viene dai Paesi in via di sviluppo, il 23.6% dall'Est Europeo e il 13.6% dall'Unione Europea.
    Il problema immigrazione va affrontato con chiarezza ed onestà, comprendendone le ragioni dovute allo sfruttamento ed al caos prodotto dai fautori del Nuovo Ordine Mondiale, rifiutando i criteri borghesi di carattere xenofobo o razzista, ma proponendo soluzioni alternative che evitino il dilagare dei fenomeni di invivibilità, soprattutto nelle periferie delle noste città, dove si potrebbe innescare una guerra tra poveri, voluta ed auspicata dal Sistema.
    Abbiamo il dovere di opporci sistematicamente a certi intellettuali che avvelenano la coscienza degli europei contrabbandando come intenzione di etnocidio qualsiasi forma di legittimo rigetto di presenze estranee ai costumi ed alla cultura autoctona.
    Si fa ricorso ad un facile umanitarismo e si assumono atteggiamenti saccenti e sprezzanti verso chiunque non sia in linea con il conformismo dell'idealizzata SOCIETA' MULTIRAZZIALE.
    E' la solita storia di una libertà di pensiero che ha vigenza soltanto se si pensa come i profeti di turno, le cui convinzioni ufficiali non corrispondono sempre a quelle espresse in famiglia o in privato.
    O, peggio, sono propagandate a fini utilitaristici e di sfruttamento.
    "Gli immigrati accettano lavori che gli italiani non vogliono più fare".
    Questa, la frase più comune che nasconde - in realtà - lo scopo di pagare un salario che il lavoratore italiano non è più disposto ad accettare passivamente.
    Sintomatico è che la "comprensione" viene dalle zone più ricche; nelle zone popolari, il rigetto è immediato ed il flusso migratorio, così farisaicamente protetto, si incrementa sempre di più con il grosso rischio di un'esplosione xenofoba non augurabile e dannosa.
    E' difficile comprendere questa piagnucolosa comprensione per l'immigrato, quando poi s'ignora ogni tipo di solidarietà verso il connazionale sfruttato ed emarginato.
    E' inspiegabile la giustificazione puntuale verso ogni tipo di reato commesso dall'immigrato, mentre per il connazionale si richiede l'inflessibilità della legge.
    Tutto questo non favorisce alla lunga l'immigrato, ma lo rende inviso agli occhi del cittadino comune.
    Alcune misure tese a smascherare l'ipocrita teoria dei fautori del "meeting por", funzionale solo allo sfruttamento intensivo di manodopera extra-europea a basso costo possono essere:

    A. una legge che blocchi definitivamente l'immigrazione e selezioni quella ormai sul territorio, ammettendo soltando quanti possono corrispondere uan determinata attività, non soggetta alla speculazione del datore di lavoro e regolabile secondo le legg sindacali della Repubblica, sempre salvaguardando il lavoro del cittadino;

    B. l'obbligo del pari trattamento economico e previdenziale per immigrati regolari che risiedono in Italia e per il cittadino;

    C. applicazione delle sanzioni per i datori di lavoro che non provvedono a regolarizzare gli immigrati alle loro dipendenze, rispettando ad ogni modo il criterio della PREFERENZA NAZIONALE;

    D. pene severe per chi gestisce e protegge "il mercato" dei flussi migratori clandestini;

    E. espulsione definitiva per chiunque commetta reati contro il patrimonio e contro l'incolumità dei cittadini;

    F. Il Fronte Sociale Nazionale esprime la sua piena contrarietà verso la proposta di legge che prevede per gli extra-comunitari la possibilità di godere dell'elettorato attivo e passivo nelle elezioni amministrative.
    Si depreca in tal senso la demagogia di chi vuole sfruttare politicamente e a proprio vantaggio la debolezza di gruppi di persone, per loro natura e situazione, più ricattabili di altri;

    G. vanno denunciati, e quindi posti nel nulla, i cosiddetti "matrimoni di comodo" posti in essere al fine di ottenere la cittadinanza da parte del coniuge non cittadino.
    Naturalmente dovranno essere adottati controlli anagrafici e fiscali onde smascherare irregolarità finalizzate a quanto sopra denunciato.
    Si contesta altresì la normativa vigente che attribuisce la cittadinanza italiana al figlio nato in Italia da immigrati extracomunitari.

    H. Il Fronte Sociale Nazionale dice NO all'immigrazione non controllata e non programmata, NO allo sfruttamento attuato da nostri connazionali nei confronti degli immigrati che devono essere trattati alla stessa stregua dei lavoratori italiani, ce però debbono essere prioritariamente preferiti nelle assunzioni.

    Per quanto riguarda i popli del Terzo Mondo, il Fronte Sociale Nazionale indica la necessità che questi popoli debbano essere aiutati a ricostruirsi, trovando nelle loro tradizioni,cultura e territorio la possibilità di una rinascita senza tutela.
    Da parte del Fronte Sociale Nazionale un'attenzione massima verrà anche data - nel senso della reciproca collaborazione - alle politiche di contenimento demografico che questi Paesi vorranno adottare per conquistare Indipendenza nazionale e benessere economico diffuso.
    E' auspicabile la regolamentazione dell'insediamento di nuove industrie, fissando dei vincoli affinchè le stesse sorgano in Europa, onde evitare lo sfruttamento della manodopera del Terzo Mondo.
    Tutto quanto detto dev'essere considerato come momento transitorio.
    L'Italia, unitamente agli altri Stati dell'Unione Europea, destina una parte del PIL per aiuti al Terzo Mondo.
    Queste risorse sono servite spesso per costruire cattedrali nel deserto o fabbriche di ghiaccio dove non c'era acqua.
    E' indubbio che operazioni non chiare e mai chiarite sono state realizzate a discapito di un autentico aiuto di Paesi sottosviluppati.
    Ma per questo nessuno dei teorici del "multi-nazionalismo" ha mai protestato , anzi, forse ha partecipato.
    Si auspica invece la costituzione di una "Commissione Europea di aiuti ai Paesi sottosviluppati" (ogni anno renderà pubblico il suo bilancio) che avvii una nuova politica di cooperazione con i Paesi in via di sviluppo che privilegi, attraverso le somme stanziate dall'unione europea, al creazione di progetti occupazionali in loco da parte di tecnici europei, piuttosto che le forme di credito ai Governi di quei Paesi che provocano solo l'aumento del debito pubblico.
    La Commissione avrà il compito d'impedire la formazione, nei Paesi del Terzo Mondo, di aziende gestite da imprese o da multinazionali europee, che costituirebbero ipotesi di sfruttamento, uscendo dalla logica di "dare il pane" a chi ne ha bisogno, ma insegnando a chi ha bisogno "come si fa il pane".

    LE NUOVE FRONTIERE DELL'ETICA: ABORTO E DROGA ALLA LUCE DELLA RICOSTRUZIONE E DELLA DIFESA DELLA COMUNITA' NAZIONALE

    DROGA

    No alla droga in tutte le sue manifestazioni qual cancro che colpisce l'integrità della salute fisica e mentale di un popolo: la droga è un'arma dei potentati economici per indebolire i popoli, distruggere la tradizione ed uniformare le culture.
    Pertanto la droga va combattuta a tutti i livelli: sul piano culturale ripristinando i valori guida, sul piano educativo rigenerando una scuola formativa, sul piano del recupero utilizzando tutte le forme più avanzate (COMPRESA LA SOMMINISTRAZIONE CONTROLLATA) per i tossicodipendenti.
    Va attuata una lotta senza quartiere alla criminalità organizzata nazionale ed internazionale ed ai potentati economici che forniscono la principale spinta alla diffusione di questo male.

    ABORTO

    Connesso alle tematiche per la famiglia, troviamo che deve essere oggetto di uno studio e un'analisi approfondita.
    La proibizione dell'aborto TOUT COURT non risolverebbe il problema, ma anzi renderebbe questa pratica clandestina, con tutte le conseguenze negative sul piano sanitario che possiamo immaginare.
    Al tempo stesso, però, dobbiamo dare delle soluzioni alternative che siano in linea col nostro progetto di rifondazione della Comunità Nazionale.
    Innanzi tutto dobbiamo domandarci il perchè molte donne praticano l'aborto e secondariamente abbiamo il dovere di proporre delle soluzioni per far sì che questo problema venga risolto.
    Molte donne abortiscono perchè non fanno uso di contraccettivi durante il rapporto con il partner, altre perchè la coppia - pur desiderando un figlio - è costretta a questa decisione sofferta per motivi legati all'impossibilità economica di mettere al mondo e di manterenere una prole.
    Queste sono le due casistiche principali che rappresentano il 90% degli aborti.
    Come abbiamo visto, l'interruzione della gravidanza scaturisce da due elementari fattori, quello Culturale e quello Economico.
    Il Fronte Sociale Nazionale è contro l'aborto utilizzato come metodo contraccettivo.
    Non è pensabile che una coppia che abbia rapporti sessuali non faccia uso di contraccettivi "perchè intanto c'è l'aborto", come non è pensabile che una giovane coppia minorenne alle prime esperienze sessuali non conosca minimamente cosa siano i contraccettivi.
    Lo Stato dovrebbe lanciare una campagna d'informazione ed educazione sessuale, a partire dalle scuole medie superiori.
    All'interno di ogni scuola dovrebbe esserci un medico o un'operatrice sociale che periodicamente sia a disposizione per dare delucidazioni in materia.
    Molti giovani, infatti, quando si trovano davanti al problema sesso hanno difficoltà a rivolgersi ai genitori e spesso e volentieri si affidano ai consigli, il più delle volte sbagliati, dei coetanei.
    Anche in questi casi la possibilità di un'assistenza sanitaria gratuita, da parte dello Stato nei confronti delle giovani generazioni dev'essere obbligatoria e necessaria anche all'interno delle scuole.
    Sul piano economico, lo Stato dovrebbe garantire tutta una serie di agevolazioni e di interventi tesi ad assicurare alle giovnai madri un'assistenza medico-sanitaria gratuita durante il periodo della gravidanza, attraverso cliniche ospedaliere appositamente attrezzate.
    In questo contesto vogliamo ribadire, inoltre, le nostre proposte di sgravi fiscali per le coppie con figli a carico, enunciate sopra.
    In quest'ottica - e solo in quest'ottica - proponiamo la revisione della legge 194/78, fermo restando la facoltà di abortire per le donne che abbiano subito violenza sessuali, o che si trovino di fronte alla certezza di avere un figlio minorato o portatore di handicap.
    Sinistra Nazionale!

  2. #2
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    Rodolfo, ho letto con attenzione, ti assicuro.
    Un punto lacunoso e non condiviso, comune a tutti i manifesti programmatici della Nazional Rivoluzione. Questo punto lo considero colpevolmente redatto dagli scrittori dei manifesti programmatici (come noti li includo tutti), e cioè quello di proclamarsi unici occupatori dello spazio antagonista rivoluzionario extra-marxismo (così non offendiamo nessuno con la demonizzata parola fascista , che mi onoro di pronunciare fuori dai termini).
    Questo è il punto, l'unico .
    A volte, nei momenti più cupi e demoralizzanti, quando ci guardiamo in faccia con Nicola Cospito o con Luca Romagnoli, spunta sempre l'ennesimo, identico punto di frattura:
    perchè credono di essere gli unici? Per qualche diversità nei programmi o negli organigrammi?
    Errore dei Far, dei Nar, di Tp, del Msi, di An, di ordine nero, e così posso continuare fino alla Fiamma ed al Fronte, del quale non si può non condividere i punti fondamentali.

    Pare a volte di trovarsi in un bellissimo bordello, bello perchè lo si è scelto fra gli altri, e tante donnine avvenenti e disponibili ti fanno l'occhietto; la lingerie uguale, perfino il colore dei corsetti e del reggicalze. Ma tutte si denigrano e non c'è quasi alcun motivo per scegliere l'una anzichè l'altra, se non attrazioni soggettive poco giustificabili.
    La gratificazione di una impossibile fuga verso la vittoria e la criminale cecità per converso, che stanno da senpre alimentando un sistema perverso di divisioni.
    Pensiamo agli avventori che ridono di questa cecità omologativa.
    Pensiamo a quanti stendono verso il cielo il braccio (col cuore o realmente) col giuramento che mai tradiranno proprio nel momento nel quale tradiscono .

    La tua fatica, anche se fosse stata un copia-incolla te ne sono sinceramente grato, non vada sprecata per quel punto.

    Devo però rendere giustizia a chi la merita.
    Sermonti ricordava che il Fronte è l'unico movimento che ha il Comitato Centrale aperto, ed è vero.
    Giustizia a chi si sforza di unificare; ma unifichiamo, però.
    Il Fronte non è che una parte dei movimenti Nazionarivoluzionari.
    Restano gli altri. Colpevolmente.
    Diatribe molto pungenti, quali a volte te ne ho sentite fare con Forza nuova ed altri, non hanno senso; e non è un invito rivolto solo a te, ovviamente.
    Ma non vorrei (desiderio presuntuoso ed egoista) "a noi l'area non interessa" quando il Presidente del Collegio per la Costituente d'Area è Rutilio Sermonti, il tuo Presidente di movimento, che ho avuto recentissimamente il piacere di abbracciare e baciare fraternamente.

    Buona volontà. Io sono fascista, e tu? Sapremo esserlo nei fatti?
    Non mi reputo Nazionalrivoluzionario, nè Nazionalpopolare (che cazzo, un pò di nobiltà e di rispetto per noi stessi, termine peggiore non posteva essere coniato!), di Destra Radicale (nè destra, nè radicalismi, se è vero che al fascismo spetta il centro ideale di quella Terza Via molte volte citata a sproposito).
    Fascista.

    Ti saluto fraternamente.

  3. #3
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    "....e di difesa dell'Identità Nazionale minacciata finanche nella sua più intima esistenza dal nichilismo dei valori della massificazione capitalista votata alla disintegrazione delle coscienze delle persone per affermare l'unica entità voluta dalla Globalizzazione culturale: il Super-consumatore planetario senza più radici, senza costumi o religioni e senza un senso di appartenenza a qualcosa di superiore alla Coca-Cola. "




  4. #4
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    Predefinito Senza illusioni.............

    Rodolfo è ammirevole il tuo impegno e ammirevole ritengo sia il tuo continuo martellamento delle idee frontiste.
    Sinceramente ce ne vorrebbero di camerati che cosi senza chiedere nulla svolgono la loro missione.
    Leggo spesso i tuoi msg e non nascondo che alcune volte, come in questa occasione, devo armarmi di pazienza e tempo.
    Condivido quasi tutto, incentiverei, come ho sempre detto, il richiamo alla Patria, obbligo della lingua italiana, la meritocrazia nell'azione, il senso del cameratismo quello vero con una parola sola e molto di quel sentire fra camerati di cui ti dice Angelo e che oggi sembra scomparso.
    Inoltre sarebbe opportuno che anche nel Fronte e tra i frontisti, cosi come nella Costituente d'area, s'instaurasse una gerarchia chiara, lineare, attenta, concreta, realistica e rinnovata, cosicchè i camerati incerti e diffidenti possano osservare, giudicare, senza rincorrere illusioni e pensare finalmente di stare tutti insieme.
    Camerateschi sinceri saluti a tutti

    UNITI SI VINCE,
    A NOI!!! ave Wotan

    http://groups.msn.com/ardiscononordiscoilfascismo

  5. #5
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    Io non ho problemi ad unirmi con chiunque(camerata o meno)...ma su un'unità che sia fondata sui programmi e sui valori di riferimento e non un vago riferimento al fascismo e basta.
    Non su un giudizio sul passato quindi ma su ciò che si vuole fare oggi.
    Quando critico l'area è quindi perchè a mio parere non si può unire ciò che è profondamente diverso e quando critico FN la critico per le posizioni clericali e perchè strumentale e funzionale ad una logica da opposti estremismi che rappresenta l'estrema destra del sistema.
    Chi invec condivide ciò che diciamo, qualunque sia il suo passato politico, è il benvenuto. per creare non l'ennesimo partitino dell'estrema destra ma il partito dell'alternativa.


    Saluti frontisti
    Sinistra Nazionale!

  6. #6
    Paul Atreides
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    x Rodolfo

    Che Forza Nuova abbia una impostazione cattolica è cosa che nemmeno io condivido e che mi ha sempre tenuto lontano da loro.

    Però dire che Forza nuova sarebbe strumentale e funzionale al sistema è un'accusa gravissima. In cosa sarebbe strumentale e in cosa funzionale? Quale sarebbe la logica da opposti estremismi in cui cadrebbe? Se quando Forza nuova organizza qualcosa i komu si mobilitano, mi pare che siano quest'ultimi a muoversi in una logica stupidamente "antifascista".

    Inoltre, non si possono muovere accuse così gravi senza uno straccio di prova, non si possono liquidare gli sforzi di altri dell'area in modo così superficiale.


    Insomma, non si può continuare in questo modo, né si può pensare che l'affermazione delle proprie idee possa passare per la denigrazione delle posizioni altrui. Io credo che sarebbe ora di finirla con queste prese di posizione nemmeno inutili quanto soprattutto controproducenti perché finiscono per spaccare ed esacerbare ancor di più un ambiente già inguaiatissimo di suo.

    Saluti

  7. #7
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    Originally posted by Rodolfo
    Quando critico l'area è quindi perchè a mio parere non si può unire ciò che è profondamente diverso e quando critico FN la critico per le posizioni clericali e perchè strumentale e funzionale ad una logica da opposti estremismi che rappresenta l'estrema destra del sistema.




    Infatti credo che considerare Forza Nuova e la Fiamma contro il sistema sia un grosso errore. Individuato l'avversario (sistema di potere attuale) bisogna allearsi ed unirsi con chi condivide la battaglia e l'antagonismo e non con persone con le quali purtroppo oramai ci unisce solo un medesimo giudizio del passato.
    E' il futuro che ci deve interessare. E' ora che i militanti antagonisti di Fiamma e Fn facciano i conti a proposito della congruenza tra principi asseriti e concreta azione politica dei loro movimenti.

  8. #8
    Dalla parte del torto!
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    Nessuno infatti dice che ciò viene fatto intenzionalmente, ma nei fatti purtroppo è così.
    Vedere solo nei centri sociali il nemico e' fare battaglie di retroguardia che porta tanti giovani in buona fede a lottare non per un movimento antagonista ma per un movimento e un'area che non ha nulla di antagonista.
    Noi cmq non abbiamo nulla contro di essa, ognuno fa le sue scelte(sbagliate)ma affermiamo solo che la diversità tra i due movimenti è evidente.

    Saluti frontisti.
    Sinistra Nazionale!

  9. #9
    Paul Atreides
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    Originally posted by Rodolfo
    Nessuno infatti dice che ciò viene fatto intenzionalmente, ma nei fatti purtroppo è così.
    Vedere solo nei centri sociali il nemico e' fare battaglie di retroguardia che porta tanti giovani in buona fede a lottare non per un movimento antagonista ma per un movimento e un'area che non ha nulla di antagonista.
    Noi cmq non abbiamo nulla contro di essa, ognuno fa le sue scelte(sbagliate)ma affermiamo solo che la diversità tra i due movimenti è evidente.

    Saluti frontisti.
    Che Forza Nuova veda solo nei centri sociali il nemico è, ovviamente, una falsità, lo sai tu e lo so io.
    Per il resto, condivido l'idea che i due movimenti siano (parzialmente) diversi. E per far emergere questa diversità, senza muovere accuse o altro, già basterebbe mettere a confronto i loro rispettivi programmi.

    Saluti

  10. #10
    Paul Atreides
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    x Vassilji

    C'è solo un "trascurabile" problema. Individuare CHI, al di fuori dell'area, sia realmente alternativo al sistema.

 

 
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