A pochi giorni dalla discussione in Senato la riforma della sanità proposta da Barack Obama è ferma nelle commissioni parlamentari dove è esplosa nuovamente la polemica sull'aborto. Il tema ha nuovamente spaccato i democratici, la cui frangia moderata promette battaglia in aula se nelle prossime ore non verrà completamente rimossa la clausola che consente ai piani finanziati dal governo di coprire le spese per l'interruzione di gravidanza. Il tema è tra i più controversi del piano Obama. Il presidente, da sempre sostenitore dei diritti delle donne anche sull'aborto, ha ribadito che la sua legge non prevede finanziamenti per i piani che coprono anche le spese sanitarie legate all'aborto. La distinzione è però sottilissima perché il testo all'esame del Parlamento prevede solo che i soldi pubblici non possano essere usati in quel senso, ma che i piani assicurativi che ricevono finanziamenti statali possano pagare le spese delle interruzioni di gravidanze dimostrando che per gli aborti vengono spesi solo i soldi ricevuti dai privati. Le compagnie devono cioè tirare una linea nei bilanci e specificare che per pagare le spese ospedaliere dovute a un aborto vengono usati solo gli introiti provenienti dal pagamento dei premi assicurativi o i finanziamenti dei privati. Una linea di demarcazione troppo labile secondo i conservatori americani che invocano il bando che da 30 anni impedisce di usare i soldi dei contribuenti per gli aborti. I repubblicani hanno così alzato le barricate in commissione Finanze, dove si trova attualmente il testo, e nei prossimi giorni sarà presentato un emendamento per escludere del tutto ogni rischio. Secondo quanto riportato dal New York Times il deputato democratico Bart Stupack avrebbe dalla sua almeno 40 colleghi di partito pronti al muro contro muro se il cavillo non verrà rimosso. L'ipotesi più percorribile sembra quella che ai piani che usufruiscono dei fondi pubblici possa essere aggiunta la possibilità di "un'extra" a carico di chi stipula le polizze per coprire le interruzioni di gravidanza. Sull'ostacolo si è scagliata anche la Conferenza Episcopale Americana che da anni chiede al governo di estendere la previdenza sanitaria che costringe milioni di americani a vivere senza alcuna cura medica. "Saremo i migliori sostenitori di questa legge se le nostre preoccupazioni saranno ascoltate", ha commentato Richard Doerflinger, portavoce della conferenza, che chiede esplicitamente che nessun piano che preveda per le donne la possibilità di interrompere la gravidanza sia in alcun modo sostenuto dal governo di Washington.
Usa/ Sanità,guerra sui sussidi all'aborto,democratici si spaccano - Esteri - Virgilio Notizie




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